Dopo il caso Guidi che coinvolge anche vertici militari, la Difesa pensa di accelerare sul libro bianco che, ricordiamo, è una “polpetta avvelenata per il personale” .

Assodipro Nazionale :  ATTENZIONE alle accelerazioni in bianco sul ” libro bianco ” . 

Come ASSODIPRO, ci siamo occupati del Libro Bianco e dei suoi contenuti in molti articoli e con delle iniziative. 
ORA SCOPRIAMO, da numerosi articoli che trattano gli effetti del caso Guidi, che il libro bianco era bloccato da trame affaristiche, lobbistiche e da ambizioni personali. Ricordiamo che nel libro bianco ci sono tagli pesanti di personale, precarietà e riorganizzazioni che coinvolgono lo stesso personale, ed è una riforma sulla quale personale, associazioni e rappresentanze 
( anche se le stesse rappresentanze, sono, di fatto, sindacato giallo ) NON sono state mai minimamente coinvolti. 
Anzi, il libro è stato solo presentato a industria e convegni ristretti ( anche di lobbisti ! )
Negli articoli degli ultimi giorni leggiamo che lobbi e taluni vertici lo bloccavano o lo indirizzavano, solo secondo interessi mentre  il tema DIRITTI E TUTELE dei MILITARI non era e non è mai stato toccato. 
Al di là delle manovre di palazzo o di interessi personali che sono e che potrebbero ancora emergere, il libro bianco è TOTALMENTE BIANCO in pagine che dovevano e devono affrontare il tema dei DIRITTI e delle Tutele dei militari. Totalmente bianco nel senso che il personale subisce una riforma, che incide sullo stesso in modo totale. 
E' un libro con pagine vuote e bianche su pagine che dovrebbero contenere gli effetti della sentenza Corte Europea dei diritti dell' uomo a favore dei diritti sindacali per i MILITARI. Le trame di Palazzo lo avevano bloccato e rallentato per ben altro e fregandosene altamente dei temi sulle tutele e Diritti del personale.
Due giorni fa leggiamo quanto segue, tratto da articolo di Marco Ventura per il messaggero.it : “ Il modo migliore per mettere fine alle polemiche sul Libro bianco della Difesa 2015 ? Fare le leggi per “implementarlo”. Tradurlo dalla carta alla pratica. Anche per dare un segnale di comando e direzione politica dopo le tante indiscrezioni sull’agitazione delle singole Armi, in particolare della Marina attraverso il suo capo di Stato maggiore, ammiraglio Giuseppe De Giorgi. Oppositore del Libro bianco del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e del capo di Stato maggiore della Difesa, il generale dell’Esercito Claudio Graziano, De Giorgi è finito nel tritacarne delle intercettazioni sul “caso Guidi”.
Ieri la decisione ultima del ministro e del generale Graziano: presentare in Parlamento nei prossimi giorni le modifiche legislative a una decina di articoli del codice dell’ordinamento militare e del suo testo unico che riguardano i capitoli più delicati della riforma: governance, personale, organizzazione e valutazioni, cioè avanzamenti di carriera. In pratica, una rivoluzione delle nostre forze armate e del nostro concetto di Difesa per i prossimi decenni. Disegno contro il quale si era scagliato De Giorgi con l’intento di salvaguardare la “diversità” dell’Arma blu. Gli eventi poi sono precipitati con l’inchiesta in cui l’ammiraglio (che si protesta estraneo) è coinvolto per presunti collegamenti con il fidanzato dell’ex ministro Guidi. Ma anche all’interno della Marina cresce la preoccupazione per lo strappo col ministro e con lo Stato maggiore della Difesa”. 
In un nostro articolo del 21 Giugno 2014 scrivevamo, tra l’altro ( clicca qui per leggerlo ) : Solo una precisa e chiara volontà politica può far diventare le linee guida un testo dove il PERSONALE, citato pochissimo, mai in primo piano e sicuramente tema non centrale, venga portato in primo piano approfondendo il tema dei DIRITTI E DELLE TUTELE del personale militare . 
Diritti e tutele che si possono realizzare solo concedendo ai Militari di potersi associare e far rappresentare con modelli sindacali nazionali ( vedi forze di polizia ) o forme di associazione-sindacati modello Europeo come concesso in molti stati Europei. Nelle Linee Guida, dove si percepisce nettamente l’ ombra LOBBYSTICO INDUSTRIALE che ha giudato i pesanti tagli di personale avviati qualche anno fa,  non si fa cenno a diritti e tutele per le migliaia di militari che saranno “ oggetto “ di pesanti tagli di personale – precarietà -chiusure e accorpamento di enti – mobilità con tutte le conseguenze sociali, economiche , lavorative e familiari ; Tutela sul lavoro , tutela previdenziale e tutela della salute dei militari sono argomenti NON trattati ; anzi, nel punto 69  e 71  si conferma quella che è una delle conseguenze della legge “ revisione dello strumento militare “ prefigurando i grandi cambiamenti  su “correlate progressioni di carriera, la ripartizione tra le varie funzioni ed i livelli gerarchici del personale e, non ultime, le politiche salariali “  – “operando, se necessario, anche in discontinuità con scelte già maturate o consolidate “.  