Lani: “I dati Istat confermano la situazione insostenibile. Il tasso di disoccupazione giovanile raggiunge quota 39,1%, oltre 15 punti sopra la media dell'eurozona (23,9%)” “I dati sulla disoccupazione confermano una situazione sociale insostenibile.
Il tasso complessivo cresce in Italia di 1,2 punti annui e si attesta al 12,1%, pari alla media europea resa nota oggi dall'Eurostat, ma ancora più allarmante risulta il tasso di disoccupazione giovanile che raggiunge quota 39,1%, oltre 15 punti sopra la media dell'eurozona (23,9%)”. E' il commento della responsabile Politiche giovanili della Cgil Nazionale, Ilaria Lani, in merito ai DATI DIFFUSI DALL’ISTAT ( Continua il suo aumento il tasso di disoccupazione giovanile (15-24anni) che a giugno sale al 39,1%, in crescita di 0,8 punti percentuali su maggio e di 4,6 punti su base annua. Tra gli under 25 ci sono 642 mila ragazzi alla ricerca di un lavoro, pari al 10,7% della popolazione in questa fascia d'età.
Aumenta anche il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni, +0,3% rispetto al mese precedente (+39 mila unità) e +0,4% rispetto a dodici mesi prima (+51 mila). Il tasso di inattività si attesta così al 36,4%, in aumento di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,2 punti su base annua. Negativo il dato sugli occupati: a giugno diminuiscono dello 0,1% rispetto a maggio, con 21mila persone in meno al lavoro, e dell'1,8% su base annua, con 414mila occupati in meno.
Aumenta anche il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni, +0,3% rispetto al mese precedente (+39 mila unità) e +0,4% rispetto a dodici mesi prima (+51 mila). Il tasso di inattività si attesta così al 36,4%, in aumento di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,2 punti su base annua. Negativo il dato sugli occupati: a giugno diminuiscono dello 0,1% rispetto a maggio, con 21mila persone in meno al lavoro, e dell'1,8% su base annua, con 414mila occupati in meno.
Il tasso di occupazione, pari al 55,8%, risulta, guardando alle serie trimestrali, un minimo dal terzo trimestre del 2000). Secondo la dirigente sindacale “i giovani italiani sono quindi tra i più svantaggiati d'Europa e l'accesso al lavoro nel nostro paese sta diventando una chimera. Cresce così anche tra i giovani lo scoraggiamento, l'inattività, il desiderio di fuga. Come ampiamente dimostrato in questi anni non servono ulteriori interventi per deregolamentare il mercato del lavoro e aumentare la flessibilità, già la maggior parte dei giovani italiani sono precari, spesso intrappolati in una condizione priva di diritti e prospettive”.
Allo stesso tempo, aggiunge, “per contrastare la disoccupazione giovanile non sono sufficienti piccoli aggiustamenti: occorre urgentemente una terapia d'urto, volta a creare lavoro, sbloccare gli investimenti, far ripartire l'economia”.
Allo stesso tempo, aggiunge, “per contrastare la disoccupazione giovanile non sono sufficienti piccoli aggiustamenti: occorre urgentemente una terapia d'urto, volta a creare lavoro, sbloccare gli investimenti, far ripartire l'economia”.

