GLI “ esperti “ a Convegno per il LIBRO BIANCO della Difesa. In 170 Pagine di Relazione Il termine “ personale “ inteso come uomini e donne che operano nelle Forze Armate è usato solo 8 volte

A cura di Assodipro

Si è svolto a Palazzo Salviati, Roma, il 5  e 6 giugno 2014 il  Convegno nazionale sulla sicurezza internazionale e la difesa ( vedi testo integrale a fine pagina ); Sono intervenuti  professori , “ esperti di settore “ ed ex vertici di Forza Armata  ; Nessun rappresentante dei Militari o del mondo Associativo dei Militari;
Abbiamo letto il documento che vi proponiamo e possiamo dirvi che, nelle Relazioni raccolte nel testo e che si sviluppano in 170 pagine, il  termine “ PERSONALE “ inteso come UOMINI E DONNE che operano nelle Forze Armate è usato solo 8 volte ! In 6 di queste il termine “personale” è inteso negativamente e interpretato nel senso di SPESA DA RIDURRE e posti di lavoro da eliminare definitivamente ( altro che riforma della P.A ! nelle Forze Armate si tagliano 35 posti di lavoro che scompaiono definitivamente ) a favore di esercizio e investimenti; 
Trionfa ancora la teoria di appoggio lobbystico a favore di industria a lobby, anche internazionali, che abbiamo visto applicata nelle ultime leggi sui tagli al personale
Strategia , previsioni e armamenti dominano le 170 pagine del gruppo di “ professori ,studiosi e addetti ai lavori ” che hanno partecipato al convegno; Che un Convegno in previsione del LIBRO BIANCO sulla Difesa si occupi di questi temi è logico e comprensibile, quello che appare incomprensibile è che NON si accenni neanche in un rigo ai DIRITTI ED ALLE TUTELE dei MILITARI che dovranno operare giorno per giorno nelle FF.AA.  Tanto più incomprensibile in quanto in molti ed in molti punti si sono soffermati sull’integrazione Europea delle Forze Armate ! DIMENTICANDO o NON Considerando quelli che sono i DIRITTI ASSOCIATIVI  e/o  SINDACALI concessi ai militari in molti stati Europei, i Blocchi contrattuali ed economici, la tutela sul lavoro, la tutela della salute, la previdenza.    
IN Molti degli interventi sono stati ripetuti i dati, riferiti alla ripartizione delle spese del BILANCIO Difesa tra Personale – Esercizio – Investimento, che non tengono conto delle cifre del Ministero sviluppo economico per la Difesa e che fanno quindi apparire la spesa per il personale eccessivamente squilibrata
Dalla relazione sul convegno leggiamo che sono intervenuti : Bozzo – Camporini, Darnis, Greco, Silvestri – Colombo, Coticchia, De Leonardis,  Dottori, Foradori, Giacomello, Giusti, Locatelli , Maniscalco, Margelletti, Menotti, Niglia, Nuti , Parsi, Pizzigallo, Politi , Ramoino, Sanfelice di Monteforte, Scotto, Tricarico, Velo, Zupi. 
Di PERSONALE SI PARLA NELLE SEGUENTI PAGINE E PUNTI : Pag 17  Luciano BOZZO (Luciano Bozzo è professore Associato presso la Facoltà di Scienze Politiche «Cesare Alfieri» dell’Università di Firenze, dove tiene i corsi di Studi strategici e Tecniche negoziali e di mediazione; insegna inoltre Relazioni internazionali al Corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università di Bologna – Collabora alle attività didattiche dell’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI) e a quelle del Centro Militare di Studi Strategici (CEMISS) di Roma, dove è stato direttore di vari progetti di ricerca. ): “  Alla dinamica accelerata della politica internazionale dovrebbe far riscontro una flessibilità e capacità di adattamento rapido al mutare del contesto di riferimento da parte del personale e delle strutture cui è demandata l’azione in materia di politica di difesa e sicurezza nazionale che non ha precedenti nella storia” .   Pag. 40 Fabrizio Coticchia (Research Fellow presso l’International Research Laboratory on Conflict, Development and Global Politics – CDG Laboratory, DIRPOLIS della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) “Nonostante ciò, in linea con la riforma Di Paola, la dottrina dovrebbe delineare i contorni di un modello di difesa sostenibile, privo cioè dello squilibro persistente nel bilancio nazionale, tra costi per personale, finanziamento ed esercizio. La penalizzazione di quest’ultimo, e la voce costantemente eccessiva relativa al personale, mette a rischio la sostenibilità dello strumento militare italiana già nel breve periodo”;   Pag 46 Massimo De Leonardis ( Professore Ordinario Facoltà di Scienze politiche e sociali  )  “Semmai occorre un drastico riequilibrio delle voci di spesa, che per l’Italia negli ultimi 14 anni hanno visto la percentuale del bilancio della Difesa dedicato al personale crescere dal 63,6 al 76,9, quelle per gli equipaggiamenti scendere dal 16,3 al 13,6 e quelle per le infrastrutture dal 2,4 all’1,9”.   
Pag 59 Paolo Foradori ( Scuola di studi internazionali dipartimento sociologia e ricerca sociale, professore aggregato) :  “Come noto, in linea di principio, la destinazione prioritaria delle risorse dovrebbe favorire un aumento delle spese di esercizio, per garantire uno strumento militare sempre più sofisticato, tecnologico e ‘qualitativo’, e delle spese di investimento/ammodernamento, a scapito delle spese per il personale”
Pag 80  Maria Luisa Maniscalco ( La Prof.ssa Maria Luisa Maniscalco è ordinario di sociologia presso l’Università degli Studi di Roma Tre,  fa parte del Comitato Scientifico del Centro Studi Democrazie Digitali.Laureata in Scienze Politiche nell’Università degli Studi “La Sapienza ) .    3. Investire sulla formazione e sulla professionalità del proprio personale; la principale risorsa di ogni organizzazione è la sua componente umana.     
Pag 96  Federico Niglia (Professore incaricato di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche della Luiss Guido Carli di Roma. Dopo la laurea cum laude in Scienze Politiche presso la LUISS ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell'Europa presso l'Università di Roma La Sapienza. Attualmente è titolare di assegno di ricerca in Storia Contemporanea presso la LUISS )    b) Far sì che l’opera di razionalizzazione delle Forze Armate preveda anche l’acquisizione di personale, di strutture e di sistemi d’arma (difensivi ma anche offensivi) necessari per fare fronte alle nuove minacce, segnatamente a quella cibernetica e a quella energetica;   Pag 108  Vittorio Emanuele Parsi ( Professore ordinario presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, insegna Relazioni Internazionali nella Facoltà di Scienze politiche e nella Facoltà di Lingue e Letterature Straniere. È direttore dell'ASERI dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano )   : “ Trattati sommariamente gli archi di crisi intorno al Paese, occorre riflettere sulla partecipazione alle missioni militari internazionali. Il loro ruolo è stato strategico sia nel consentire e accelerare l’upgrading qualitativo del personale sia per elevare lo standing internazionale dell’Italia dopo la Guerra Fredda. Pag 108  In termini complessivi, se la razionalizzazione dello strumento militare è imposto dai tempi e dalla ricerca di un efficienza migliore, occorre anche sottolineare come una riduzione eccessiva del personale e degli equipaggiamenti potrebbe configurarsi come la sostanziale rinuncia a possedere uno strumento militare effettivo.       

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