Assodipro sta con la Commissione Inchiesta Uranio e rilancia le conclusioni chiedendo DIRITTI e TUTELE per tutti i Militari. “ Scoperte sconcertanti criticità che hanno contribuito a seminare MORTI e MALATTIE tra i MILITARI”. Politica e Magistratura approfondiscano e diano risposte con DIRITTI, LEGGI e GIUSTIZIA . Incredibile comunicato dello Stato Maggiore Difesa.

Assodipro  Nazionale

Come Assodipro, dopo aver seguito due anni di lavori della Commissione Inchiesta Uranio, informando dettagliatamente su varie audizioni e con l’onore di essere stati convocati e ascoltati ufficialmente come Associazione dalla stessa Commissione, alla quale abbiamo lasciato la nostra relazione e testimonianza ufficiale, ieri eravamo presenti alla presentazione alla stampa della relazione finale. Una relazione e un lavoro “storico” che devono essere un punto di partenza e fondamenta di : GIUSTIZIA ( per gli approfondimenti che ci potrebbero essere dalle procure alle quali sono stati inviati atti e relazione ) RISPOSTE POLITICHE del prossimo parlamento con DIRITTI da riconoscere ai militari su lavoro e salute e LEGGI che migliorino condizioni di lavoro e salute di tutti i militari. Un gigantesco GRAZIE va rivolto al presidente SCANU , alla vice presidente DURANTI ed alla maggioranza dei membri della stessa commissione parlamentare che ha lasciato agli atti un lavoro storico per quanto riguarda cause e analisi sui motivi che hanno “ provocato “ migliaia tra malati e morti militari come è documentato agli atti di 248 pagine di relazione che approfondiremo e analizzeremo pagina per pagina e che, per noi, sarà linea guida e atto con il quale denunciare gravi mancanze di DIRITTI e TUTELE per i militari italiani. Un GRAZIE per la legge approvata sui poligoni a tutela di operatori e popolazioni interessate. Rimane il rammarico della proposta di legge Scanu ( figlia dei lavori commissione inchiesta ) che avrebbe sicuramente migliorato i diritti dei militari e la tutela della loro salute sul lavoro, fortissimamente contrastata dai vertici militari e bocciata “ ufficialmente “ dal Governo con presunte ragioni di costi (!) . A fronte di quanto si legge , solo nella relazione di sintesi che pubblichiamo insieme alla relazione finale, rimaniamo sconcertatati dalla reazione negazionista e durissima dello stato Maggiore Difesa che, a poche ore dalla presentazione, ha attaccato le conclusioni di un organo parlamentare / istituzionale ! Lo sconcerto aumenta solo pensando ai numeri certificati di malati e morti militari per Amianto, Uranio, Radon ecc che dovrebbero invitare a tutt’altre riflessioni da parte di vertici attuali e precedenti, insieme ad una politica “ distratta “ , che hanno portato a, come si legge nella relazione, “SCONCERTANTI CRITICITÀ CHE HANNO CONTRIBUITO A SEMINARE MORTI E MALATTIE TRA I MILITARI”. CLICCA QUI per il comunicato dello Stato Maggiore Difesa 

Di seguito vi proponiamo, INVITANDOVI A LEGGERE ATTENTAMENTE TUTTO e TUTTA LA RELAZIONE FINALE, parte della sintesi per la stampa illustrate ieri

CLICCA QUI PER LA RELAZIONE DI SINTESI   

CLICCA QUI PER LA RELAZIONE INTEGRALE FINALE DELLA COMMISSIONE INCHIESTA .

Dalla sintesi per la Stampa : “ L’ATTIVITÀ DELLA COMMISSIONE La Commissione è la quarta costituita nella storia del Parlamento italiano per indagare sulle complesse questioni che concernono l’utilizzo dell’uranio impoverito, nonché, nel caso specifico della XVII legislatura, su un ampio spettro di altri fattori patogeni incidenti sulla salute dei militari, dei dipendenti civili dell’Amministrazione della Difesa e delle popolazioni residenti nei territori su cui insistono i poligoni e le installazioni militari. Sono stati pertanto svolti approfondimenti nei seguenti ambiti: · Casi di militari gravemente ammalatisi, a seguito di esposizione ai fattori patogeni inclusi nell’oggetto dell’inchiesta. · Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, sia sul territorio nazionale che all’estero. · Adeguatezza degli istituti indennitari e previdenziali. · Rischio ambientale determinato dall’attività delle Forze armate nei poligoni di tiro, anche con riferimento ai territori limitrofi e alle popolazioni ivi residenti. · Rischi alla salute derivanti dall’esposizione all’amianto e al radon, e dalla somministrazione dei vaccini.

Tra le tante audizioni, merita attenzione quella del prof. Giorgio Trenta, Presidente dell’Associazione italiana di radioprotezione medica, che il 23 marzo 2016 ha riconosciuto la responsabilità dell’uranio impoverito nella generazione di nanoparticelle e micropolveri, capaci di indurre i tumori che hanno colpito anche i nostri militari inviati ad operare in zone in cui era stato fatto un uso massiccio di proiettili all’uranio impoverito. In relazione a tre specifici casi emersi nel corso dell’inchiesta, la Commissione ha convenuto di trasmettere gli atti acquisiti nelle rispettive audizioni presso le procure della Repubblica competenti. Si tratta della vicenda relativa al militare Antonio Attianese, vittima di una grave patologia insorta a seguito della sua permanenza in territori contaminati dalla presenza di uranio impoverito in Afghanistan. Davanti alla Commissione, il 15 marzo 2017, denunciava l’atteggiamento ostruzionistico di alcuni superiori e le gravi minacce da lui subite nel corso delle pratiche relative alla sua richiesta di causa di servizio. La seconda circostanza è rappresentata dal caso sollevato dal Tenente Colonello Medico Ennio Lettieri che, il 5 luglio del 2017, affermava di essere stato direttamente testimone, nel corso della sua ultima missione in Kossovo, in qualità di direttore dell’infermeria del Comando KFOR, della presenza di una fornitura idrica altamente cancerogena di cui era destinatario il contingente italiano, in un contesto di scarsa o inefficiente sorveglianza sanitaria sui militari italiani ivi impiegati e di grave pericolosità ambientale, del tutto sottovalutato o ignorato dai comandi in carica. Infine, la Commissione ha provveduto a trasmettere alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma gli atti relativi all’esame testimoniale svolto il 16 novembre 2017 dal Generale Carmelo Covato, della Direzione per il Coordinamento Centrale del Servizio di Vigilanza, Prevenzione e Protezione dello Stato Maggiore dell’Esercito. Nel corso di un’intervista televisiva andata in onda pochi giorni prima, Covato aveva affermato che i militari italiani impiegati nei Balcani erano al corrente della presenza di uranio impoverito nei munizionamenti utilizzati ed erano conseguentemente attrezzati, affermazioni che apparivano in contrasto con le risultanze dei lavori della Commissione e con gli elementi conoscitivi acquisiti nel corso dell’intera inchiesta.

la Commissione d’inchiesta ha segnalato alle Autorità competenti, trasmettendo, in particolare, al Presidente del Consiglio dei Ministri, nonché ai Ministri della Difesa, della Salute, del Lavoro e dell’Ambiente, la propria “Relazione sull’attività d’inchiesta in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle forze armate: criticità e proposte”. (continua a pagina 2) 

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