Mobilità degli statali. Più peso ai SINDACATI. Cambia la riforma Pa, SUI TRASFERIMENTI CONFEDERAZIONI AL TAVOLO. Per I MILITARI, in lotta per i DIRITTI SINDACALI, zero tutele.

*Cambia la riforma PA, sui trasferimenti confederazioni al  tavolo.
Per passare tra le forche caudine della Camera, il governo è stato costretto a cedere qualcosa della draconiana riforma della pubblica amministrazione. Sulla mobilità obbligatoria, per esempio. A cominciare dalle eccezioni inserite a favore delle lavoratrici con figli sotto i tré anni o per i lavoratori che hanno a carico portatori di handicap (quelli della nota legge 104), per i quali la mobilità, dopo il passaggio parlamentare, diventa “facoltativa”.
Ma soprattutto il governo ha dovuto cedere il passo e ammettere il coinvolgimento dei sindacati nelle procedure di mobilità obbligatoria
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Le rappresentanze dei lavoratori saranno chiamate insieme alle amministrazioni a stabilire i criteri dei trasferimenti quando questi avverranno senza il consenso dei lavoratori. Un piccolo dietrofront rispetto alla negazione della concertazione che ad oggi è stata la cifra del governo Renzi. Anche i demansionamenti, le retrocessioni a compiti e stipendi inferiori per gli statali in esubero che vogliono mantenere il posto di lavoro, sono stati limati.   I lavoratori considerati in esubero e che per mantenere il posto di lavoro accetteranno la retrocessione, non potranno scendere per più di un gradino nelle loro mansioni. Sui criteri di demansionamento, poi, ci dovrà essere un confronto con i sindacati. Infine, niente indennità di mobilità per chi viene retrocesso ad altro ruolo.
*Tratto da articolo di Andrea Bassi per il Messaggero

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