I GOVERNI CHE NEGANO DIRITTI SINDACALI AI MILITARI VIOLANO SENTENZE EUROPEE, CONVENZIONI E TRATTATI INTERNAZIONALI. CONSIGLIO D’EUROPA : I Militari devono godere dei diritti garantiti a tutti

CEDS  : Consiglio Europeo diritti sociali   Obiettivi principali del Consiglio d’Europa sono la tutela e la promozione dei diritti dell’uomo, della democrazia e dello Stato di diritto, attraverso la creazione di uno spazio democratico e giuridico comune, nel quale la cooperazione tra tutti gli Stati membri permetta di formulare soluzioni efficaci ai problemi attuali cui il continente è chiamato a far fronte.  Priorità del Consiglio d’Europa è la difesa dei diritti dell’uomo consacrati nella Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo (adottata nel 1950) e negli altri strumenti di tutela dei diritti fondamentali.
Spaziando dalla protezione alla promozione dei diritti dell’uomo, il Consiglio d’Europa sostiene l’uguaglianza, sforzandosi di assicurare il godimento dei diritti civili, politici e sociali Nell’ambito delle attività normative intergovernative, un ruolo di primo piano è svolto dal Comitato direttivo per i diritti dell’uomo (CDDH) che, composto dai rappresentanti degli Stati membri, contribuisce allo sviluppo dei diritti umani mediante l’elaborazione di nuovi strumenti vincolanti e non in materia di diritti umani, tenendo nella massima considerazione l’evoluzione della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

 

European Committee of Social Rights Comité européen des Droits sociaux DECISION ON THE MERITS   Adoption: 27 January 2016  Notification: 3 March 2016  Publication: 4 July 2016 Il Comitato europeo dei diritti sociali, comitato di esperti indipendenti istituito ai sensi dell’articolo 25 della Carta sociale europea ( “il comitato”), nel corso della sessione 283i  hanno partecipato:
Giuseppe PALMISANO, President Petros STANGOS, Vice-President Lauri LEPPIK, General Rapporteur Birgitta NYSTRÖM Eliane CHEMLA József HAJDU Marcin WUJCZYK Raul CANOSA USERA Marit FROGNER François VANDAMME

 

A cura di Assodipro Nazionale  pubblichiamo parte delle motivazioni di merito sulla sentenza della Corte Europea dei Diritti che affermaai militari non può essere negato il DIRITTO di costituire sindacati e si può solo regolamentare l’uso di tale DIRITTO “.

Raccomandazioni del Comitato dei Ministri(…). garantire che i principi enunciati in allegato alla presente raccomandazione siano rispettate nella legislazione e prassi relative ai membri delle forze armate nazionali;

28 L’Allegato alla raccomandazione di cui sopra prevede quanto segue:”2. Pur tenendo conto delle caratteristiche particolari della vita militare, i membri delle forze armate, indipendentemente dal loro status, devono godere dei diritti garantiti dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (di seguito, “la convenzione”) e il Fondo sociale europeo Carta e la Carta sociale europea (riveduta) (di seguito, “la Carta”), così come gli altri strumenti in materia di diritti umani, nella misura in cui gli stati sono vincolati da loro.

53. Nessuna restrizione dovrebbero essere immessi sul esercizio dei diritti alla libertà di riunione pacifica e alla libertà di associazione diverse da quelle che sono stabilite dalla legge, costituiscono misure necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza nazionale o la sicurezza pubblica, per la la prevenzione dei reati, per la protezione della salute o della morale o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui.

I membri delle forze armate dovrebbero avere il diritto di iscriversi alle organizzazioni indipendenti che rappresentano i loro interessi e hanno il diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva. Se tali diritti non sono concessi, la continua giustificazione di tali restrizioni dovrebbe essere rivisto e le restrizioni inutili e sproporzionate il diritto di riunione e di associazione dovrebbe essere revocato.

55. Nessuna azione disciplinare o qualsiasi misura discriminatoria dovrebbero essere prese contro i membri delle forze armate solo a causa della loro partecipazione alle attività di associazioni militari legalmente stabiliti o sindacati.

