Il direttore de’ il Nuovo giornale dei Militari, Antonella Manotti:“ Sulle spese militari l’Italia deve scegliere autonomamente dove e come tagliare”.

Roma . Obama ha detto che  sulle  Spese militari, “ognuno deve fare  la sua parte per la difesa Nato'' e che la differenza tra quanto spendono gli Usa e quanto spendono i paesi europei della Nato “sta diventando troppo significativa” . <<Ci auguriamo che questa “esortazione”  venga interpretata dal governo italiano come un invito a spingere per una maggiore integrazione europea nel campo della Difesa e non utilizzata come alibi per giustificare investimenti militari nazionali non compatibili con la difficile situazione economica del Paese e a prescindere dal modello di Difesa di cui il Paese si vuole dotare>>.  Così il direttore del Nuovo Giornale dei Militari, Antonella Manotti. 
Non dimentichiamo  che nel suo Paese  il presidente OBAMA ha firmato una legge  che impone risparmi per miliardi di dollari  alle spese per gli armamenti. Nel maggio del 2009, il presidente degli Stati Uniti affermava che:  ''L'obiettivo di questa legge e' quello di limitare l'aumento dei costi prima che la spirale vada fuori dal nostro controllo e di riformare un sistema in cui i contribuenti vengono tassati troppo per un sistema di armamenti spesso consegnati in ritardo''. Il provvedimento, che ha ottenuto il supporto unanime del Congresso, consente al governo maggiori controlli sul budget militare e sullo sviluppo e gli ordini dei sistemi di armamento.
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<<Se negli Stati uniti il contenimento delle spese militari si è tradotto in legge – afferma ancora Antonella Manotti –  perché in  Italia non si può fare altrettanto?  E’ pertanto necessario che Il Parlamento  riconquisti un ruolo decisionale nelle scelte di politica militare, respingendo le pressioni di Lobby industriali e  di vertice militare, coniugando esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica, ruolo internazionale dell’Italia, ma anche garanzie per  le donne e degli uomini in divisa. L’opera di razionalizzazione delle Forze Armate e la decisione conseguente sui sistemi d’arma compete al governo italiano e, con tutto il rispetto per Obama, gli Stati Uniti non possono fornirci la lista della spesa in ordine ai nostri acquisti di materiale bellico. Renzi ha detto di voler  rendere più efficienti le forze armate e di tagliare le spese inutili assicurando che sul “ come” lo deciderà l’Italia… Auguriamoci che il Premier riesca a mantenere questa promessa.  L’elaborazione  di un Libro Bianco della Difesa, preannunciato dal Ministro Pinotti quindi, deve essere occasione per  interrogarci  sugli obiettivi strategici del nostro Paese ed  argomento centrale nel dibattito politico guardando soprattutto alla  realizzazione concreta di uno strumento militare efficiente e non al sostegno pubblico ad imprese che promettono premi e poltrone a politici e vertici militari. Le eventuali risorse dalla revisione delle spese per investimento, inoltre, devono essere in parte stornate per l’adozione di provvedimenti di  riequilibrio e perequazione dei trattamenti economici (bloccati da 4 anni) e giuridici del personale militare, soprattutto dei gradi medio-bassi, per assicurare adeguati standard di vita nelle caserme,  sicurezza  del personale e livelli di addestramento adeguato>>. < “Il rafforzamento dell’identità europea della Difesa – conclude il direttore del Nuovo giornale dei militari, costituisce l'orizzonte dentro il quale misurare anche la validità dei più importanti programmi di Difesa nazionali>>.  Infine, bisogna attuare una riforma degli strumenti di tutela  riconoscendo alla categoria militare, un  autonomo ruolo contrattuale soprattutto alla luce delle importanti scadenze che attendono il Comparto (spending review, libro bianco, attuazione della legge delega sulla riforma dello strumento militare).

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