La polizia rifiuta la mancia: «Ci fermiamo». I sindacati autonomi di Polizia, Vigili del fuoco, Corpo forestale e Polizia penitenziaria, RESPINGONO l'offerta di sospendere la mobilitazione .

La polizia rifiuta la mancia: «Ci fermiamo » Alfano mette sul piatto 400 milioni per un parziale sblocco delle retribuzioni  ferme da 4 anni, ma Alcuni  sindacati delle Forze dell`ordine dicono no: «Solo briciole, il 23 settembre tre ore di astensione dal lavoro». Renzi: sciopero generale illegale  
Tratto da articolo di  TOMMASO MONTESANO per Libero : “ Tre ore di astensione dal lavoro martedì 23 settembre.  I sindacati autonomi di Polizia, Vigili del fuoco, Corpo forestale e Polizia penitenziaria, respingono l`offerta di Angelino Alfano di sospendere la mobilitazione in cambio di un primo, parziale sblocco delle retribuzioni del comparto sicurezza e difesa, ferme da quattro anni. «Irricevibile», è la reazione dei rappresentanti degli agenti di fronte alle indiscrezioni che arrivano dal Viminale, secondo le quali il governo avrebbe reperito, al momento, poco meno della metà dei fondi che servirebbero per sanare definitivamente la vertenza. Ovvero 400 milioni di euro sufficienti a finanziare un intervento parziale. Sbloccando o gli assegni di funzione, o gli scatti automatici di stipendio in base agli avanzamenti di carriera. Una soluzione, peraltro, che per ammissione di Marianna Madia, ministro della Pubblica amministrazione, è tutt` altro che certa: «A questo punto si capisce nella legge di Stabilità…». Da qui il nuovo innalzamento dei toni da parte dei sindacati delle Forze dell`ordine. «Inaccettabile, in questo modo si accontenterebbe solo una parte del personale a scapito dell`altra», obiettano dal Sap, il Sindacato autonomo di polizia che da giorni staziona davanti a Palazzo Montecitorio per chiedere, attraverso una raccolta di firme, di «riformare la sicurezza e ridurre le forze di polizia».
Il premier, ieri  sera è  tornato  a condannare l`ipotesi della serrata di poliziotti e carabinieri: «Scioperare è inaccettabile nei toni oltre che illegale. Devono rimangiarsi quello che hanno detto e discutiamo». Tra Palazzo Chigi e il Viminale, in ogni caso, l`esecutivo è al lavoro per limare l`offerta da presentare ai sindacati (probabilmente domani). L`idea è quella di stanziare 400 milioni nella legge di Stabilità per sedare la rivolta del comparto. Nel faccia a faccia, le parti dovrebbero individuare anche una sorta di road map per arrivare in modo progressivo alla definitiva composizione della vertenza. Una soluzione di compromesso che, al momento, non soddisfa i sindacati autonomi. «La rispediremo al mittente», anticipa la Consulta sicurezza (circa 40mila aderenti), che infatti passa dalle parole ai fatti proclamando, per il 23 settembre, l`«astensione dal lavoro per tré ore in tutti gli uffici, con il personale che si auto convocherà in assemblea sindacale permanente dalle 11 alle 14». Quattrocento milioni di euro a fronte degli oltre 800 che servirebbero per dare risposte a tutto il personale, aggiunge la Consap, «è polvere. Sono solo calmanti per tenerci buoni. Renzi deve capire che non servono interventi estemporanei, ma strutturali». «Siamo compatti nel chiedere lo sblocco del tetto salariale entro il 1 gennaio 2015», taglia corto il segretario generale, Giorgio Innocenzi, che ieri ha visto i rappresentanti del Cocer Interforze per fare il punto della situazione. Alla fine del vertice, la decisione di congelare «manifestazioni nazionali in attesa della convocazione preannunciata» da parte del premier. Con una parte del comparto, tuttavia, il cammino resta in salita. Per ottenere «quello che ci è stato tolto, in termini retributivi, quattro anni fa con il blocco stipendiale, siamo pronti a iniziative clamorose», confermano Sap (Polizia di Stato), Sappe (Polizia penitenziaria), Sapaf (Corpo forestale) e Conapo (Vigili del fuoco). Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato (Forza Italia), si schiera con loro: «Vigileremo sulle reali intenzioni del governo, ma non siamo disponibili a operazioni di facciata».

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