I paragrafi da 53 a 56 non dovrebbero impedire l’imposizione di restrizioni legali all’esercizio di questi diritti da parte dei membri delle forze armate.

B. Nazioni Unite

Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati29. La Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati (Vienna, il 23 maggio 1969; entrata in vigore: 27 gennaio 1980; Serie Nazioni Unite trattato vol 1155, p I-18232, senza la ratifica da parte della Francia..) Dispone quanto segue:

“Articolo 31 – Regola generale di interpretazione

1. Un trattato deve essere interpretato in buona fede seguendo il senso ordinario da attribuire ai termini del trattato nel loro contesto e alla luce del suo oggetto e lo scopo.

 

CONTINUA IN LEGGI TUTTO

 

Il contesto ai fini dell’interpretazione di un trattato, comprende, oltre al testo, compreso il preambolo e gli allegati:

a) ogni accordo in rapporto col trattato e che è stato concluso fra tutte le parti in occasione della conclusione del trattato;

b) qualsiasi strumento posto in essere da una o più parti in occasione della conclusione del trattato e accettato

dalle altre parti come strumento in connessione col trattato.

3. Si terrà conto, oltre che del contesto:

a) ogni successivo accordo tra le parti per quanto riguarda l’interpretazione del trattato o l’applicazione

delle sue disposizioni;

b) qualsiasi prassi successivamente seguita nell’applicazione del trattato che stabilisce l’accordo delle parti

per quanto riguarda la sua interpretazione;

c) le norme pertinenti del diritto internazionale applicabile nei rapporti tra le parti.

4. Un significato speciale deve essere somministrato a un termine, se è accertato che l’intenzione delle parti “.

Patto internazionale sui diritti civili e politici

 

30. Il Patto internazionale sui diritti civili e politici (New York, 16 dicembre 1966, entrata in vigore 23 marzo 1976,

Serie trattati delle Nazioni Unite, vol 999, p 171 e vol 1057, p 407; la ratifica da parte della Francia….:

4 novembre 1980) dispone quanto segue:

 

Articolo 22

 

1. Ogni individuo ha il diritto alla libertà di associazione, compreso il diritto di formare sindacati e di aderirvi per la

difesa dei propri interessi.

 

2. Nessuna restrizione può essere posta all’esercizio di questo diritto diverse da quelle che sono stabilite dalla legge

e che sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza nazionale o la sicurezza pubblica,

l’ordine pubblico (ordre public), la tutela della pubblica salute o della morale o per la tutela dei diritti e delle libertà

altrui. Il presente articolo non impedisce di imporre restrizioni legali dei membri delle forze armate e della polizia

nel loro esercizio di questo diritto.[…]. ”

 

3. Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali

 

31. Il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (New York, il 16 dicembre 1966; entrata in vigore

3 gennaio 1976, Serie trattati delle Nazioni Unite, vol 993, p 3; la ratifica da parte della Francia:.. 4 Novembre 1980)

comprende la seguente disposizione:

 

Articolo 8 1. Gli Stati parti del presente Patto si impegnano a garantire:

 

(A) Il diritto di ogni individuo di formare sindacati e di aderire al sindacato di sua scelta, soggetti soltanto alle

regole dell’organizzazione in questione, per la promozione e la difesa dei propri interessi economici e sociali.

Nessuna restrizione può essere posta all’esercizio di questo diritto diverse da quelle previste dalla legge e che

sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza nazionale o di ordine pubblico o per la

protezione dei diritti e delle libertà altrui;

 

(B) il diritto dei sindacati di formare federazioni o confederazioni nazionali e il diritto di queste di costituire o aderire

a organizzazioni sindacali internazionali;

 

(C) il diritto dei sindacati di esercitare liberamente la loro attività, senza altre limitazioni che quelle stabilite dalla

legge e che siano necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza nazionale o di ordine pubblico

o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui;

 

(D) il diritto di sciopero, purché esso venga esercitato in conformità con le leggi di ciascun Paese.

