Militarizzazione della Forestale con transito nei Carabinieri. Consiglio di stato: “ Scelta del Governo condivisibile”. Sapaf : “ parere è sorta di mostro giuridico”.

A cura di Assodipro Nazionale

Questo articolo non vuole essere un commento ad un importante e interessante parere del consiglio di stato, nell’adunanza della commissione speciale che merita analisi approfondite che, presumibilmente, saranno fatte e commentate nei prossimi giorni, ma solo metterlo in evidenza come notizia, riportando le dichiarazioni di uno dei sindacati del corpo forestale prevedendo che ce ne saranno altre. 
Poniamo anche in evidenza alcune parti della sentenza ( della quale proponiamo il link dove è interamente leggibile – clicca qui per leggerlo ) che ad una primissima lettura ci appaiono meritevoli di approfondimento.  
Uno dei due relatori del parere Consiglio di stato è  Elio Toscano, già Capo di Stato Maggiore dell'Arma dei Carabinieri

(AGENPARL) – Roma, 13 mag – “Siamo delusi, ma non molliamo. Il parere del Consiglio di Stato sullo schema di decreto legislativo che sancirà la fine del Corpo forestale è una sorta di mostro giuridico che deve aprire gli occhi a tutti perché, addirittura, mette in discussione la legge di riforma 121 del 1981 e apre alla possibilità di militarizzare non solo noi, ma anche il personale delle altre forze dell’ordine ad ordinamento civile”.
E’ questo il commento di Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, il primo sindacato per numero di iscritti del Corpo forestale dello Stato.
“La Commissione incaricata di redigere questo assurdo parere – spiega Moroni – dice, in buona sostanza, che possiamo essere militarizzati in virtù del fatto che abbiamo fatto un giuramento alla Repubblica italiana. Ma stiamo scherzando? Non solo. Il parere sostiene pure che all’interno del comparto sicurezza siamo tutti uguali, sia civili che militari, che occorre ragionare per ambiti di competenza e non più per status giuridico, che addirittura vi sarebbe un amplissimo margine per i forestali per rifiutare di diventare carabinieri ed essere trasferiti ad altra Amministrazione, salvo poi suggerire un contingentamento dei posti”.
“D’altro canto – conclude il leader del Sapaf- il Governo deve prendere atto del monito del Consiglio di Stato che invita ad allungare i tempi di emanazione del decreto per correggere ed integrare alcuni aspetti ritenuti di complessa attuazione o da rivedere. Questo testo, viste le numerose inesattezze e assurdità presenti, amplia in ogni caso le nostre possibilità di ricorso. Faremo di tutto e anche il Presidente della Repubblica dovrà ascoltarci per evitare questo massacro contro le donne e degli uomini del Corpo forestale dello Stato la cui unica colpa è quella di aver sempre tutelato la natura e l’ambiente senza condizionamenti politici”.


REPUBBLICA ITALIANA Consiglio di Stato Adunanza della Commissione speciale del 18 aprile 2016 NUMERO AFFARE 00434/2016 OGGETTO: Presidenza del Consiglio dei Ministri Schema di decreto legislativo recante: “Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato ai sensi dell’art. 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n.124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” LA COMMISSIONE SPECIALE Vista la relazione trasmessa con nota del 25 febbraio 2016, con la quale il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sullo schema di decreto legislativo in oggetto; 
visto il decreto n. 24 del 1° marzo 2016, con cui il Presidente del Consiglio di Stato ha istituito una Commissione speciale per l’esame dello schema e l’espressione del parere; 
visto il contributo fatto pervenire da SAPAF il 17 marzo 2016; visto il contributo fatto pervenire da DIRFOR il 24 marzo 2016; visto il contributo fatto pervenire da CGIL- Funzione Pubblica il 13 aprile 2016; tenuto conto dell’audizione dei rappresentanti delle Amministrazioni proponenti, nelle persone del Capo di gabinetto e del Capo dell’Ufficio legislativo del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, del Capo dell’Ufficio legislativo del Ministro dell’interno, del Capo dell’Ufficio legislativo del Ministro della difesa, del Capo dell’Ufficio legislativo del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e dei rappresentanti dell’Arma dei carabinieri e del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell’art. 21 del r.d. 26 giugno 1924, n. 1054, in data 15 marzo 2016; considerato che nell’adunanza del 18 aprile 2016, presenti anche i Presidenti aggiunti Luigi Carbone e Vito Poli, la Commissione speciale ha esaminato gli atti e udito i relatori, consiglieri Elio Toscano e Oberdan Forlenza.

