IL SILENZIO IMPOSTO A SANTORO, FLORIS, VESPA E …

IL silenzio imposto ai talk show di Santoro, Vespa, Floris e…. altri, fa diminuire la faziosità? Ritengo di no; anzi, al contrario, esso la fa aumentare e la degrada.
In democrazia, la faziosità va diretta, non imbavagliata.
Questo silenzio è l´ultima trovata della più antica ossessione di Berlusconi, quella di inaridire la Rai dagli “uomini liberi”; una volta contro Biagi, sempre contro Santoro, e adesso anche contro Vespa e Floris che però, sembra, siano stati inseriti per depistare.
Difatti, i più accreditati descrivono un Berlusconi super ossessionato da Santoro.
Berlusconi non gradisce la faziosità degli altri e da quindici anni tenta di spegnerla.
Infatti, il silenzio imposto dal centrodestra all´informazione della Rai, è l’ultimo atto illiberale e censorio, di quella par condicio voluta dal centrosinistra per dare a tutti la possibilità di far conoscere le proprie idee al grande pubblico televisivo; che non significa affatto, come ha detto qualcuno, “far seguire, ad ogni scemenza di destra, una scemenza di sinistra di uguale peso e uguale misura” , ma dare a tutti le stesse opportunità
Gli italiani sanno che la faziosità, sia essa esibita o malcelata, è una risorsa, è il capitale vivo dei fatti risuscitati dall´informazione. Fazioso è sempre stato il nostro miglior giornalismo. La faziosità consapevole è una risorsa da conservare e da sapere maneggiare, perché suscita la critica, alimenta sentimenti e passioni, mobilita altre faziosità, nutre la polemica con il sale dell´intelligenza; è la forza della democrazia.
Si capisce che nell´Italia dei faziosi, l´imposizione del silenzio ai Talk show è vile e arrogante; è il sasso in bocca ai Santoro, ai Vespa, ai Floris.
I cosiddetti programmi di approfondimento sono si l’accademia della rissa, ma, vivaddio, stuzzicano la mente del pubblico che a volte si indigna, a volte si diverte, ma sicuramente non si lascia convincere dall´urlo e dall´imbonimento.
Io non so quanti voti possa spostare la televisione e, in particolare, quanti ne sposterà questa idiota voglia di volerci muti, ciechi e sordi.
Nei telegiornali della Rai non esiste più la notizia ma solo servizi a favore o contro.
Il direttore del Tg1 è un dignitario che si compiace della propria maliziosa intelligenza berlusconiana (vedi il caso Mills); da Mediaset è stato cacciato Mentana, che faceva giornalismo.
In questo contesto, il direttore generale della Rai, Mauro Masi, dovrebbe vergognarsi di avere proposto e imposto un´autosconfessione del proprio ruolo di manager, un atto di imperio che colpisce gli ascolti e gli spot, riduce al silenzio l´intelligenza critica, la sola faziosità che Berlusconi non controlla.

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