 

2. Il presente articolo non impedisce di imporre restrizioni legali all’esercizio di questi diritti da parte dei membri

delle forze armate o della polizia o dell’amministrazione dello Stato.

 

Convenzioni dell’Organizzazione

 

Convenzione 32. (n ° 87) sulla libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale (adozione: 9 Luglio 1948,

entrata in vigore: 4 luglio 1950, la ratifica da parte della Francia: 28 Giugno 1951) comprende le seguenti

disposizioni:

 

“Articolo 2 : I lavoratori ei datori di lavoro, senza distinzione di sorta, hanno il diritto di stabilire e, fatte salve

soltanto le regole dell’organizzazione in questione, di iscriversi alle organizzazioni di loro scelta, senza previa

autorizzazione.[…]

 

Articolo 5 : Dei lavoratori e dei datori di lavoro hanno il diritto di stabilire e unire federazioni e confederazioni e

tale organizzazione, federazione o confederazione ha il diritto di affiliazione con le organizzazioni internazionali

dei lavoratori e dei datori di lavoro.[…]

 

Articolo 9 :

 

1. La misura in cui le garanzie previste dalla presente Convenzione si applica alle forze armate e la polizia deve

essere determinata dalla legislazione nazionale.[…] ”

 

 

 

Convenzione . concernente l’applicazione dei principi del diritto di organizzazione e di negoziazione collettiva

(adozione: 1 Luglio 1949; entrata in vigore: 18 luglio 1951; la ratifica da parte della Francia: 26 ottobre 1951),

dispone quanto segue:

 

“Articolo 4: devono essere prese misure appropriate alle condizioni nazionali, ove necessario, per incoraggiare e

promuovere il pieno sviluppo e l’utilizzo di mezzi per la negoziazione volontaria tra i datori di lavoro o organizzazioni

e dei lavoratori dei datori di lavoro delle organizzazioni, in vista della regolamentazione dei termini e delle condizioni

di lavoro da mediante contratti collettivi. ”

 

Articolo 5

 

1. La misura in cui le garanzie previste dalla presente Convenzione si applica alle forze armate e la polizia deve

essere determinata dalla legislazione nazionale.[…] ”

 

Articolo 6

 

La presente convenzione non riguarda la posizione dei dipendenti pubblici impegnati nella gestione dello Stato,

né deve essere interpretato come pregiudizio per i diritti o stato in alcun modo.

 

LA LEGGE – PRESUNTA VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 5 DELLA CARTA

 

34. L’articolo 5 della Carta recita come segue:

 

Articolo 5 – Il diritto di organizzarsi

Parte I: “Tutti i lavoratori e datori di lavoro hanno il diritto alla libertà di associazione in organizzazioni nazionali

o internazionali per la tutela dei loro interessi economici e sociali.”

 

Parte II: “Al fine di garantire e promuovere la libertà dei lavoratori e dei datori di lavoro di costituire organizzazioni

locali, nazionali o internazionali per la tutela dei loro interessi economici e sociali e di aderire a queste organizzazioni,

le parti si impegnano che il diritto nazionale non deve essere tale da compromettere, né può essere applicata in

modo da mettere in pericolo, questa libertà. La misura in cui le garanzie di cui al presente articolo si applicano alla

polizia è regolata dalla legislazione nazionale. Il principio che regola l’applicazione ai membri delle forze armate

di queste garanzie e la misura in cui essi si applicano alle persone in questa categoria è parimenti determinata

dalla legislazione nazionale “.

 

35. L’articolo G della Carta recita come segue:

 

Articolo G – Restrizioni

 

1. I diritti ed i principi di cui alla parte I, quando effettivamente realizzati, e il loro esercizio effettivo come

previsto nella Parte II, non sono soggetti ad alcuna restrizione o limitazioni non specificati in quelle parti,

ad eccezione di quelle che sono stabilite dalla legge e sono necessaria in una società democratica,

per la tutela dei diritti e delle libertà altrui o per la tutela dell’interesse pubblico, la sicurezza nazionale,

la salute pubblica o la morale.

 

 

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