Sia in queste linee guida che in altri documenti pubblicati sul tema il riferimento all’ EUROPA ed all’integrazione delle forze armate verso un modello EUROPEO è ripetuto e costante; Speriamo che i relatori e la politica non siano, ancora una volta,  IPOCRITI assumendo L’Europa e l’ integrazione Europea come modello IGNORANDO i DIRITTI riconosciuti in EUROPA ai militari e ignorando quelli che sono trattati Europei in tema dei Diritti ai quali L’ Italia ha aderito.  Uno dei paesi fondatori dell’Unione Europea NON può continuare a negare ai Militari diritti associativi e sindacali per rappresentare e tutelare il personale Militare.  
In un intervista che abbiamo pubblicato il 15 maggio 2015 il Col. Guido Bottacchiari ( CoCeR AM ) tra l’altro afferma : “ Più in generale, nel LIBRO BIANCO, si nota una tendenza a considerare il personale militare fuori dal contesto dell’ordinamento democratico e civile – In definitiva sono molto preoccupato per l’ampliato quadro di precarizzazione per i militari di domani  e per il non definito processo di “esodo” per quelli di oggi…. il tema dello sbilanciamento delle spese (personale – funzionamento – investimento)– tanto usato e di cui si è abusato durante l’approvazione della riforma “Di Paola”, e ripreso anche nel libro bianco – nei fatti non esiste perché, per l’investimento oltre alle risorse previste nel bilancio della Difesa, ci sono oltre 2 miliardi e mezzo annui allocati presso il MISE. Pertanto le spese  per investimento superano ampiamente i 6 miliardi annui. Ben oltre la quota ideale del 25% del budget destinato alla funzione Difesa. ….. CONTINUA IN LEGGI TUTTO 
Sorge spontaneo un  interrogativo: la compressione delle risorse per l'esercizio attuata nell’ultimo decennio e la conseguente “avvertita” necessità di ridurre le spese per il personale è stata una scelta di natura politico-strategica o fatta per favorire il settore industriale degli armamenti ? mi sembra che  nel libro bianco si ipotizzino soluzioni – in modo particolare l’ampliamento fortissimo dell’arruolamento di volontari in ferma prefissata e l’istituzione di una Riserva Operativa – scelte che richiederanno risorse importanti , assetti di garanzia sociale ed occupazionale che fatico a vedere . 
Parliamo di numeri: partendo dalla cifra di 150.000 unità, nelle versioni in bozza del Libro Bianco veniva introdotta una  ripartizione che prevedeva a regime 20.700 Ufficiali con aumento circa di 2.400 unità, 11.000 marescialli a fronte dei 18500 previsti,  quindi 7500 in meno.. E 118.300  sergenti e graduati di truppa (dati desunti dal Libro Bianco e confrontati con la Riforma “DI PAOLA” Legge 244/2012).. Se pensiamo che attualmente la sola Aeronautica Militare ha 20.000 marescialli, mi  pongo qualche interrogativo rispetto al bilanciamento futuro delle forze armate. Anche perché francamente non se ne può più di ascoltare “appelli” all’unità e alla coesione delle Forze Armate e di timori su una presunta politicizzazione delle stesse che potrebbe derivare dalla costituzione di liberi sindacati! 
Volgere lo sguardo all’Europa………no? Vedere i sindacati/associazioni nelle FF.AA. Tedesche, Olandesi, Spagnole, Portoghesi, Svedesi…..etc., (si al Sindacato in 28 stati aderenti al Consiglio d’Europa). Prender nota infine che i colleghi Britannici sono con la tessera del Sindacato Generale in tasca invece di star qui a discutere di “specialità”. Sul tema ho avuto modo di ribadire recentemente in  Commissione Difesa che la politica potrà anche scegliere di non adeguarsi alle indicazioni cogenti che provengono oggi dalla Corte Europea dei Diritti  dell’Uomo, ma in questo caso dovrà essere messa in conto una condanna del nostro Stato al pari di quello francese,considerato che a breve saranno esaminati due ricorsi, sul divieto di associazione sindacale per i militari italiani, uno presentato dalla Associazione Assodipro che contiene anche la mia firma, e l’altro, da un gruppo di 500 finanzieri italiani .
Quel giorno, sarò ben lieto di guardare in faccia chi oggi ha assunto, in Parlamento e fuori, posizioni  di retroguardia e autoreferenziali che si scontrano con i reali  interessi del personale. In conclusione se volessi trovare un motto per il Libro Bianco potrei dire con l’enfasi dovuta (e se mi si consente con un pizzico di ironia): ”VIVA L’ITALIA, VIVA LE FORZE ARMATE, VIVA IL PRECARIATO!!!. ( clicca qui per leggere articolo integrale ) 
 
