L’ Italia, Renzi e Pinotti cosa aspettano? Il Presidente Francese Hollande ha chiesto immediato chiarimento sulla sentenza della Corte Europea sui DIRITTI SINDACALI ai MILITARI. La Francia si adegua

Assodipro Roma : Pochi giorni dopo la Sentenza della Corte Europea Dei Diritti dell’ Uomo ( CEDU ), le cui sentenze hanno effetti in tutti gli stati europei, il presidente francese Hollande ha chiesto un parere tecnico politico sugli effetti della stessa sentenza per  allineare la Francia sul tema dei diritti ai militari.
L’ Italia non potrà temporeggiare a lungo , sia per gli effetti che comunque la sentenza ha in tutti gli stati europei , sia in funzione di prossimi esami di ricorsi alla CEDU, primo tra questi in ordine di tempo quello di Assodipro contro  l’ Italia , che non concede diritti sindacali ai militari ,  che sarà esaminato entro pochi mesi e non potrà che avere esiti identici a quello emesso pochi giorni fa. 
Tratto da ficiesse.it Ecco il resoconto  dell'intervento della Direttrice degli Affari Giuridici e del Direttore delle Risorse Umane del ministero della Difesa davanti al CFM  ( Consiglio della Funzione Militare ) riunito il 16 ottobre 2014  Intervento della DAJ (Direttrice Affari Giuridici) : ” La Francia fa parte dei 47 paesi della Convenzione dei diritti dell'Uomo e a questo titolo, l'ordinanza della CEDU le si applica. L'articolo 11 della convenzione prevede il diritto di fondare e aderire a un “sindacato”, termine generico che corrisponde nei fatti a un'associazione professionale e non necessariamente a un sindacato secondo la concezione francese [dello stesso]. Questo stesso articolo prevede peraltro delle restrizioni legittime che possono essere apportate all'esercizio di tale diritto (es.: il diritto allo sciopero) ma che non possono incidere sull'essenza stessa di questo diritto (es.: la capacità dell'associazione ad agire in giudizio). La Corte non dice nell'ordinanza i mezzi e le prerogative che dovrebbero essere riconosciuti a queste associazioni professionali (es.: diritto alla contrattazione collettiva). La decisione della Corte, presa all'unanimità  dei 7 giudici, non diventerà definitiva prima di tre mesi, periodo nel corso del quale le parti possono chiedere un rinvio alla grande camera (equivalente a un appello). Passata tale vacanza, ossia al 3 gennaio 2015, i giudici nazionali possono trarre essi stessi le conseguenze di tale ordinanza, nelle liti che andranno a trattare. Per quanto sopra, nel diritto interno, l'articolo L4121-4 del codice della Difesa (che vieta le associazioni militari professionali a carattere sindacale) resta in vigore fino alla sua modifica da parte del legislatore”.  
 
Intervento del DRH-MD (Direttore delle Risorse Umane) Ciascun paese ha, nel suo campo, un sistema particolare che tiene conto della sua cultura giuridica. Uno studio generale sulle forze armate deve prendere in esame i modelli in vigore nel Regno Unito, nei Paesi Bassi, in Germania, oltre che in un 4° paese di cultura latina (Italia o Spagna).  Ciò anche per quanto riguarda le differenze tra i diritti dei civili e quelli dei militari in materia di associazione professionale/sindacato. Si deve ricordare che gli agenti civili della DGSE (servizi segreti ndr) non dispongono del diritto ad organizzarsi in sindacati. Il modello di consultazione e di rappresentanza/partecipazione nelle forze armate non è messo in discussione in quanto tale dalla Corte. Si dovrà tenere in conto 1 o 2 anni per fare evolvere le disposizioni francesi sul piano legislativo e regolamentare. A questo fine, il Presidente della Repubblica, capo delle forze armate, affiderà prossimamente, ad una personalità eminente, uno studio; le conclusioni dovranno essere rese note per la fine del 2014, distinguendo tra quello che potrà essere autorizzato e quello che dovrà essere compresso in materia di associazione professionale. Il diritto d'associazione che sarà riconosciuto ai militari dovrà conciliare taluni principi relativi allo statuto e alle finalità delle forze armate: particolarità dello status militare, coesione delle forze armate, dovere di neutralità e d'obbedienza, disponibilità. Più questioni restano da analizzare: Come rendere operativo questo diritto d'associazione ?  – Quali forme di rappresentatività accordare a queste associazioni e secondo quali criteri ? L'articolazione con la concertazione e la partecipazione esistente; Intesa sulle loro aree di responsabilità: condizioni di lavoro (solo in patria o anche all'estero?), di vita, d'esecuzione del servizio, in campo sociale, cogestione  delle risorse umane basata su delle commissioni paritarie ? Queste associazioni devono includere anche i riservisti e i pensionati ?  Colonnello AVISET   – Tenente Colonnello COUPERY segretario generale CFMG – membro CFMG                                                        

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