L'idea di Lidia Menapace: «Un sindacato dei soldati per risarcire le vittime»

Nei giorni scorsi condannato ill Ministero della Difesa: mezzo milione di euro a ex militare col tumore.
Parla l'ex presidente della Commissione d'inchiesta sui danni dell'uranio impoverito: «Bene i fondi stanziati dal ministro La Russa, ma devono essere risarcite tutte le vittime, non solo chi fa causa allo Stato». Da qui, l'idea di un sindacato dei soldati. L'allarme: «In Sardegna i pastori si ammalano di tumore per l'uranio dei poligoni di tiro»

La recente sentenza con la quale il Ministero della Difesa è stato condannato a risarcire un ex militare ammalatosi di tumore a causa della contaminazione da uranio impoverito è importante come caso singolo ma non risolve l'annosa questione dei soldati italiani vittime della sostanza tossica usata a fini bellici. Per Lidia Menapace, ex presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sui danni dell'uranio impoverito, la soluzione sarebbe che «i militari si dotassero di un proprio sindacato, in modo da intentare cause di risarcimento a nome di tutti gli ex soldati ammalati e non solo di chi può permettersi di aprire un processo contro lo Stato».
 La Commissione presieduta dall'ex senatrice di Rifondazione comunista, concludendo i suoi lavori a febbraio 2008 a causa della fine anticipata della legislatura, aveva sancito, nella relazione finale approvata dal Senato, il principio secondo cui non occorre la prova certa del rapporto diretto di causa-effetto tra l'esposizione all'uranio impoverito e l'insorgere di tumori. Secondo la relazione della Commissione d'inchiesta, infatti, è sufficiente il fatto che questo rapporto non possa essere escluso dalla scienza.
Fonte: (ami) A distanza di quasi un anno da quella relazione, la vicenda dell'uranio impoverito e delle vittime tra i militari impegnati nelle missioni all'estero torna sotto la luce dei riflettori, grazie alla condanna inflitta al Ministero della Difesa e alle recenti dichiarazioni del ministro Ignazio La Russa. Il reggente di Alleanza nazionale ha infatti affermato il diritto al risarcimento delle vittime dell'uranio impoverito, annunciando l'approvazione, in Consiglio dei Ministri, dello stanziamento di trenta milioni di euro in tre anni a loro favore.
Sulle novità dell'ultimo periodo, Lidia Menapace ha espresso il suo gradimento: «La scelta di La Russa, che ha ammesso che l'uranio impoverito uccide, va nella giusta direzione – ha detto – ma non basta».
Per l'ex senatrice di Rifondazione comunista, infatti, non tutti gli ex militari colpiti da tumore sono nelle condizioni di intentare una causa di risarcimento contro lo Stato. «Non trovo che il processo sia uno strumento egualitario perché non mette tutti i militari sullo stesso terreno, ma, anzi, li discrimina per ragioni economiche, culturali e dislocazione territoriale- ha affermato – Per questa ragione credo che i militari abbiano diritto a un vero sindacato perché l'esercito oggi, essendo professionale, è costituito da cittadini in divisa che hanno diritto a una rappresentanza sindacale vera, che possa avere un patronato attraverso il quale promuovere una causa a nome di tutti».
Insomma, il risultato auspicato dall'ex presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sarebbe quello che ad essere risarciti siano, in maniera automatica, tutti gli ex soldati con il tumore a causa dell'esposizione all'uranio impoverito durante le missioni in Somalia o nei Balcani e non soltanto coloro che facciano causa allo Stato, come nel caso di Gianbattista Marica, l'ex paracadutista che sarà risarcito con oltre mezzo milione di euro in seguito alla sentenza del Tribunale civile di Firenze.
Lidia Menapace, infine, si è augurata che il Parlamento continui ad occuparsi della vicenda dell'uranio impoverito, visto che ad oggi la Commissione d'inchiesta non è stata rinnovata, e ha chiesto di essere ascoltata in audizione, visto che gli effetti della sostanza tossica sono ancora del tutto evidenti. «Abbiamo riscontrato tumori di questo tipo nei pastori che operano in campi vicini ai poligoni di tiro della Sardegna e abbiamo notato anche casi di agnellini che nascono con due teste – è l'allarme lanciato dall'ex senatrice – Non è possibile che i pastori si ammalino di tumori tipici dei militari esposti all'uranio impoverito».

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