DIRITTI DEI MILITARI. SORPASSO A DESTRA sul tema dei Diritti con una proposta di FI Martino e Petranga. Matteo Renzi, ministro Pinotti e parlamento riflettano su proposte e su sentenze CEDU

A cura di Salvatore Rullo per Assodipro Nazionale 2 Gennaio 2015
Il premier Renzi, Il Governo, il PD partito di maggioranza, il Ministro della difesa Pinotti ed il Parlamento riflettano sulle sentenze della Corte Europea dei Diritti che condanna i paesi che NON concedono diritti associativi – sindacali per i militari. Rispetto a forze che si “ dichiarano progressiste e innovative “ e che richiamano costantemente  all’ Europa mentre sui diritti dei militari rimangono immobili e conservatrici, registriamo con attenzione la Proposta di Legge ( 2748 )  presentata alla Camera dagli Onorevoli Martino e Petrenga : Riforma della rappresentanza militare e disciplina del diritto di associazione del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare Presentata il 25 novembre 2014.
Un SORPASSO A DESTRA in parte inaspettato e che colma  lacune e assenze di proposte efficaci, innovative,democratiche e finalmente in  linea con l’ Europa su questo tema da  parte di un partito – area politica come Forza Italia e che dovrebbe far riflettere profondamente anche chi, fino a pochi mesi fa,  dichiarava che i militari italiani hanno strumenti di rappresentanza migliori o in linea rispetto ai  loro colleghi europei (!) .  CLICCA  qui per articolo dell’ 11 luglio 2014 , pochi mesi prima della sentenza Corte Europea, su dichiarazioni dell’ On. Calipari sui diritti di rappresentanza attuali.  
CLICCA qui  per  articolo su risposta sott.segr. Alfano,  su interrogazione per i diritti ai militari – Marton Santangelo del M5S, del 13 Novembre 2014 dopo la sentenza della CEDU.
Riteniamo che il testo presentato sia una buona base di discussione per arrivare, finalmente , ad ottenere un testo e una riforma  che conceda ai militari dei  veri, democratici ed efficaci strumenti di rappresentanza di tipo associativo – sindacale .
Condividiamo, come Assodipro, quanto viene scritto nel testo presentato da
Martino e Petrenga, quando si afferma : “ la scelta effettuata dal legislatore già nel 1978 di istituire, nel quadro di una riforma democratica delle Forze armate, organismi di rappresentanza elettivi del personale abbia nel tempo dimostrato limiti attuativi e inadeguatezza ” – “ Va detto, inoltre, che l'ulteriore revisione dello strumento militare già in atto e le linee di un nuovo modello di difesa per la definizione di un più adeguato strumento militare, nonché l'ipotizzata necessità di una riforma del sistema della sicurezza interna, rendono necessario rafforzare il ruolo degli organismi di rappresentanza procedendo contestualmente a un riconoscimento del diritto di associazione “ –  “La necessità improrogabile di mettere mano alla riforma della rappresentatività del corpo sociale militare è resa ancora più evidente dopo le due sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) emesse il 2 ottobre 2014 in merito ai ricorsi Matelly vs Francia (n. 10609/10) e ADEFDROMIL vs Francia (n. 32191/09), concernenti il divieto assoluto di costituire sindacati all'interno delle Forze armate francesi. Al riguardo si sottolinea che nelle sentenze citate la CEDU ha affermato che da parte della Francia vi è stata violazione dell'articolo 11 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, di seguito «Convenzione», concernente la libertà di riunione e di associazione.
La normativa italiana vigente (il codice) appare, anch'essa, oggi in netto contrasto con la Convenzione e in particolar modo con gli articoli 11 e 14, laddove viene precluso alle rappresentanze militari il diritto di agire in giudizio a tutela dei propri interessi o dei propri rappresentati e al personale militare di costituire sindacati o associazioni professionali di categoria o di aderire ad associazioni sindacali già esistenti, preclusione assoluta del diritto all'esercizio delle libertà sindacali che non risponde a una prevalente finalità di interesse generale e che non può giustificarsi alla luce delle specificità proprie dei corpi militari, tenuto conto degli obblighi internazionali gravanti in materia “ –  “ Quindi, per rispondere alle necessità di reale rappresentanza del personale anche in linea con le citate norme di rango europeo sono necessarie modifiche legislative al profilo giuridico della rappresentanza e al diritto di associazione, alla struttura, all'organizzazione e alla composizione dei consigli di rappresentanza ai vari livelli e agli stessi meccanismi elettivi utilizzabili per la costituzione dei consigli medesimi.
È pertanto necessario che si definisca uno strumento rappresentativo moderno, efficace e in linea con le disposizioni costituzionali italiane e europee e che soprattutto sia sentito come proprio dal corpo sociale dei militari.
In definitiva uno strumento che possa garantire, nel rispetto del diritto dell'Unione europea e in linea con le citate sentenze, anche la libertà di associazione e la piena realizzazione dei diritti di natura sindacale e che non potrà prescindere da due caratteristiche ineludibili: autonomia e pari dignità di parte sociale “ .
NEL TESTO MARTINO – PETRENGA si prevede, giustamente, una riduzione della esorbitante spesa, a carico dello stato, dell’ attuale strumento di rappresentanza militare che costa circa 4 MILIONI DI EURO ANNO ( gran parte solo per gli attuali CoCeR, Sindacati Gialli di fatto ) a vantaggio di una rappresentanza di tipo sindacale finanziata dagli iscritti .
Nel testo si legge : “
In tale ottica si può prevedere la coesistenza di:  1) consigli di rappresentanza interni alle amministrazioni con un sostanziale grado di autonomia e di autodeterminazione, che prevedano consigli regionali di base (CORB) e COCER; quest'ultimo eletto con elezione di secondo livello dai rappresentanti dei CORB, con un'evidente riforma in chiave riduttiva degli assetti organizzativi e rappresentativi e con un risparmio anche in termini di finanza pubblica; 2) associazioni di militari in servizio e in congedo esterne alle amministrazioni, autonome e indipendenti dalle amministrazioni medesime, che abbiano la possibilità, con le modalità previste dalla proposta di legge, di partecipare, attraverso la presentazione delle liste elettorali, alla vita rappresentativa interna e alla piena realizzazione dei diritti di natura sindacale ”.
Come Assodipro, nel corso degli anni abbiamo visto molte proposte presentate e mai approfondite o rimaste nei “ cassetti “ o solo  tra gli atti parlamentari  ; Giudichiamo  importante che anche l’area politica rappresentata da FI partecipi a questa riforma attesa da anni e mai realizzata. Il campo politico parlamentare che ha presentato proposte in linea con l’Europa e con quelle che sono le sentenze – indicazioni della Corte Europea  registra , ad oggi e sulla carta, una teorica maggioranza verso i DIRITTI ASSOCIATIVI – SINDACALI per i Militari. Seguiremo con attenzione tutti gli aspetti e gli sviluppi concedendo fiducia e sostegno a chi vorrà veramente portare in porto la riforma sui diritti di rappresentanza associativa – sindacale per i militari. Sapremo distinguere tra chi lo farà effettivamente e concretamente, chi eventualmente lascerà solo sulla carta la riforma o chi lo farà per scopi elettorali o propagandistici.  Al premier Renzi, al Ministro Pinotti , alle Commissioni Parlamentari Difesa ed al Parlamento rinnoviamo l’invito ad aprire sul fronte dei DIRITTI dei MILITARI certi che sarebbe un importante e democratico passo in avanti per il paese .

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