INVITIAMO IL GOVERNO DIMISSIONARIO A NON APPROVARE LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI MILITARI E POLIZIOTTI

Come già scritto sul nostro sito in un articolo del 31 gennaio, il Decreto con il regolamento sulle pensioni di Militari e Forze di Polizia è arrivato in parlamento. In estrema sintesi prevede l’aumento dell’età pensionabile ed il dimezzamento dei bonus sugli anni di servizio. Un Governo dimissionario e che si dovrebbe occupare solo di ordinaria amministrazione, potrebbe approvare una riforma delle pensioni che interessa circa 500 mila lavoratori del Comparto Difesa/Sicurezza, visto che il parere delle commissioni NON è vincolante. Sarebbe una ciliegina velenosa su una torta avariata servita dal governo uscente e fatta con ingredienti indigesti e penalizzanti  come la Spending Review  e la revisione dello strumento militare
( approvata con il governo già dimissionario !). Era facile prevedere le Reazioni di Politica e Sindacati di polizia , questi ultimi hanno avuto anche risposte dal Ministro Cancellieri mentre prendiamo atto dell’ennesimo silenzio dei CoCeR silenziati, allineati e coperti e dei vertici militari a cominciare dal ministro ammiraglio Di Paola. Claudio Giardullo, candidato alla Camera con Rivoluzione Civile e già al vertice di un sindacato di Polizia , sostiene che ''Il governo Monti, con l'invio al Parlamento dello schema di regolamento sulle pensioni del comparto sicurezza e difesa, sta commettendo, a Camere sciolte, un'inaccettabile forzatura''. ''La legge – ricorda Giardullo – prevede, infatti, un parere sul testo delle commissioni Affari Costituzionali, Difesa e Lavoro di Camera e Senato che, a diciotto giorni dalle elezioni, difficilmente potrebbe essere considerato approfondito e ponderato. Se si considera poi che il contenuto del provvedimento incide pesantemente sugli assetti delle forze di polizia e delle forze armate, e che ha avuto il parere negativo dei sindacati del settore – aggiunge – correttezza istituzionale e buon senso vorrebbe che la prosecuzione dell'iter normativo dovrebbe essere lasciata al nuovo Parlamento''.  Felice Romano Segretario Generale del SIULP, afferma che nel sottolineare di aver già interessato il Ministro Cancellieri la quale ha affermato di non essere stata informata del fatto che il provvedimento fosse all'ordine del giorno del CDM e che comunque avrebbe ostacolato ogni provvedimento contrario alle necessita' del sistema sicurezza e dei suoi operatori, sottolinea la preoccupazione che la sicurezza e i poliziotti, sinora completamente ignorati nella campagna elettorale, stiano diventato elemento di strumentalizzazione nello scontro politico. L'iter prevede che il testo, una volta arrivato alla Presidenza delle Camere sia inviato alle  competenti Commissioni che devono fare una valutazione politica ed emettere un parere. Da quel momento decorre il termine dei 30 giorni previsti per poter procedere all'pprovazione da parte del CDM. Ecco perché, ribadisce Romano, chiedo ai Presidenti Schifani e Fini, a nome dei circa 30mila poliziotti che il SIULP rappresenta di non inviare la bozza di decreto alle Commissioni e di rinviare al prossimo Parlamento .  
 Anche da altri partiti sono arrivati STOP alla riforma :  ''Il governo dimissionario ha inviato ad un Parlamento sciolto un inaccettabile parere sull'applicazione al comparto sicurezza-difesa della riforma delle pensioni. Si agisce in un modo scorretto. Tali questioni devono essere affrontate in una ulteriore fase e dalle nuove Camere''. Lo affermano il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, e quello alla Camera, Fabrizio Cicchitto. La Senatrice Finocchiaro, Presidente del Gruppo Pd, invita il governo ad evitare di creare un serio problema in materia pensionistica nel comparto della Difesa e della Sicurezza. “Ritengo infatti che il regolamento recante l'adeguamento della disciplina pensionistica delle Forze Armate e di Polizia debba essere adottato, in pienezza di poteri, dal prossimo governo ed esaminato dal prossimo Parlamento in piena aderenza con i principi contenuti nella mozione bipartisan approvata, con il determinante contributo del Partito Democratico, dal Senato''.
L'Onorevole Fiano, Responsabile Difesa e Sicurezza del PD, dichiara che “Considerare di ordinaria amministrazione il regolamento di armonizzazione pensionistico dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico, un provvedimento che riguarda la vita di mezzo milione di operatori e che ha un valore di bilancio di un miliardo di euro, e' pazzesco. Il ministro Fornero se ne faccia una ragione: di questo provvedimento dovrà occuparsene il futuro governo e discuterne il prossimo Parlamento. La pensione degli operatori dei comparti, costruita con anni di sacrifici, merita una discussione piu' approfondita e non puo' essere relegata alla zona cesarini di una legislatura''.
s.rullo@tin.it

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