In un nostro articolo del 25 novembre 2014 scrivevamo, tra l’altro, (Clicca qui per leggerlo) : “Continuano gli incontri per “ Il Libro bianco della Difesa secondo Pinotti  dopo convegni con centri alti studi, vertici dell’Industria e dirigenza o ex dirigenza militare il ministro Pinotti continua i suoi incontri. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti incontrerà lunedì i giovani dell’associazione Agol alla Terrazza Civita di piazza Venezia. Si parlerà del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa, attualmente in fase di preparazione dopo l’elaborazione delle sue linee guida. Un strumento fondamentale nello scenario geo – politico di oggi sempre più complesso e in rapida evoluzione. Dopo un intervento introduttivo del presidente dell’Associazione Pierangelo Fabiano e di Andrea Ruggeri, il ministro risponderà alle domande sul delicato tema della difesa come strumento per il mantenimento della pace e della sicurezza. 
Chi è – Chi sono Agol ? ; una risposta la troviamo in un articolo de IlTempo.it di Sofia Gongoni del 20 Marzo 2014 dal TITOLO “Giovani comunicatori crescono” : “ Giovani comunicatori e lobbisti si sono riuniti ieri sera all' hotel Boscolo Exedra, in piazza della Repubblica per la presentazione di Agol. 

Infine, vi suggeriamo di leggere il nostro articolo dal titolo : Libro Bianco della Difesa; nasconde polpette o cannoli avvelenati per il personale del Comparto ?  Il Ministero Difesa si appresta a scrivere il terzo Libro Bianco della Difesa. I primi dubbi emersi dalle Linee Guida . Parere sul testo dello studio Cataldi. ( Clicca qui per leggerlo


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