Crisi Siria, MOSCA: ‘Gas? Dubbi su prove Usa’. VATICANO: ‘Rischio guerra mondiale’ – Per il Cremlino i documenti di Washington sulle armi chimiche presentano "incongruenze".

Fonte : ilfattoquotidiano.it  A pochi giorni dal G20, che si terrà a San Pietroburgo il 5 e 6 settembre, si mantiene alta la tensione tra Mosca e Washington sulla questione siriana. 
Il Cremlino rimane contrario all’intervento militare e ribadisce di non credere alle parole degli Stati Uniti, certi di avere trovato le prove dell’uso delle armi chimiche da parte del regime di Assad. “Ci hanno mostrato alcuni materiali che non contengono nulla di concreto e che non ci convincono. Non ci sono né mappe geografiche né nomi. Inoltre ci sono molte incongruenze, restano moltissimi dubbi”, ha detto il ministro degli Esteri Lavrov. 
Cresce anche il timore del Vaticano che, dopo le dure parole di papa Bergoglio durante l’Angelus, ribadisce per voce di monsignor Mario Toso, del dicastero vaticano Giustizia e Pace, l’urgenza di una soluzione diplomatica per evitare che il conflitto sfoci in una “terza guerra mondiale” mentre per la Lega araba le tensioni tra Usa e Russia segnano l’inizio di una nuova forma di “guerra fredda”. Il segretario Nabil Arabi chiede che “tutte le iniziative punitive contro il regime siriano siano nell’ambito della carta Onu e l’accordo per il bando all’uso delle armi chimiche” e l’associazione dei Paesi arabi, pur non essendo certa che i gas siano stati usati da Assad, aggiunge che in ogni caso “la responsabilità ricade sul governo in carica, che deve proteggere il popolo siriano”. Vaticano: “Rischio terza guerra mondiale“ – La tensione sul piano internazionale allarma anche lo Stato pontificio che invita a escludere l’intervento armato per evitare lo scoppio di una terza guerra mondiale. Con un attacco militare, ha spiegato monsignor Mario Toso del dicastero vaticano Giustizia e Pace in un’intervista a Radio vaticana, “la violenza non ne verrebbe diminuita”. Al contrario, prosegue, c’è “il rischio che deflagri e si estenda ad altri Paesi. Il conflitto in Siria contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali”. “La via di soluzione dei problemi della Siria non può essere quella dell’intervento armato: il conflitto contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali e, in ogni caso, nessuno uscirebbe indenne da un conflitto e da un’esperienza di violenza”. Toso, all’indomani dell’intervento di Papa Francesco che ieri, nel corso dell’Angelus ha proclamato per il 7 settembre una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo, ha aggiunto che “non è mai l’uso della violenza che porta alla pace: la guerra chiama guerra -sottolinea monsignor Toso, riprendendo le parole del Pontefice- anche perché intrappola i popoli in una spirale mortale. La guerra porta in sé una visione distorta del potere inteso come sopraffazione e dominio ed accentua il pregiudizio che tutti cercano di distruggere gli altri. Su tali presupposti, l’altro rimane sempre un antagonista, un nemico da sconfiggere; non sarà mai un fratello. La guerra non finisce mai e le ragioni della giustizia sono disattese”.  

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