MANOVRA:Cobar GDF Piemonte, siamo rane bollite a fuoco lento.

TORINO, 14 GIU – Finanzieri come le ranocchie della favola di Olivier Clerc, bollite a fuoco lento. E' quanto sostiene il Cobar della guardia di finanza del Piemonte, secondo cui e' diventato ''sport nazionale'' gabbare le forze dell'ordine.
Nella riunione di oggi il Cobar piemontese delle fiamme gialle ha deliberato di ''chiedere ai colleghi di destarsi dal letargo'', allegando alla delibera – che e' stata approvata all'unanimita' – il testo della favola di Clerc.
Proprio come la rana della favola, fatta cuocere a fuoco lento, secondo il sindacato ''le nere previsioni per il nostro futuro non fanno altro che preparare psicologicamente la gente ad accettare delle condizioni di vita decadenti e drammatiche''.
''Svegliamoci ranocchie – e' l'appello finale del Cobar – se non siete gia' mezzi cotti, come la ranocchia, date un salutare colpo di zampe prima che sia troppo tardi''.(ANSA).

Guardia di Finanza
COMANDO REGIONALE PIEMONTE
Consiglio di Base di Rappresentanza

DELIBERA NR. 1/62/X

OGGETTO: D.L. 78/2010 – manovra economica finanziaria: SVEGLIAMOCI RANOCCHIE!!!!

IL COBAR
LETTO il D.L. in oggetto che al fine di reperire risorse per il risanamento della Finanza pubblica, con “alta ingegneria finanziaria”, ha individuato tra l’altro i dipendenti pubblici, ed in particolare gli appartenenti al comparto sicurezza e difesa, tra i soggetti da colpire in quanto sono le uniche categorie ad essere privilegiate, ricche ed evasori (si sa che i lavoratori dipendenti non pagano le tasse);
VISTO che i conti all’estero li hanno i lavoratori dipendenti che non hanno nemmeno voluto approfittare dello scudo fiscale, ne hanno inteso vendere i loro panfili, quindi è giusto che paghino;
LETTA l’allegata favola della ranocchia bollita in pentola di Olivier Clerc;

DELIBERA
di chiedere ai colleghi di destarsi dal letargo, considerato che lo sport nazionale è ormai quello di gabbare le Forze dell’ordine, con un governo che fa il “patto per la sicurezza” (…ma de che??), e un altro governo che ci omaggia della specificità (…ma quando mai??), denunciando sin d’ora che siamo di fronte alla più evidente ingiustizia sociale mai perpetrata nei confronti delle Forze di Polizia. Ci privano dei diritti, ci privano dei denari ma non ci toglieranno la dignità: NEC RECISA RECEDIT.

La presente delibera, approvata “all’unanimità” (7 favorevoli) in data 14/06/2010, viene inviata a stralcio del verbale.

Storia di una ranocchia da leggere, meditare e inoltrare: è crudelmente vera …

Dall’allegoria della Caverna di Platone a Matrix, passando per le favole di La Fontaine, il linguaggio simbolico è un mezzo privilegiato per indurre alla riflessione e trasmettere delle idee. Olivier Clerc, scrittore e filosofo, in questo suo breve racconto, attraverso la metafora, mette in evidenza le funeste conseguenze della non coscienza del cambiamento, che infetta la nostra salute, le nostre relazioni, l’evoluzione sociale e l’ambiente. Un condensato di vita e di saggezza che ciascuno potrà piantare nel proprio giardino per goderne i frutti.

Immaginate una pentola piena d’acqua fredda in cui nuota tranquillamente una piccola ranocchia.
Un piccolo fuoco è acceso sotto la pentola e l’acqua si riscalda molto lentamente.
L’acqua piano piano diventa tiepida e la ranocchia, trovando ciò piuttosto gradevole, continua a nuotare. La temperatura dell’acqua continua a salire.
Ora l’acqua è calda, più di quanto la ranocchia possa apprezzare, si sente un po’ affaticata, ma ciò nonostante non si spaventa.
Ora l’acqua è veramente calda e la ranocchia comincia a trovare ciò sgradevole, ma è molto indebolita, allora sopporta e non fa nulla
La temperatura continua a salire, fino a quando la ranocchia finisce semplicemente per cuocere e ……morire!

Se la stessa ranocchia fosse stata buttata direttamente nell’acqua a 50 gradi, con un colpo di zampe sarebbe immediatamente saltata fuori dalla pentola

Ciò dimostra che, quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta. Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da qualche decennio possiamo vedere che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci stiamo abituando. Una quantità di cose che avrebbero fatto inorridire 20, 30 o 40 anni fa, sono state poco a poco banalizzate e oggi disturbano appena o lasciano addirittura completamente indifferente la maggior parte delle persone. Nel nome del progresso, della scienza e del profitto si effettuano continui attacchi alle libertà individuali, alla dignità, all’integrità della natura, alla bellezza e alla gioia di vivere, lentamente ma inesorabilmente, con la costante complicità delle vittime, inconsapevoli o ormai incapaci di difendersi

Le nere previsioni per il nostro futuro, invece di suscitare reazioni e misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente la gente ad accettare delle condizioni di vita decadenti, anzi drammatiche

Il martellamento continuo di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non sono più in grado di distinguere le cose …

Quando ho parlato di queste cose per la prima volta, era per un domani. Allora se non siete, come la ranocchia, già mezzi cotti, date un salutare colpo di zampe, prima che sia troppo tardi.

SVEGLIAMOCI RANOCCHIE !!!

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