La risposta del Min. LA RUSSA ad una interrogazione parlamentare:

il comitato paritetico sul fenomeno del mobbing del Ministero della difesa, opera per prevenire, rilevare e contrastare il fenomeno del mobbing, per tutelare la salute, la dignità e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori e per garantire un ambiente di lavoro sicuro, sereno, favorevole alle relazioni interpersonali e fondato su princìpi di solidarietà, trasparenza, cooperazione e rispetto reciproco.Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-03971
presentata da
MAURIZIO TURCO
lunedì 14 settembre 2009, seduta n.213
MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. –
Al Ministro della difesa, al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, al Ministro per le pari opportunità, al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
– Per sapere – premesso che:
il comitato paritetico sul fenomeno del mobbing del Ministero della difesa, istituito con decreto ministeriale 18 gennaio 2008, s'è insediato il 15 maggio 2008 presso l'Ufficio di gabinetto del Ministero della difesa ed in data 27 giugno 2008 ha approvato il regolamento sulla propria organizzazione ed attività;
il comitato opera per prevenire, rilevare e contrastare il fenomeno del mobbing, per tutelare la salute, la dignità e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori e per garantire un ambiente di lavoro sicuro, sereno, favorevole alle relazioni interpersonali e fondato su princìpi di solidarietà, trasparenza, cooperazione e rispetto reciproco;
per garantirne la composizione paritetica, il comitato è composto da 18 membri, designati, in pari numero dall'Amministrazione e dalle organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Per ogni componente effettivo è previsto un componente supplente;
il presidente del comitato è stato nominato dall'Amministrazione, mentre il vicepresidente è stato designato dai componenti di parte sindacale;
del comitato sul fenomeno del mobbing fa parte anche un rappresentante del comitato pari opportunità allo scopo di assicurare il raccordo delle attività dei due organismi;
il comitato rimane in carica per la durata di un quadriennio e, comunque, fino alla costituzione del nuovo -:
quali siano, ad oltre un anno dall'inizio delle sue attività, i risultati conseguiti dal comitato citato in premessa;
se il Ministro della difesa non ritenga opportuno integrare il decreto 18 gennaio 2008 in modo da ricomprendere nelle attività del predetto comitato anche la prevenzione, la rilevazione e il contrasto dei casi di mobbing, per tutelare la salute, la dignità e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori che rivestono lo status di militare, al fine di garantire anche ad essi un ambiente di lavoro sicuro, sereno, favorevole alle relazioni interpersonali e fondato su princìpi di solidarietà, trasparenza, cooperazione e rispetto reciproco;
se i Ministri interrogati, non ritengano opportuno integrare la composizione del predetto comitato con i membri designati dalle associazioni che svolgono concretamente azioni di tutela e formazione del personale militare, regolarmente iscritte, ai sensi della legge 7 dicembre 2000, n. 383, nel registro nazionale delle associazioni di promozione sociale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali – direzione generale per il volontariato, l'associazionismo e le formazioni sociali.(4-03971)

Atto Camera
Risposta scritta pubblicata lunedì 18 gennaio 2010
nell'allegato B della seduta n. 267
All'Interrogazione 4-03971 presentata da
MAURIZIO TURCO
Risposta. – L'articolo 6 del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) comparto Ministeri 2002-2005 contempla l'istituzione, presso ogni amministrazione, del comitato sul fenomeno del mobbing.
Analoga disposizione è contenuta nell'articolo 11 del Ccnl personale dirigente dell'area 1.

Il suddetto comitato è un organismo paritetico, costituito da componenti designati dalle organizzazioni sindacali firmatarie del Ccnl e da un pari numero di rappresentanti dell'amministrazione.
Dello stesso fa parte anche un rappresentante del comitato per le pari opportunità, allo scopo di assicurare il raccordo delle attività dei due organismi.
Presso l'amministrazione della Difesa, il comitato è stato costituito con decreto ministeriale 18 gennaio 2008.
Per quanto concerne le attività poste in essere da detto comitato lo stesso, dalla data di costituzione, ha:

adottato il proprio regolamento interno;

istituito un sito Internet «dedicato» all'interno del portale del Ministero della difesa;

creato una propria casella di posta elettronica;

scelto il proprio logo identificativo;

effettuato un monitoraggio sul contenzioso in materia all'interno dell'amministrazione della Difesa;

elaborato e diffuso tra il personale civile un questionario informativo per monitorare il fenomeno del mobbing nell'ambito dell'amministrazione della Difesa, i cui risultati sono in corso di elaborazione;

organizzato un corso sul mobbing per i membri stessi del comitato presso la scuola di formazione e perfezionamento del personale civile della Difesa;

costituito, nel proprio ambito, un gruppo di lavoro con il compito di elaborare un codice di condotta per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno in parola: l'incarico è stato assolto e l'elaborato sarà prossimamente esaminato dal comitato ai fini della formalizzazione con decreto ministeriale.
Relativamente, poi, alla possibilità di «ricomprendere nelle attività del predetto comitato anche la prevenzione, la rilevazione ed il contrasto dei casi di mobbing, per tutelare la salute, la dignità e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori che rivestono lo status di militare», occorre evidenziare che, come ricordato in precedenza, il suddetto organismo – la cui istituzione è prevista dai contratti collettivi del personale contrattualizzato e dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 – può essere composto solo da personale civile e può occuparsi solo di problematiche riguardanti dipendenti civili, unico personale nei confronti del quale trova applicazione la stessa contrattazione.
Le medesime argomentazioni valgono anche per spiegare come non sia possibile «integrare la composizione del predetto comitato con i membri designati dalle associazioni che svolgono concretamente azioni di tutela e formazione del personale militare», in quanto dello stesso comitato non possono far parte estranei all'amministrazione.
Il Ministro della difesa: Ignazio La Russa.

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