MAGISTRATURA MILITARE ALL’ATTACCO PER NON MORIRE

Venerdì 1 Marzo inaugurazione anno giudiziario militare

Strana e preoccupante agenzia stampa di oggi, il Presidente del Tribunale Militare di Roma, Dottor Filippo Verrone intervistato per AGENPARL ripropone il solito refrain di efficientare i tribunali militari allargando le competenze. Si tratta di una vecchia proposta dell’On. Cirielli di giudicare tutti i militari nei tribunali militari non solo per i reati in servizio ma anche per quelli privati, ora affidati alla giustizia ordinaria. Secondo Verrone, con poche norme ed a costo zero (!?), è possibile avere una giurisdizione speciale in grado di fornire una risposta di giustizia al cittadino militare in tempi brevissimi, dando così piena attuazione al disposto costituzionale che demanda la cognizione, in tempo di pace, dei reati militari commessi dagli appartenenti alle forze armate limitando quell’assurdo balletto tra i tribunali militari ed i tribunali ordinari al quale i militari imputati sono spesso costretti per essere giudicati per fatti commessi nel medesimo contesto.

Quanto costano i Tribunali Militari

Sui costi dei Tribunali Militari si è scritto molto, tanti magistrati per pochissimi reati, strutture con relativo personale militare, cancellieri, segreterie, autisti e impiegati amministrativi. La magistratura militare è stata definita “la casta nella casta”, nel mirino della politica da alcuni anni. Aveva provato Prodi nel 2007, è stata una vecchia battaglia dei Radicali, ha provato il governo Renzi, ma inutilmente le resistenze dei magistrati militari sono forti. L’abolizione dei tribunali militari si risolverebbe con l’assorbimento nella giurisdizione ordinaria, la creazione di una procura militare per l’estero e la riforma del diritto militare penale. Ma ci sono sempre state resistenze, l’alternativa “per non morire” proposta da magistrati è stata quella di ampliare le competenze ed i reati militari, magari comprendendo anche quelli commessi nella vita privata, un unicum che non ha corrispondenza in nessun paese d’Europa. Gli stipendi dei magistrati militari sono equiparati a quelli dei colleghi ordinari (con un decimo delle pratiche evase), con questi ultimi che variano di molto rispetto alla anzianità e alle cosiddette valutazioni professionali, nelle fasce più alte delle retribuzioni arrivano fino a circa 150 mila euro lordi annui. TETTO A 240 MILA al vicepresidente. gli altri componenti percepiscono indennità tra i 252 e i 311 euro lordi a seduta. STIPENDI+INDENNITÀ. A ciò si sommano le indennità di seduta per le quattro commissioni, fissate in un importo lordo fisso mensile onnicomprensivo di 2.890 euro, mentre ai magistrati, dirigente e addetto della segreteria viene corrisposta una indennità onnicomprensiva per il magistrato dirigente di 1.870 euro e per il magistrato addetto di 1.312 euro. Nel 2016 I tribunali militari di Napoli, Roma e Verona hanno definito 230 processi e la Corte militare di appello 155. Su 58 Magistrati militari poco meno di 10 processi l’anno.

Ma, il problema non è solo il costo

Il problema politico principale è stato da sempre e in ogni società civile democratica avanzata, quello di evitare una separazione del militare dalla società civile. Evitare un mondo in un mondo, una giustizia isolata dal contesto sociale e culturale. I Tribunali militari in tempo di pace sono una eccezione tutta italiana, basta andare sul sito european justice per vedere che tutti i paesi democratici hanno incluso nella giustizia ordinaria i reati militari, al limite esistono delle Sezioni specializzate. Non si capisce perchè in Italia ci sarebbe la necessità di mantenere i tribunali militari?

Perchè il Presidente del Tribunale Militare di Roma Dott. Filippo Verone si è preso la briga di lanciare un’Agenzia stampa?

Secondo il Presidente dei Magistrati dimessosi per la mancanza di clamore e battaglia poste in essere con i suoi colleghi per rinvigorire e dare giustificazione all’operato della Magistratura militare. Dal 2017 il Consiglio della Magistratura è scaduto ed avrebbe dovuto essere rinnovato ad opera del Parlamento su designazione dei Presidenti Camera e Senato. Il Consiglio si trova in regime di prorpgatio e senza nomina del Vice Presidente. Il prossimo venerdì 1 marzo ci sarà l’inaugurazione dell’anno giudiziario militare, il Dott. Verone si auspica una vibrante denuncia di questa paradossale situazione ed invita i colleghi che hanno a cuore l’indipendenza della magistratura militare a farsi sentire, in ogni sede e in ogni occasione la loro voce. E’ come se gridasse ai magistrati militari italiani unitevi per mantenere il nostro mondo, la nostra “casta nella casta”. Siamo curiosi di capire come andrà a finire, se i colleghi magistrati risponderanno alla chiamata. Chi vivrà vedrà-

27 Febbraio 2019

La Redazione


Agenzia stampa

(AGENPARL) – Roma, 26 febbraio 2019 – Abbiamo chiesto al Presidente del Tribunale Militare di Roma, Dottor Filippo Verrone, di commentare la notizia pubblicata da Agenparl  il 14 febbraio dal titolo “Consiglio della Magistratura Militare: Insediato nel 2013 e scaduto nel 2017 e da allora è in regime di prorogatio”.

“Continua la latitanza della politica nei confronti della magistratura militare relegata da molti decenni in un dimenticatoio senza che il legislatore si sia mai preoccupato, a fronte dello sbandierata richiesta di efficientismo, di rendere pienamente operante, con poche norme ed a costo zero, una giurisdizione speciale in grado di fornire una risposta di giustizia al cittadino militare in tempi brevissimi, dando così piena attuazione al disposto costituzionale che le demanda la cognizione, in tempo di pace, dei reati militari commessi dagli appartenenti alle forze armate limitando quell’assurdo balletto tra i tribunali militari ed i tribunali ordinari al quale i militari imputati sono spesso costretti per essere giudicati per fatti commessi nel medesimo contesto.

Tale latitanza ha raggiunto il culmine con la impossibilità di insediamento del nuovo Organo di autogoverno della magistratura militare (che ha le medesime competenze previste per il CSM per la magistratura ordinaria) perché i Presidenti di Senato e Camera non provvedono da circa un anno e mezzo a designare il Vice Presidente dell’organismo, come previsto dalla legge, con la conseguenza di una assurda prorogatio del vecchio organismo scaduto dal lontano dicembre 2017.

A fronte di tale assurda situazione, oltre ad essermi dimesso dall’associazione nazionale magistrati militari non avendo condiviso la mancanza di iniziative anche eclatanti per sollecitare quanto previsto dalla legge, il prossimo venerdì 1 marzo auspico una vibrante denuncia di questa paradossale situazione alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario militare invitando i colleghi che hanno a cuore l’indipendenza della nostra organizzazione a far sentire, in ogni sede, la loro voce.

Concludo questa intervista con una proposta al Ministro della Giustizia che pare abbia a cuore una giustizia penale più rapida ed efficiente: perché non adottare un nuovo modello di processo penale in via sperimentale nei Tribunali Militari? Sarebbe un ottimo banco di prova per eventuali correzioni da apportare e mostrare al grande pubblico come funziona la giustizia militare……

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