“3.4. L’assorbimento del Corpo forestale nell’Arma dei carabinieri. La Commissione speciale ritiene opportuno soffermarsi sul rilevante aspetto dell’assorbimento del Corpo forestale nell’Arma dei carabinieri, sulla cui legittimità sono stati avanzati dubbi segnatamente da alcune rappresentanze sindacali 3.4.1. Innanzitutto si considera che è rispettato il principio del “riordino della funzioni di polizia in materia di tutela dell’ambiente, del territorio, del mare e della sicurezza agroalimentare”, in quanto il decreto legislativo dispone che il Corpo forestale è assorbito nell’Arma che esercita le funzioni già svolte dal Corpo previste dalla legislazione vigente, con l’eccezione delle competenze in materia di incendi boschivi trasferite al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alla vigilanza a mare dei parchi naturali assegnata alla Guardia di finanza (art. 7, comma 1). Non vi sono, poi, dubbi, rispetto al principio di “riorganizzazione del Corpo forestale”, visto che la legge delega autorizza il suo eventuale assorbimento in altra forza di polizia e tale è l’Arma dei carabinieri. Siffatta scelta appartiene all’apprezzamento discrezionale del Governo e, nel caso specifico, risulta pienamente condivisibile, non soltanto perché l’Arma ha sviluppato e consolidato nel tempo competenze specialistiche in campo ambientale e agroalimentare, ma anche perché le stazioni del Corpo forestale vanno ad affiancarsi al già capillare reticolo dei presidi dei Carabinieri con prevedibili riflessi postivi sulla qualità e sull’intensità del controllo del territorio. …..
Non è poi di minor rilievo la considerazione che i reati in materia ambientale e agroalimentare sono spesso appannaggio della criminalità organizzata, sicché l’azione di contrasto non può che trarre beneficio dal più esteso coinvolgimento dell’Arma, che dispone di unità dotate di specifiche potenzialità nell’attività investigativa e repressiva delle aggregazioni criminali più pericolose. 
La Corte inoltre ha sottolineato che “la Costituzione repubblicana supera radicalmente la logica istituzionalistica dell’ordinamento militare, giacché quest’ultimo deve essere ricondotto nell’ambito del generale ordinamento statale «rispettoso e garante dei diritti sostanziali e processuali di tutti i cittadini»” (sent. n. 449 del 1999, nella quale si richiamano esplicitamente le precedenti sentt. nn. 278 del 1987 e 78 del 1989). Dal che la Corte ha concluso nel senso che “La garanzia dei diritti fondamentali di cui sono titolari i singoli «cittadini militari» non recede quindi di fronte alle esigenze della struttura militare; sì che meritano tutela anche le istanze collettive degli appartenenti alle Forze armate (v. le sentenze, richiamate pure dal Consiglio di Stato, nn. 24 del 1989 e 126 del 1985), al fine di assicurare la conformità dell’ordinamento militare allo spirito democratico” (sent. n. 449 del 1999 cit.). Un ulteriore motivo di uniformità del trattamento può anche rinvenirsi nelle disposizioni del d.lgs. 12 maggio 1995, n. 195, in materia di procedure per disciplinare i contenuti del rapporto d’impiego del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate. In particolare, in disparte il diverso ruolo e la differente natura giuridica degli organismi di rappresentanza, si registra una sostanziale coincidenza tra le materie oggetto di “contrattazione” per le Forze di polizia ad ordinamento civile e quelle ammesse a “concertazione” per le Forze di polizia a ordinamento militare e per le Forze armate, …….. 
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In particolare, in disparte il diverso ruolo e la differente natura giuridica degli organismi di rappresentanza, si registra una sostanziale coincidenza tra le materie oggetto di “contrattazione” per le Forze di polizia ad ordinamento civile e quelle ammesse a “concertazione” per le Forze di polizia a ordinamento militare e per le Forze armate, nonché una uniformità procedurale sia per quanto concerne il confronto con la parte pubblica, che si svolge presso il Dipartimento della funzione pubblica, sia per l’identità delle procedure di raffreddamento sul contenuto degli accordi, i quali vengono resi esecutivi con distinti decreti del Presidente della Repubblica, a secondo che riguardino il personale a status civile o militare.

….. “Cionondimeno, nell’auspicare un intervento generale di rivisitazione e semplificazione del complesso e stratificato quadro normativo delle Forze di polizia, seguendo, ove possibile, il modello del codice dell’ordinamento militare, si rinvia alle valutazioni del Parlamento e del Governo la scelta dei tempi e delle modalità con cui procedere al riordino delle disposizioni in materia. A questo proposito il Consiglio di Stato – come già evidenziato nel parere reso sul nuovo codice dei contratti pubblici – è pronto a sostenere con un apporto imparziale e costruttivo, anche mediante la redazione di uno schema di codice in materia di sicurezza pubblica a mente dell’art. 17-bis, comma 3, l. n. 400 del 1988, le iniziative del Governo affinché il processo di riforma possa proseguire celermente nell’interesse della collettività nazionale, il cui progresso dipende anche dalla qualità della sicurezza individuale e collettiva; fin da ora, inoltre, si rende disponibile a esprimere <<… anche successivamente al presente parere, ai fini della adozione dei correttivi nonché in risposta a quesiti specifici eventualmente formulati dal Governo e dagli altri soggetti legittimati, il proprio parere con l’obiettivo di concorrere al completo conseguimento, a regime e nel più breve tempo possibile, degli obiettivi fissati dalla ambiziosa riforma governativa, in modo da corrispondere a una forte attesa delle istituzioni e dei cittadini”.

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