In onda l'ipocrisia che pesa come un macigno sulle spalle di carabinieri e finanzieri, ovvero l'ambiguo rapporto fra i rappresentanti di alcune OO. SS. ed i COCER della Rappresentanza Milit

Ad ogni appuntamento importante che riguarda le FF.PP. e le FF.AA. (rinnovo contratto, finanziaria, previdenza, ecc ) capita che le sigle sindacali delle FF.PP. chiedano alle “Rappresentanze Militari” un parere e magari anche una sostanziale condivisione e partecipazione congiunta ad eventuali azioni o manifestazioni.
Quando il pericolo è imminente e si rischia di non vedersi riconosciuto l’aumento stipendiale sperato o un determinato stanziamento necessario per il funzionamento dell’apparato, le “separatezze” lasciano improvvisamente il posto ad intese “sorprendenti”; alla solidarietà ed alla comunione d’intenti. Dico “sorprendenti” perché, mentre il trattamento “fondamentale e previdenziale” sono sostanzialmente omogenei nei due Comparti, il trattamento di “impiego” per chi indossa le stellette è certamente più penalizzante.
Ed ecco la prima grande ingiustizia: uno stipendio ed una pensione pressoché identiche: quella del poliziotto che per tutta la vita lavorativa è stato “tutelato”; quella del carabiniere (per esempio) che ha “scelto/subìto” un percorso di vita lavorativa militare costellata di doveri e di rinunce mai sufficientemente riconosciuti e ricompensati. Il miraggio, in realtà, si sta dimostrando “l’imbroglio della specificità”.Ad ogni appuntamento, quindi, l’impressione prende sempre più forma. Un panorama intriso di ipocrisie che mi lascia l’amaro in bocca soprattutto quando promana dai “professionisti del sindacato”. Quelli che dovrebbero avere scolpito nel loro DNA il significato intrinseco del “fare sindacato”, dell’altruismo ovvero della solidarietà. Quelli che più e meglio di altri conoscono le condizioni di lavoro ed i rischi che quotidianamente vivono soprattutto i poliziotti ed i carabinieri privi, questi ultimi, delle stesse forme di tutela, degli stessi “diritti fondamentali” a discapito anche della dignità del loro impiego.
Ma l’errore è anche da parte dei COCER. L’approccio strategico con i sindacati di polizia è spesso di tipo “paritetico”. Pochi momenti di “pilotata gloria effimera” che può fare comodo solamente ai nostri vertici. Ed ecco, quando si fanno queste battaglie su aspetti economici o previdenziali, il concetto tollerato è “L’unione fa la forza” poi, l’ordine di squadra è ripristinato
immediatamente: “ognuno a casa sua”.
Tutti contenti a scambiarsi pacche sulle spalle: i sindacati sono riusciti ad ottenere la condivisione quindi il maggiore peso specifico nella contrattazione. I delegati del COCER si sono sentiti attori principali nel progetto e per questo sono appagati. Tutti a camminare sullo stesso terreno ove sono calpestate le ceneri del diritto e dei diritti riconosciuti solamente ai colleghi che ti hanno chiesto l’aiuto. Colleghi che sostanzialmente fanno il tuo stesso mestiere, ma che sono supportati da un sistema plurale di garanzie e di tutela individuale. Non si può continuare a ragionare in termini di “tessere” o di adesioni. Di
ascoltare un collega solo perché è iscritto alla tua sigla sindacale. La Legge impedisce ai militari di aderire ad un sistema di “rappresentanza sindacale”. Ecco perché le FF.OO. non sono nelle medesime condizioni di impiego e non servirà a nulla, con questo Governo, “spararla grossa”: chiedere come ha fatto il COCER Carabinieri la “smilitarizzazione” dell’Arma. Dequalifica
il COCER e lo rende ancora meno credibile. Era meglio solidarizzare camminando al loro fianco. Nel frattempo, fa comodo a tutti avere un Carabiniere/Militare da poter chiamare “collega” quando serve e che, a prescindere, sia sempre pronto e
disponibile (a poco prezzo), anche a lasciare la forchetta nel piatto, per intervenire anche quando tu “poliziotto” non sei in servizio.
Vorrei concludere con un messaggio ai responsabili di tutte le Organizzazioni sindacali delle FF.PP:
“NON SERVITEVI DEI COCER CARABINIERI E GUARDIA DI FINANZA. EVENTUALMENTE SERVITELI”
buon lavoro anzi, buon sindacato a tutti.

17 marzo 2012

Delegato CoCeR/CC
Michele Fornicola

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