GRADUATI CHE RICOPRONO MANSIONI AFFIDATE AI MILITARI DI LEVA

Esercito professionale, Libro Bianco, Riordino delle Carriere, valorizzazione della professione, pubblicità per l’arruolamento, Ministro del “cambiamento” fanno poca differenza, non ci sono abbastanza certezze per garantire dignità e serenità per il personale militare dei gradi inferiori, con qualunque governo arrivi. Con l’entrata in vigore dell’esercito professionale e l’abolizioine della leva le contraddizioni con il tempo sono emerse tutte. Dal 2001 ad oggi la professionalizzazione del modello di difesa si è rivelata un invito a nozze con i fichi secchi. Senza risorse adeguate per le forze armate, senza uno svecchiamento del personale, contro un aumento dell’attività lavorativa dovuto alla mancanza di nuovi arruolamenti e all’innalzamento pensionistico, tutto ciò ha portato alla luce un sacco di problemi. Purtroppo, le ricadute finiscono per colpire i ruoli più bassi.

Oltre cinque mesi fa, con una Interrogazione Parlamentare è stato portato a conoscenza il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta di una Circolare del Capo SME (Circ. 2938 del 2016) sulle “Norme per la vita e il servizio interno di caserma”. La nuova circolare ha modificato la precedente del 2009 ed ha introdotto elementi per la categoria dei Graduati. In pratica, la categoria non potrà svolgere compiti in relazione alla propria anzianità di servizio e al grado ricoperto, dovrà tollerare di ricoprire mansioni inferiori, prima affidate ai militari di leva e volontari in ferma prefissata. Un demansionamento a tutti gli effetti.

Dopo oltre vent’anni di carriera può capitare di fare servizi di sentinella mansioni semplici e routinarie dei primi anni, però quando interviene una Circolare e la stessa si protrae per oltre tre anni, c’è qualcosa che non va. Non è una emergenza, uno stato occasionale, una mancanza momentanea, ma qualcosa di strutturale, di anomalo da sanare. Altrimenti, a nulla valgono gli anni di servizio, gli avanzamenti e le parole scritte nel riordino delle carriere. La risposta all’Interrogazione del Ministro è disarmante, si tratta di una disposizione temporanea che si è dovuta imporre al fine di garantire la sicurezza interna e la funzionalità delle installazioni. Per altro, il Cocer attore muto per eccellenza nella tutela della dignità dei militari ha smarcato la casella con una delibera dopo due anni dalla circolare, ovviamente senza successo. Il Ministro nella risposta all’interrogazione ci tiene a precisare che all’epoca dalla variante alla circolare il cocer ara stato interessato concedendo il parere favorevole. Era naturale che dopo tanto tempo dall’introduzione della Circolare sia nata l’esigenza di investire direttamente il Ministro con una interrogazione parlamentare. C’era la speranza che questo nuovo Ministro avrebbe dato una soluzione meno formale e più vicina al personale, ai Graduati. Invece così non è stato e probabilmente non sarà mai, sui ruoli bassi ricade sempre il peso, le contraddzioni, le superficialità della struttura. Le parole che avremmo voluto sentire non erano queste, vacque e approssimative, piuttosto era utile conoscere quando potrebbero essere ripianati gli organici e ripristinato l’assetto gerarchico così come previsto prima della Circolare.

L’unica nota positiva

L’unico spiraglio lasciato dal Ministro è che nell’imminente discussione degli interventi correttivi al decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94, recante “Disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate”, nell’ambito di un Tavolo tecnico di prossima costituzione con il coinvolgimento della Rappresentanza militare, possa rappresentare la sede opportuna per approfondire ulteriormente l’argomento

20 Febbraio 2019

La Redazione

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