Fonte: StudioCataldi.it di Marina Crisafi
Se i tempi dei processi italiani sono lunghi quelli per ottenere l’equa riparazione, proprio per l’irragionevole durata delle cause, non sono da meno. Tanto da giungere ad un arretrato di circa 450 milioni di euro nei confronti dei cittadini costretti a subire oltre al danno di un giudizio infinito, anche la beffa dei tempi biblici per ottenere il risarcimento connesso all’eccessiva durata del giudizio stesso.
Un vero “paradosso” insomma che ha spinto (dietro le “bacchettate” della Corte Europea dei diritti dell’uomo) nei giorni scorsi, il ministero della Giustizia e la banca d’Italia a siglare un accordo per dare uno “sprint” alla liquidazione degli indennizzi della legge Pinto. D’ora in poi, secondo quanto prevede l’accordo firmato tra il capo del dipartimento per gli affari alla giustizia, Antonio Mura, e il direttore generale di Bankitalia, Salvatore Rossi, non sarà più via Arenula a provvedere direttamente alla liquidazione degli indennizzi ma l’istituto centrale puntando a saldare i debiti coi creditori in 120 giorni dal decreto della corte d’appello…..
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