GRADUATI CHE RICOPRONO MANSIONI AFFIDATE AI MILITARI DI LEVA

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Atto n. 4-00722

Pubblicato il 23 ottobre 2018, nella seduta n. 50
Risposta pubblicata

FARAONE – Al Ministro della difesa. –

Premesso che:

con la circolare n. 2938 del 2016 sulle “Norme per la vita e il servizio interno di caserma”, lo Stato maggiore dell’Esercito disciplina i servizi di caserma. La circolare è stata modificata dallo Stato maggiore, con l’introduzione di elementi di novità rispetto alla precedente edizione. A causa delle modifiche apportate al regolamento interno, la categoria dei graduati, ad esempio, non potrà svolgere compiti in relazione alla propria anzianità di servizio e al grado ricoperto, trovandosi a ricoprire mansioni che prima erano affidate a militari di leva e volontari in ferma prefissata;

il codice dell’ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, all’articolo 627, stabilisce che: “Il personale militare è inquadrato in quattro categorie gerarchicamente ordinate: a) ufficiali; b) sottoufficiali; c) graduati (dal grado di Caporal Maggiore Capo Scelto a primo Caporal Maggiore); d) militari di truppa”, categoria che, come detto al punto 5, comprende, oltre ai militari di leva, i volontari in ferma prefissata, gli allievi carabinieri, gli allievi finanzieri, gli allievi delle scuole militari, navale ed aeronautica, gli allievi marescialli in ferma, gli allievi ufficiali in ferma prefissata e gli allievi ufficiali delle accademie militari;

il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94, all’articolo 1, commi 5, 6, e 7, prevede che ai militari delle varie categorie che rivestono il grado apicale (marescialli, sergenti e graduati) può essere attribuita una qualifica che comporta l’assunzione di attribuzioni di particolare rilievo in relazione al ruolo di appartenenza e all’anzianità posseduta. Nello specifico, tale previsione riguarda coloro che: a) ricoprono incarichi di maggiore responsabilità; b) sono i diretti collaboratori di superiori gerarchici, che possono sostituire in caso di impedimento o di assenza; c) assolvono, in via prioritaria, funzioni di indirizzo o di coordinamento con piena responsabilità per l’attività svolta;

per effetto del nuovo regolamento dei servizi di caserma, graduati con oltre 20 anni di servizio alle spalle si ritrovano a svolgere servizi effettuati da sempre dai militari di leva e dai volontari in ferma triennale senza un minimo di riconoscimento professionale dovuto al maggiore carico di responsabilità, determinando, di fatto, notevole malessere tra il personale;

con la delibera n. 10 del 1° agosto 2018, il consiglio centrale di rappresentanza (COCER), tenuto conto delle richieste del personale in varie occasioni di incontro e l’approssimarsi della scadenza del periodo “sperimentale” della circolare n. 2938, ha chiesto allo Stato maggiore dell’Esercito di autorizzare un incontro tecnico con gli uffici al fine di definire le linee guida della circolare;

a seguito di detta richiesta, il 1° reparto SME ha provveduto a trasmettere al COCER una scheda tecnica, a sostegno della tesi che con la modifica alla circolare in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle forze armate si è inteso attribuire solo un riconoscimento economico,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della revisione apportata alla circolare n. 2938;

quali iniziative intenda porre in essere al fine di tutelare il benessere la dignità dei graduati delle forze armate e garantire, con lo stesso criterio utilizzato per le altre categorie, l’anzianità di servizio e il grado acquisito con incarichi di maggiore responsabilità, valutando ed interpretando in chiave positiva quanto disposto dal decreto legislativo sul riordino delle carriere.

RISPOSTA SCRITTA MIISTRO DIFESA TRENTA (8 febbraio 2019)

Risposta all’interrogazione n. 4-00722
Fascicolo n.20

Risposta. – La Pubblicazione n. 2938 “Norme per la vita e il servizio interno di caserma” disciplina, sulla base dei principi e dei criteri fissati dalla Forza Armata in aderenza al quadro giuridico di riferimento, le modalità di svolgimento dei servizi interni alle strutture militari, fornendo ai comandanti le opportune prescrizioni per l’impiego del personale, al fine di garantire la sicurezza interna e la funzionalità delle installazioni.

