La vergogna del maró sciacallo che ha infangato l’Italia

tratto da lultimaribattuta.it

Ci sono militari e militari. Quelli che onorano la patria e quelli che invece la tradiscono e infangano la propria bandiera. Come il maró sciacallo che avrebbe rubato oro e denaro ai migranti nell’ottobre del 2013 sulla nave “Chimera”, a circa 45 miglia da Lampedusa. Nell’operazione vennero soccorsi un centinaio di profughi siriani.

Il sergente della Brigata San Marco Secondo Reggimento, Massimo Metrangolo, é stato rinviato a giudizio, dopo alcuni accertamenti della squadra mobile di Agrigento.
L’accusa, riporta “Libero”, è delle più gravi e infamanti, soprattutto per un uomo che, almeno in teoria, dovrebbe rappresentare il Paese e onorarlo: peculato militare aggravato. Si sarebbe fatto consegnare dai migranti quasi 35 mila euro, oltre 26.000 dollari e altri oggetti preziosi. Oltre a Metrangolo, sono indagati altri sette militari perché non avrebbero impedito al sergente la sua azione di sciacallaggio e avrebbero fatto di tutto per nascondere e non denunciare il fatto.
Dunque, mentre ci sono due maró, abbandonati dal nostro paese, che stanno scontando la loro prigionia in India, ingiustamente ma con onore e dignità, c’è invece chi ha pensato bene di sputare, letteralmente, sulla bandiera italiana, compiendo un atto vile e da miserabile.

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