LINEE GUIDA LIBRO BIANCO DIFESA: Il PERSONALE NON è in primo piano.La politica sarà coerente con la citata integrazione Europea o negherà ancora DIRITTI associativi e sindacali ai militari?

A cura di Assodipro 
IL MINISTERO DIFESA ha Emanato le Linee Guida per realizzare il LIBRO BIANCO su DIFESA E FORZE ARMATE . 
Sono suddivise in 90 punti ( vedi documento integrale a fine pagina ) e publicate sul sito della Difesa con il seguente  invito “Eventuali suggerimenti potranno essere inviati alla casella di posta elettronica librobianco@difesa.it “. 
Secondo la nostra prima analisi le linee guida contengono aspetti interessanti / preoccupanti e da approfondire per il personale militare che vi proponiamo in una sintesi di alcuni dei 90 punti. 
Solo una precisa e chiara volontà politica può far diventare le linee guida un testo dove il PERSONALE, citato pochissimo, mai in primo piano e sicuramente tema non centrale, venga portato in primo piano approfondendo il tema dei DIRITTI E DELLE TUTELE del personale militare . Diritti e tutele che si possono realizzare solo concedendo ai Militari di potersi associare e far rappresentare con modelli sindacali nazionali ( vedi forze di polizia ) o forme di associazione-sindacati modello Europeo come concesso in molti stati Europei. Nelle Linee Guida, dove si percepisce nettamente l’ ombra LOBBYSTICO INDUSTRIALE che ha giudato i pesanti tagli di personale avviati qualche anno fa,  non si fa cenno a diritti e tutele per le migliaia di militari che saranno “ oggetto “ di pesanti tagli di personale – chiusure e accorpamento di enti – mobilità con tutte le conseguenze sociali, economiche , lavorative e familiari ; Tutela sul lavoro , tutela previdenziale e tutela della salute dei militari sono argomenti NON trattati ; anzi, nel punto 69  e 71  si conferma quella che è una delle conseguenze della legge “ revisione dello strumento militare “ prefigurando i grandi cambiamenti  su “correlate progressioni di carriera, la ripartizione tra le varie funzioni ed i livelli gerarchici del personale e, non ultime, le politiche salariali “  – “operando, se necessario, anche in discontinuità con scelte già maturate o consolidate “
Sia in queste linee guida che in altri documenti pubblicati sul tema il riferimento all’ EUROPA ed all’integrazione delle forze armate verso un modello EUROPEO è ripetuto e costante; Speriamo che i relatori e la politica non siano, ancora una volta,  IPOCRITI assumendo L’Europa e l’ integrazione Europea come modello IGNORANDO i DIRITTI riconosciuti in EUROPA ai militari e ignorando quelli che sono trattati Europei in tema dei Diritti ai quali L’ Italia ha aderito. 
Uno dei paesi fondatori dell’Unione Europea NON può continuare a negare ai Militari diritti associativi e sindacali per rappresentare e tutelare il personale Militare.  
Vi proponiamo una sintesi di alcuni punti delle linee guida evidenziando che NON FAREMO MANCARE, come ASSODIPRO, il nostro contributo in termini di proposte e osservazioni mettendo in primo piano LA TUTELA ED I DIRITTI DI TUTTI I MILITARI
12. L’Italia è uno dei principali e più rilevanti Paesi europei e un membro fondatore dell’Unione europea. Il nostro futuro politico, sociale ed economico è sicuramente ancorato all’Europa e al suo divenire..(..) 22. Per cultura e precetto costituzionale accanto al ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, l’Italia accetta con consapevolezza quelle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni e promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. 27 (…) La “Difesa”, quindi, non può essere considerata un tema di interesse essenzialmente dei militari, quanto della Comunità tutta, della quale le Forze armate rappresentano lo strumento 28. Nel nostro Paese, purtroppo, manca una piena e diffusa comprensione di quale sia il costo da pagare affinché siano garantiti quei diritti cui tutti fanno costante riferimento e che trovano fondamento proprio nella nostra conquistata libertà…… 40. L’esercizio non potrà che svilupparsi nell’ambito di un preciso perimetro concettuale delimitato da quattro parametri di riferimento: quello “geostrategico”, teso a definire l’ampiezza, la modalità e l’intensità degli sforzi in funzione della gravitazione degli interessi e delle priorità nazionali; quello quantitativo, correlato alla dimensione numerica delle varie disponibilità umane e materiali; quello qualitativo, inteso a stabilire la diversa modulazione tecnologica, di livello formativo, addestrativo e di prontezza relativa delle varie componenti; quello capacitivo, infine, quale sintesi dell’abilità complessiva del prodotto delle varie parti di produrre l’effetto necessario a conseguire gli obiettivi assegnati. 