Forze Armate TAGLI AL PERSONALE MILITARE tra BLOCCO CONTRATTI, F35 e altro. “E’ immorale reperire fondi per armamenti MANTENENDO IL BLOCCO DEGLI STIPENDI al personale".

a cura DI ASSODIPRO.
In uno dei NOSTRI ARTICOLI ( clicca per leggere ) avevamo scritto, parlando del Ministro Pinotti : “Ministro Difesa Pinotti,non c’è CHIAREZZA nel suo balletto di DICHIARAZIONI. C’è bisogno di chiarezza e non di SLOGAN elettorali o parole interpretabili. SI tagliano o NO F 35 e forza Nec ?  “Ripensare –Rivedere – Ridurre” le spese in armamenti ; queste parole non possono essere solo slogan ripetuti senza decidere… e, a proposito del LIBRO BIANCO SULLA DIFESA abbiamo osservato : “ Non si usi la scusa del -libro Bianco della Difesa – per rimandare decisioni “. Un autorevole analista e commentatore ( Gianandrea Gaiani di Analisidifesa.it ) è in evidente accordo con le nostre osservazioni e commenti, anche in riferimento alla battaglia “ che conduciamo da 2 anni CONTRO I TAGLI AL PERSONALE MILITARE, ED IL BLOCCO DELLE RETRIBUZIONI che sono strettamente collegati in quanto si è POLITICAMENTO DECISO di tagliare le spese per il personale, bloccandone anche le retribuzioni, allo scopo di recuperare più risorse per le spese in armamenti !
TAGLI ED F-35: UN LIBRO BIANCO PER PRENDERE TEMPO? di Gianandrea Gaiani per analisi difesa.it : “ Sono bastate meno di quattro settimane al governo Renzi per scivolare sul campo minato dei tagli alla Difesa passando da dimezzamenti di cacciabombardieri F-35, dismissioni di centinaia di caserme e svendita di portaerei a un più pacato programma di tagli da attuare solo dopo la messa a punto di un Libro Bianco. “Solo l`emanazione di un Libro bianco che indichi le esigenze delle Forze armate può dare delle indicazioni precise sui tagli che si potranno applicare sulla spesa della Difesa, che non riguardano solo gli F-35” ha detto il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, riprendendo un concetto già espresso dal Ministro Roberta Pillotti . La messa a punto di un Libro Bianco è un obiettivo importante, di cui l`Italia sente da sempre il bisogno che però in questa fase sembra rappresentare la giustificazione con cui il governo prende tempo (o perde tempo a seconda dei punti di vista) per sottrarsi sia alle pressioni degli Stati Uniti e dei numerosi fans italiani del programma F-35 sia a quelle della sinistra pacifista che aveva preso sul serio Matteo Renzi quando nei mesi scorsi aveva definito “soldi buttati” l`acquisto del velivolo di Lockheed Martin. Certo il governo ha fermato per ora gli ordini del velivolo ali esemplari con il completamento del lotto 9 di produzione a basso rateo in attesa di “un`analisi a 360 gradi dell`intero sistema Difesa” come lo ha definito Rossi riferendosi al Libro Bianco. Un documento che vogliamo auspicare venga improntato al massimo pragmatismo e che soprattutto sottolinei la necessità di tutelare gli interessi nazionali con strumenti adeguati.
A PROPOSITO DI TAGLI E SPESE, Gaiani, tra l’altro scrive anche : “ risulta immorale reperire fondi per acquistare nuovi mezzi e armamenti tramite stanziamenti ad hoc provenienti dal Ministero dello sviluppo economico o da prestiti pluriennali inseriti nella Legge di stabilità mantenendo però il blocco degli stipendi al personale. Non c`è denaro per l`addestramento, neppure per le manutenzioni e il carburante, vengono mortificate le retribuzioni (ma non quelle dei vertici militari che si tengono pure le buonuscite da un milione di euro) fino a portarle sotto la soglia di povertà nei gradi più bassi ma al tempo stesso si trova il denaro per navi, aerei e blindati nuovi. Cosi si compromette (irrimediabilmente) morale e motivazione del personale. … CONTINUA IN LEGGI TUTTO
“Per questo dal Libro bianco è lecito attendersi una valutazione d`insieme soprattutto in una fase in cui pare a dir poco improbabile un incremento delle risorse assegnate al bilancio della Difesa e lo Stato pretende risparmi dalla Difesa perun miliardo all`anno almeno per i prossimi 3 anni. Anche su questo tema il realismo s`impone. Meglio rinunciare a un po` di nuovi mezzi, specie se superflui, e investire il denaro risparmiato nelle retribuzioni del personale e nell`Esercizio, cioè in manutenzioni, carburante e addestramento.…. Il dimezzamento dei 90 F-35 in programma (già ridotti dai 131 previsti dal governo Monti) era stato auspicato l`anno scorso dallo stesso Renzi e in febbraio è stato caldeggiato da un documento messo a punto dai deputati del PD della Commissione Difesa in cui viene proposto di risparmiare un miliardo all`anno riducendo la commessa per il jet di Lockheed Martin e congelando il programma dell`Esercito Forza NEC completando invece i previsti 121 esemplari di Eurofìghter Typhoon, cacciabombardieri europei e italiani la cui commessa è stata tagliata a 96 esemplari proprio per “fare posto” agli F-35. Benché il ministro Pinotti abbia tentato di tranquillizzare i vertici dell`Aeronautica, che temono la cancellazione o la forte riduzione del programma F-35, invitandoli a “stare sereni” è evidente che l`aereo di Lockheed Martin è il principale candidato a subire decurtazioni. I motivi per ridurre o cancellare il programma F-35 non riguardano solo il suo ingente costo d`acquisizione e di gestione della flotta ma un insieme di valutazioni legate agli interessi nazionali.…  Il programma F-35 è poi un suicidio sul piano industriale perché trasforma le nostre aziende da progettatori, produttori ed esportatori di prodotti e aerei da combattimento concorrenti di quelli statunitensi in sub-fomitori di componenti low-tech per l`industria americana. Un passo indietro che metterebbe le aziende italiane in balìa delle commesse da oltre Atlantico….  Dopo tanto parlare di difesa europea che senso ha affidarsi per i prossimi decenni a un aereo statunitense? I Typhoon delle ultima versione non sono sufficienti per le nostre esigenze di attacco? Non sono stealth e potrebbero venire quindi abbattuti prima di riuscire a bombardare Mosca o Pechino? L`ipotesi è suggestiva ma temo sia improbabile che il prossimo Libro Bianco assegni alle forze armate compiti così gravosi e da grande potenza.… DEFINIZIONE CHIARE SULLA POLITICA MILITAREAnche per evitare altri disastri come quello della missione in Afghanistan dove andammo 12 anni or sono su richiesta di Washington per aiutare a sconfiggere i talebani e veniamo a casa dopo 54 caduti, centinaia di feriti e oltre 7 miliardi di euro lasciando il Paese nel caos e probabilmente alla mercé dei talebani. Gli americani hanno cambiato idea, o più probabilmente solo strategia e obiettivi, e l`Afghanistan stabilizzato non è più una loro priorità. Una ragione in più per fare due conti sulle nostre priorità, prima nazionali e poi inserite eventualmente nei contesti sovranazionali di cui l`Italia fa parte ma sui quali occorre riflettere in base alle “lezioni apprese” degli ultimi anni”.

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