Gli aggiornamenti rispetto all’edizione originale del documento (2009) attengono essenzialmente all’impiego dei graduati nel servizio di guardia; in particolare, mentre il testo originale della Pubblicazione non prevedeva alcuna distinzione di categoria per lo svolgimento del servizio, disimpegnato sia dai graduati, sia dai militari di truppa, si è proceduto, con successive varianti, ad assegnare ruoli e compiti in relazione al grado rivestito, arrivando, nella vigente edizione aggiornata a fine 2015, a differenziare il servizio di “sentinella”, cui concorrono sia i graduati, sia i militari di truppa, da quello di “Comandante della guardia”, limitato, sulla base dell’anzianità di grado, ai soli graduati.

Lo spirito dell’aggiornamento della Pubblicazione, avviato già nel 2010, con il coinvolgimento di tutti i vertici d’area e della rappresentanza militare (COCER Esercito), è stato quello di adeguare il documento al nuovo quadro normativo (in particolare, al Codice dell’ordinamento militare e al Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare), alle mutate esigenze delle caserme (nello specifico, quella di ridurre il numero di servizi, divenuti eccessivi in relazione al ridotto personale stanziale) e ad alcune criticità nel frattempo manifestatesi, tra le quali l’invecchiamento del personale della forza armata, con particolare riguardo ai graduati nei gradi apicali.

Nel corso di tale processo di aggiornamento e degli approfondimenti condotti, anche successivamente, e sempre con il coinvolgimento della Rappresentanza militare, è emersa: la necessità, causa il citato invecchiamento del personale, che anche il grado apicale dei graduati partecipasse al servizio di guardia. Diversamente, l’esenzione avrebbe comportato una consistente diminuzione del bacino dei disponibili per il servizio, rendendo impossibile la turnazione, stanti le maggiori consistenze di personale della categoria graduati rispetto a quelle dei militari di truppa; l’impossibilità di un’ulteriore revisione dei servizi in funzione delle novità introdotte dal riordino dei ruoli, in quanto il provvedimento non ha al momento generato effetti sull’impiego, sulle funzioni e sui compiti del personale.

Sotto tale aspetto, una revisione della pubblicazione potrà essere effettuata allorquando saranno chiaramente definiti tali effetti, come tra l’altro rappresentato nell’ambito della risposta alla delibera n.10/2018 del COCER Esercito menzionata, in un quadro armonico che pone comunque la cura e il benessere del personale quale priorità assolute della forza armata.

Alla luce di quanto rappresentato, il documento, che ha visto la luce all’esito del processo di revisione e degli approfondimenti svolti, e condivisi dalla Forza Armata, fissa in maniera univoca criteri e principi validi per tutte le categorie di personale militare, assicurando la sostenibilità dei servizi attraverso l’equa partecipazione del personale all’interno della categoria e tra le categorie, con parametri improntati all’economicità (riducendo il numero dei servizi) e alla modularità (attraverso servizi flessibili e adattabili alle diverse realtà locali).

Inoltre, il documento, nella sua attuale versione, salvaguarda al massimo grado la differenziazione professionale tra militari di truppa e graduati, attribuendo a questi ultimi maggiori responsabilità, in quanto essi soli concorrono al servizio di comandante della guardia e ad essi soli, qualora nel grado apicale e in carenza di sergenti, viene attribuita la possibilità di concorrere al servizio di sottufficiale d’ispezione.

Infine, la vigente edizione della pubblicazione, nel recepire le problematiche della forza armata, in primis quella relativa all’incremento delle consistenze dei graduati nelle fasce d’età più avanzata, è volta a tutelare il personale anche sotto l’aspetto della dignità professionale, in quanto ripartisce i servizi in base al principio gerarchico sancito dalla legge, pur salvaguardando la necessaria autonomia e flessibilità dei comandanti nell’organizzazione dei compiti, sulla base delle specifiche esigenze e della composizione della forza effettiva.

Nondimeno, nello spirito della progressiva valorizzazione del personale, che ha rappresentato, sin dall’inizio, uno dei principi cardine dell’azione del Ministero, si ritiene che l’imminente discussione degli interventi correttivi al decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94, recante “Disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate”, nell’ambito di un Tavolo tecnico di prossima costituzione con il coinvolgimento della Rappresentanza militare, possa rappresentare la sede opportuna per approfondire ulteriormente l’argomento, valutandone con la giusta lungimiranza, i possibili sviluppi futuri.

Il Ministro della difesa
TRENTA

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