50. La partecipazione ed il sostegno dei cittadini italiani agli impegni internazionali assunti dall’Italia sarà sempre più determinante. Pertanto, la capacità di comunicare con l’opinione pubblica sarà vitale per condividere lo scopo, la portata e le azioni delle Forze armate, al fine di garantire trasparenza e democratico controllo. 63. Al Libro Bianco è chiesto di individuare precisi requisiti e qualità generali, cui l’organizzazione futura dovrà ispirarsi, ed il più idoneo modello organizzativo generale, cui lo Strumento si dovrà conformare. Requisiti e qualità non negoziabili sono comunque la razionalità e l’economicità complessiva ( nota di Assodipro : fino ad oggi, i provvedimenti hanno rispettato l'economicità traducendola in Tagli pesanti di personale senza tutele e diritti, blocchi contrattuali e stipendiali,  per spostare risorse verso lobby industriali e armamenti – Mentre la razionalità si è intesa come tagli e chiusure di decine di enti e caserme senza tutele per il personale mobilitato e senza nessuna concertazione) , l’eliminazione di ogni duplicazione non necessaria, la minimizzazione del numero dei livelli gerarchici dell’organizzazione e la ricerca di soluzioni multinazionali a livello Europeo laddove esse siano perseguibili. 66. Nella ferma convinzione che l’elemento umano è, e rimarrà centrale in ogni soluzione potenzialmente individuabile ed al fine di rendere pienamente efficace il modello valoriale ed operativo che sarà definito, appare ineludibile interrogarsi sulla coerenza, attualità ed economicità dell’attuale impostazione formativa, tecnico amministrativa e logistica correlata al personale, sui requisiti che la sottendono e sugli elementi di riferimento che dovranno guidare le future soluzioni operative. 68. Sebbene vincoli costituzionali delimitino chiaramente il perimetro del possibile in termini di status del personale militare, occorre comunque verificare se, alla luce delle nuove necessità, sussistano particolari esigenze da soddisfare e quali eventuali adeguamenti normativi possano da tali esigenze derivare. In tale ottica, appare centrale chiedersi se e come vadano affrontati temi quali quelli della “peculiarità militare”, della sua tutela e valorizzazione e dei vincoli di ordine umano e sociale che la stessa sottende. Occorre pertanto interrogarsi se la condizione di militare e le relative assolute peculiarità, anche di impiego e di stato giuridico, non possano essere meglio garantite e rese di maggiore utilità per il Paese riconoscendo a tale condizione una differenza tanto marcata dal pubblico impiego da superare il rapporto di genere e specie che, fino ad ora, ha condizionato entrambi i domini  69. Analogamente, le presumibili esigenze di adeguamento della struttura organizzativa e funzionale, anche in un’ottica di convergenza  europea, avranno sicuramente un impatto su altre tematiche relative al personale, quali la strutturazione ordinativa, la “piramide gerarchica” e le correlate progressioni di carriera, la ripartizione tra le varie funzioni ed i livelli gerarchici del personale e, non ultime, le politiche salariali. Occorre verificare, inoltre, se le esigenze di utilizzabilità ed efficacia operativa, essenziali ad un modello professionale ed in una prospettiva di integrazione europea, possano essere garantite dall’attuale sistema di reclutamento, permanenza in servizio e progressione di carriera, che genera una elevata età media del personale, minore flessibilità di impiego ed operatività dei Reparti e costi complessivi elevati. 70. Infine, nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile della Difesa e come garantirne le possibilità di crescita meritocratica e di valorizzazione culturale e professionale. 71. Al Libro Bianco sarà dunque chiesto di delineare precisi elementi di riferimento metodologico e qualitativo all’interno dei quali e mediante i quali sia possibile dare piena implementazione all’esistente modello professionale, e ciò al fine di caratterizzarlo quale moderno sistema, efficace, efficiente ed economico , operando, se necessario, anche in discontinuità con scelte già maturate o consolidate.   

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