Falco ACCAME – TRAGEDIA DI LAMPEDUSA. QUALCHE AUTO CRITICA. MANCA LA "POLVERE DI MARE". “ Mancano mezzi ma abbiamo una portaerei usata come -nave croce rossa- ad Haiti “.

A cura di Assodipro.
Falco Accame, Presidente ANAVAFAF ” Di fronte alla gravissima tragedia di Lampedusa credo che anche l'Italia, a parte le richieste all'Europa, dovrebbe domandarsi se si poteva (e si può in futuro) fare qualcosa di più.
Abbiamo saputo che l’ imbarcazione dei profughi era stata avvistata da dei pescherecci. E' probabile che se ci fosse stata una adeguata vigilanza aero-navale l'avvistamento avrebbe potuto essere effettuato prima. Per la vigilanza delle acque occorre una consistente quantità di navi minori (moto vedette, cannoniere – polvere di mare – ed aerei di pattugliamento,vedi ad esempio i Breguet Atlantic impiegati per la vigilanza antisommergibile con lunghissimo raggio d'azione e capacità di avvistamento anche di piccoli bersagli).
 Ma la politica di Difesa aero-navale italiana si è mossa per anni in una ben diversa direzione puntando più che a forze di “protezione” a forze di “proiezione” e a dimostrare di possedere degli “status symbol” di una supposta “grandeur” tecnologica. Un esempio è la portaerei con enormi costi di produzione e di gestione che in pratica abbiamo potuto usare solo come nave “Croce Rossa” ad Haiti (laddove sarebbe stato sufficiente inviare una grossa nave traghetto). Altro esempio, che ormai è diventato un rituale, gli F 135 e le Frecce Tricolori (possediamo il più grande gruppo di manifestazione acrobatica esistente, pagato con i bilanci della Difesa). La drammatica insufficienza di vigilanza delle nostre acque, già del resto emersa in tante precedenti circostanze, credo debba imporre finalmente un ripensamento sui criteri che ispirano la politica militare in campo aero-navale “.   
Sulla tragedia immane di Lampedusa evidenziamo alcune  parole di  Papa Francesco che, da Assisi, ha chiesto agli italiani e al mondo di riflettere sulla tragedia avvenuta: Francesco, incontrando i poveri assistiti dalla Caritas, ha sottolineato come “questo mondo selvaggio non dà lavoro e non aiuta. Non importa – ha detto il Papa – se ci sono bambini che muoiono di fame nel mondo; non importa se tante famiglie non hanno da mangiare, non hanno la dignità di portare pane a casa. Non importa che tanta gente debba fuggire dalla schiavitù, dalla fame e fuggire cercando la libertà e con quanto dolore, tante volte, vediamo che trovano la morte, come è successo ieri a Lampedusa. Ma oggi – ha aggiunto Francesco – è un giorno di pianto! 

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