Marò Latorre e Girone. DIFENDERLI PERCHE’ IMPIEGATI IN COMPITI IMPROPRI E A CUI NON ERANO PREPARATI. MA LA PAROLA D’ONORE IN UN PAESE CIVILE E’ LA PAROLA D’ONORE

Falco Accame : E’ auspicabile che il Capo dello Stato, che è anche il Capo delle Forze Armate, faccia rispettare la parola data. Pesa più lo spread di onestà, che non lo spread di moneta! 
I due marò sono stati impiegati in compiti di polizia marittima a cui non sono affatto addestrati e che comunque non competono al Reggimento S. Marco che è addestrato a operazioni di sbarco. Questo personale semplicemente non avrebbe dovuto essere stato imbarcato (tra l’altro senza che fosse chiarito chi avrebbe dovuto impartirgli degli ordini). I compiti di polizia marittima in ambito militare sono affidati a reparti marittimi dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e, in casi eccezionali, ai Nocs e altri Nuclei Speciali. Questo personale sa distinguere un traballante peschereccio da una lancia d’assalto. E questo errore purtroppo è avvenuto e due poveri naviganti indiani sono stati uccisi. Inoltre i marò sono stati “affittati” dall’armatore al posto di “contractors civili” che però comportavano molte maggiori spese. 
In tutta questa vicenda non dobbiamo dimenticarci inoltre quanto l’Italia sostenne nel caso Lozano. Ma a parte questo, se l’India aveva magnanimamente concesso, previo ovviamente l’impegno al ritorno, ai due marò di recarsi in Italia per il voto, l’Italia doveva rispettare l’impegno. Quanto al fatto se l’evento sia accaduto o meno in campo internazionale, secondo i dati GPS indiani, la Lexis si trovava a 22 miglia dalla costa e quindi non in acque internazionali (30 miglia), bensì entro le 24 miglia comprendenti 12 miglia di acque territoriali e 12 miglia di estensione. L’aspetto internazionale della questione non riguarda le 12 miglia, ma le 24 miglia. E’ in base a questa situazione che l’India aveva potuto ordinare l’entrata in porto della nave ed è perciò che l’armatore non poteva che obbedire. Ma stranamente la scatola nera della Lexie è sparita. Dovremmo indagare il perché. Non può dettar legge il complesso militare industriale, che già ha provocato tanti guai con la vendita degli elicotteri all’India. 
In tutta questa vicenda ne va l’immagine del Paese.
Falco Accame  Presidente Anavafaf e Presidente Comitato Seagull
India-Italia ai ferri corti, possibile l’espulsione del nostro ambasciatore Il primo ministro indiano minaccia: se le autorità italiane non manterranno la parola, ci saranno conseguenze nelle nostre relazioni. Immediate le ritorsioni su Finmeccanica con l'apertura di un'inchiesta in India. Il ministro Terzi torna a sostenere l'arbitrato internazionale: abbiamo motivi giuridicamente solidi. L'ex ministro Parisi: il governo deve spiegare la scelta, l'onore di un popolo ha un valore inestimabile. Giulio Terzi che, da Tel Aviv dove si trova, ha fatto sapere che «abbiamo molti motivi giuridicamente solidi per procedere nella direzione intrapresa: l’arbitrato internazionale». Un invito neanche troppo velato alle autorità indiane a “non ciurlare nel manico”: «Tutto quello che il governo indiano deve sapere sui nostri motivi, lo conosce ampiamente, così come molti nostri partner».
Un botta e risposta che rischia di avere ripercussioni sulle relazioni molto strette intessute tra Italia e India, se è vero che negli ultimi 20 anni l’interscambio tra i due paesi è cresciuto di 12 volte arrivando fino a superare un controvalore di 8,5 miliardi di euro. L’Italia, che è oggi il quarto partner commerciale indiano, punta(va) a far lievitare l’intercambio a 15 miliardi entro il 2015. Un obiettivo che, stando alle parole pronunciate oggi dal premier indiano, è seriamente a rischio. Un tema sul quale è intervenuto anche l’ex ministro della Difesa Arturo Parisi che ha sollecitato il ministro Terzi a spiegare «cosa sia intervenuto di nuovo, dopo che è stato chiesto e ottenuto per i marò il permesso di tornare in Italia per le elezioni». Solo così per Parisi Terzi «può difenderci dall’accusa che l’Italia ha mancato alla parola data. Sempre l’onore di un popolo ha un valore inestimabile. Ci sono tuttavia momenti nei quali ha ancora più valore che in altri. Questo è uno di quelli». Tanto più che l’avvocato indiano dei due militari, Harish Salve, ha commentato così la decisione dell’Italia: «Credo che si tratti di un tradimento della Repubblica Italiana.

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