La Rappresentanza Militare CoCeR costa 4 Milioni di Euro all’anno di soldi pubblici, spesi pur di non dare diritti sindacali ai Militari Italiani , tra viaggi in Italia e all’estero ed il rifiuto di usare alloggi dell’amministrazione. Aeronautica in Tour Italiano e Estero e Carabinieri in riunione in luoghi di vacanza o per il gran premio di formula 1.

I COSTI DI UNA RAPPRESENTANZA MODELLO SINDACATO GIALLO

A cura Redazione Assodipro – Fonte agenparl.com

I “sindacalisti” dei militari chiedono di andare all’estero a spese dei contribuenti, scoppia la protesta sui social. Lo stato maggiore dell’Aeronautica militare: valuteremo attentamente

Lo scorso 17 luglio la notizia della richiesta formulata dal Consiglio Centrale della Rappresentanza Militare dell’Aeronautica militare volta a chiedere l’autorizzazione per poter effettuare delle visite presso alcuni reparti della forza armata, sia sul territorio nazionale che all’estero, al fine di informare il personale militare dei contenuti del provvedimento di riordino delle carriere licenziato dal Governo lo scorso maggio, ha scatenato un acceso dibattito all’interno dei numerosissimi gruppi che sul social Facebook si interessano di questioni che in qualche modo coinvolgono il mondo militare.

Dopo la strana richiesta avanzata da alcuni sindacalisti dell’Arma vogliosi di andare a confortare il personale in servizio al Gran Premio di F1 a Monza quella fatta dai membri del Cocer dell’Aeronautica, per fare un tour in Italia e all’estero (con costi di missione a spese dei contribuenti), non è certo passata inosservata. Tra i commentatori più critici c’è chi fa notare che in merito ai provvedimenti di riordino delle carriere è stata proprio la Direzione Generale del Personale Militare con delle dettagliate circolari a chiarire i contenuti della norma e gli effetti giuridici ed economici che questa comporterà nei confronti del personale in servizio, altri suggeriscono al Cocer di inviare dei semplici ed economici messaggi di posta elettronica mentre sulla questione relativa alle spese altri ancora hanno fatto rilevare che per i soli costi di viaggio, vitto e alloggio del personale facente parte dei Cocer, Coir e Cobar, la Difesa ogni anno spende oltre 4 milioni di euro……  

(n.d.r.)  sul fatto che i delegati CoCeR non usino alloggi dell’amministrazione, aumentando il loro costo a carico dell’amministrazione, mentre tutti i militari vanno in alloggi di servizio e lo fanno anche delegati di organi intermedi / Coir, si legge :  

Nell’aera della Capitale esistono molte strutture del Ministero della difesa in grado di ospitare gratuitamente i delegati del Cocer. La scelta e ampia: da quelle spesso vuote presso la cittadella militare della Cecchignola a quelle presso l’Aeroporto militare di Centocelle o ancora nella Caserma Romagnoli o nelle immense strutture ormai in parte in disuso che si trovano tra viale delle Milizie e viale Giulio Cesare.

In relazione a quanto precede Agenparl ha chiesto all’Aeronautica militare se il Capo di stato maggiore, generale Enzo Vecciarelli, abbia già concesso l’autorizzazione richiesta dal Cocer e se non ritenga opportuno dover disporre anche per questo personale l’obbligo di utilizzare le strutture dell’amministrazione militare per quanto concerne il vitto e l’alloggio, come disposto dalla legge di stabilità del 20012, come fanno regolarmente tutti gli altri militari quando sono in missione fuori dall’ordinaria sede di servizio….

Applicare o meno la legge sembra sia solo una questione di volontà e al cittadino contribuente quindi non resta che augurarsi che il Capo di stato maggiore dell’Aeronautica, generale Enzo Vecciarelli, decida finalmente di ordinare – è un militare lo può fare – che anche i delegati del Cocer da domani inizino a fruire del vitto e dell’alloggio presso le apposite strutture dell’amministrazione militare, come del resto già fanno tutti gli altri militari.

Per quanto riguarda la richiesta del Cocer di essere autorizzato ad effettuare un tour delle sedi della forza armata, sia in Italia che all’estero, solo per informare il personale dei contenuti di un provvedimento già ampiamente spiegato da una struttura di vertice delle forze armate, sempre ai cittadini contribuenti, non resta augurarsi una sonora bocciatura dell’iniziativa affiancata dall’invito (rectius, un ordine) ad utilizzare le moderne tecnologie di comunicazione a disposizione della forza armata, come ad esempio i messaggi di posta elettronica o le video conferenze.

Dal 2012 ad oggi si sarebbero potuti risparmiare un bel po di milioni di euro e le ragioni di questo mancato risparmio meriterebbero un approfondimento anche da parte delle magistrature competenti.

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