FALCO ACCAME Lettera Aperta ai Marò Latorre e Girone:“Ritengo che siate “diversamente incolpevoli”-Ritengo che vi sia stato un utilizzo improprio di personale che in larga parte vi scagiona.

Redazione Assodipro  – Falco ACCAME Lettera Aperta e DOMANDE ai FUCILIERI DI MARINA 
LETTERA APERTA AI MARO’ QUALCHE DOMANDA DIRETTA 
A partire dalle affermazioni da voi fatte il 2 giugno 2014 nell’incontro telematico con le Commissioni Difesa ed Esteri della Camera, mi permetto di rivolgervi alcune domande. 1. Qual era l’ordine che avete eseguito nell’azione a fuoco dissuasivo sul peschereccio? 2. Chi ha impartito questo ordine e con quali modalità? E’ stato impartito da Cincnav Santa-Rosa? 3. L’ordine era stato emanato in base ad elementi di situazione raccolti da voi sul posto (che avete comunicato a Cincnav) e, in caso affermativo, quali erano questi elementi di situazione? 4. Avete ritenuto che il natante avvistato (un peschereccio) potesse andare all’arrembaggio della Lexie? 5. Se avete avuto il sospetto che un peschereccio, che può fare tutt’al più 7-8 nodi potesse andare all’arrembaggio della Lexie, la quale poteva sviluppare 15 nodi (e quindi bastava “mettesse la poppa” sul peschereccio per impedire l’attacco) avete riferito a Cincnav per avvertire l’armatore, il quale evidentemente, avrebbe ordinato una manovra evasiva al Comandante della nave? 6. Quando siete entrati in azione sapevate di trovarvi a 20,5 miglia da terra (cioè in acque contigue) nelle quali l’India può esercitare diritti di controllo e non in acque internazionali? Sapevate di trovarvi ad almeno 180 miglia all’interno dell’inizio delle acque internazionali? 7. Prima di effettuare l’imbarco sulla nave Lexie vi è stato spiegato che la rotta della nave avrebbe attraversato la zona contigua dell’India, nella quale il nucleo di protezione non poteva entrare in funzione e quindi non poteva godere dei diritti di bandiera (giurisdizione, immunità)?
Come potete immaginare dalle domande formulate, ritengo che in nessun caso avrebbe dovuto essere stata svolta un’azione a fuoco perché mancavano essenziali presupposti, tra cui quelli più sopra accennati, della non presenza in acque internazionali, della non dotazione di armi idonee, nonché di strumentazioni necessarie e così via.
Ritengo quindi che siate “diversamente incolpevoli”, come ho avuto modo di scrivere varie volte in passato, perché ritengo che avete operato senza essere a completa conoscenza di tutti gli elementi necessari per adempiere un compito che, tra l’altro, non è un compito del San Marco. Si tratta infatti di un compito di “polizia militare marittima” che in ambito militare sono propri di Carabinieri, Guardia di Finanza, ma non delle forze armate. Purtroppo ho avuto in passato l’esperienza di altri compiti impropriamente affidati a personale del San Marco, come il compito di reparto armato dei Gladiatori. Ritengo quindi vi sia stato un utilizzo improprio di personale che in larga parte vi scagiona. Ciò riguarda anche le del tutto improprie “invenzioni” di una nave double-face, metà mercantile e metà militare, e di una “doppia” catena gerarchica introdotte nella legge 130/2011 (legge antipirateria, ma forse più legge “pro-armeria”), invenzioni del tutto pregiudizievoli per l’espletamento della vostra attività. E ciò anche riguardo al succitato diritto di bandiera (giurisdizione e immunità) messi in forse dal fatto che una nave che svolge un’attività commerciale, non può vantare allo stesso tempo di svolgere un’attività per lo Stato. Ciò non toglie che il comportamento da voi tenuto non mi esima da qualche perplessità per le ragioni che potete dedurre dalle domande che vi rivolgo. Ma c’è un’altra questione riguardante la vostra video-conferenza in televisione presso le Commissioni Difesa che mi ha preoccupato. Riguarda il vostro accenno ad una specie di “consegna del silenzio” sui fatti avvenuti. Non so se questa “consegna del silenzio” vi sia stata ordinata o sia stata fatta per vostra scelta. Comunque stiano le cose questa scelta è in totale contrasto con quanto stabilito dalla “Legge sui principi della disciplina”, legge che si è sviluppata durante il mio incarico di Presidente di Commissione Difesa della Camera e che quindi ben conosco. Il suo prioritario intento era proprio quello di dare diritto (e dovere) di parola ai militari, naturalmente a meno che non fossero in gioco questioni coperte da segretezza. Non posso in merito esimermi dall’esprimere le mie perplessità. Ritengo che sia un vostro dovere rendere noto in primo luogo al Parlamento le modalità che vi hanno portato all’azione di fuoco, azione che purtroppo (credo ormai senza più incertezza), abbia portato alla morte dei due cittadini avvenuta sul peschereccio indiano (per i quali l’India reclama un diritto di giurisdizione – così come l’Italia a suo tempo reclamava, per la morte del funzionario dei Servizi Segreti dott.Calipari). Ritengo insomma che vi sia stata una trasgressione della “Legge dei principi della disciplina”, di cui non si può non tener conto (e che prevedibilmente è stata anche esaminata dalla Procura militare di Roma, la quale ha avanzato l’ipotesi dell’omicidio preterintenzionale).
