Mentre il Riordino carriere è solo chiacchiere e bozze da “quattro amici al bar“, è utile dare un occhiata a numeri e retribuzione della dirigenza. Mentre il contratto è bloccato da 7 anni

a cura di redazione Assodipro 
Il Riordino delle Carriere  è solo una delega di poche righe del governo con uno stanziamento di fondi assolutamente insufficiente e politicamente condizionato da variabili legate  a riorganizzazioni di forze armate e forze di polizia. 
Invece se ne parla in rete ed in vari forum, con comunicati stampa  di categoria  di delegati del CoCeR – Sindacato Giallo prorogato di un anno con una mancia politica,  ed è  usato come alibi per auto mantenersi  in vita in una sorta di rappresentanza virtuale, autoreferenziale  e ancor meno presentabile dopo la proroga .
  
Senza Risorse, senza un testo base, senza nessun incontro ufficiale o tecnico di vertice, neanche all’orizzonte si fanno comunicati stile “ quattro amici al bar “ costruiti  sul nulla  e settari  che rischiano di illudere migliaia di militari che aspettano riforme, diritti e tutele vere e che non sono entusiasti di aver visto un organo elettivo prorogato per l’ennesima volta di un anno con la scusa “ foglia di fico “ , ripetuta da 6 anni, della  riforma della rappresentanza .    Cosa si vuole riordinare solo a suon di chiacchiere senza risorse mentre siamo davanti ad una realtà di  contratti scaduti da 7 anni ?

Su  tempi.it  – nell’articolo di Francesco Amicone intitolato : Stato quanto mi costi ? , leggiamo : “ da anni è noto il fatto che la struttura dell’esercito italiano abbia una forma a “clessidra”: il rapporto fra ufficiali e truppa è uno dei più bassi al mondo, almeno secondo gli analisti militari. 

Cosicché anche se la retribuzione media nelle Forze armate è pari a circa 39 mila euro, superiore a quella degli altri dipendenti pubblici, anche in questo caso le asimmetrie sono dovute a una sproporzione fra base e vertici, il cui numero di alti ufficiali potrebbe fare concorrenza al Pentagono. 
Per pagare più di 400 generali (la metà di quelli degli Stati Uniti) lo Stato spende 250 milioni di euro l’anno. 
Esclusi carabinieri e guardia di finanza, sono circa 2.400 gli alti ufficiali di esercito, marina e aeronautica. 
Oltre ai circa 400 generali si contano 2.000 colonnelli. Facendo un semplice rapporto, risulta che nell’esercito c’è un ufficiale ogni 5 uomini
Nella marina 1 ogni 3. Nell’aeronautica gli ufficiali sono più numerosi della truppa. 
Bisognerebbe prendere in considerazione i carabinieri perché il rapporto ufficiali-truppa scenda a un normale 1 a 15. Eppure anche in questo caso ci sono delle differenze di trattamento. Non tutti gli ufficiali hanno uno stipendio di riguardo. Secondo la Ragioneria di Stato, in media gli ufficiali classificati come dirigenti delle Forze armate sono la metà, e guadagnano circa 100 mila euro. Il numero di ufficiali classificati come dirigenti di seconda fascia arriva a 12 mila e guadagna in media70 mila euro l’anno, per un costo di 840 milioni di euro. L’Italia, per pagare 15 mila dirigenti delle Forze armate, cioè 1 militare su 10, spende ogni anno 1 miliardo di euro. Per i dirigenti della polizia i contribuenti spendono 400 milioni di euro, più 200 milioni di euro per i quasi 2 mila alti dirigenti”. 
Di fronte a certi dati e numeri a chi fa comodo vendere fumo o mettere specchietti per allodole con Bozze senza basi sul Riordino ? 
In quale Bozza di riordino si tengono in esame i dati citati sopra ? 
Chi si presta alla vendita di fumo, mentre i contratti sono bloccati da 7 anni, sicuramente non si muove per tutelare interessi collettivi.  

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