Spero che comprendiate le ragioni per le quali ho voluto scrivervi direttamente questa lettera aperta che, mi auguro, possa essere di giovamento per gli ulteriori sviluppi che la vicenda potrà avere. E ciò, augurandomi che la mia tesi del considerarvi “diversamente incolpevoli” possa essere riconosciuta. 
Falco Accame Presidente Anavafaf e Comitato Seagull per la Sicurezza i diritti dei Naviganti
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Qualche altra domanda sui corsi di formazione, con riferimento all’addestramento antipirateria: 8. Nei corsi di formazione vi è stato illustrato il problema del rischio di spiattellamento, in caso di tiro dissuasivo, e vi è stato illustrato il famoso caso della Global Patriot nel Canale di Suez, in cui, per spiattellamento, venne ucciso un cittadino egiziano? 9. Nel corso di formazione, in relazione allo svolgimento di compiti di guardianaggio e antipirateria vi sono state illustrate le caratteristiche dei natanti che possono essere usati dai pirati: barchini veloci, che possono raggiungere i 20-25 nodi? 10. Nel corso di formazione siete stati messi al corrente della normativa internazionale che riguarda anche l’antipirateria (Convenzione di Montego Bay) circa le differenze tra acque territoriali (fino a 12 miglia dalla costa), acque contigue (fino a 24 miglia), acque internazionali (al di là di 200 miglia dalla costa)? 11. Nel corso di formazione vi è stato reso noto che vari paesi hanno proclamato una zona di sfruttamento economico esclusivo (ZEE) che si estende fino a 200 miglia dalla costa (e che l’India era tra le nazioni che avevano proclamato tali zone?) 12. Nel corso di formazione vi sono state illustrate le procedure internazionali per l’uso della forza (le regole RUF) e in particolare quanto in esse contenuto circa il fatto che un’azione a fuoco può essere effettuata solo se vi è stato un tentativo di arrembaggio o se si sono manifestate in modo indiscutibile le intenzioni per un tale tentativo? 13. Nel corso di formazione vi sono state illustrate le “regole italiane d’ingaggio” (Regole che tra l’altro, ad oggi, non sono conosciute, anzi sono state abusivamente segretate. Non risulta tra l’altro che siano decise dall’Autorità Nazionale di Sicurezza)? 14. Nel corso di formazione vi è stata illustrata la legge antipirateria 130/2011 e il Regolamento attuativo Dl 107/2011 e in particolare il fatto che i nuclei di protezione entrano in funzione in acque internazionali? 15. Nel corso di formazione vi è stato spiegato che, per sparare, in fase di preavviso è necessario utilizzare fucili col cannocchiale (per poter sfalsare il tiro)? E avevate fatto notare che sulla Lexie tali armi non erano disponibili? 16. Nel corso di formazione vi hanno spiegato che pre-condizione per svolgere le proprie azioni (con particolare riguardo naturalmente a quelle a fuoco) è quella di disporre degli strumenti per documentare le azioni predette in caso di contestazione? (telecamera, apparati di ricezione audio, ecc.). E avete fatto notare che sulla Lexie tale strumentazione non era disponibile? 17. Nel corso di formazione vi hanno spiegato che prima di iniziare un’azione a fuoco, anche dissuasiva, avrebbero dovuto entrare in funzione gli apparati di allerta (ottici e acustici) della nave? 18. Nel corso di formazione siete stati messi al corrente di quali sono i compiti di polizia giudiziaria e i requisiti necessari per effettuare tali compiti? Falco Accame Presidente Anavafaf e Comitato Seagull per la Sicurezza i diritti dei Naviganti

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