P.A.:IL 14 OTTOBRE USB ASSEDIA I MINISTERI – Lunedì 14 ottobre la USB Pubblico Impiego lancia l’iniziativa “ASSEDIAMO I MINISTERI”

USB PUBBLICO IMPIEGO –  E il 18 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE.
 Nessuna novità da parte del Governo, che nel decreto di stabilità rilancia la “spending review”, proseguendo sulla strada dei tagli ai Ministeri, che comporteranno una riduzione dell’efficienza dell’Amministrazione, la riduzione degli organici, con conseguenti esuberi e avvio dei processi di  mobilità, la chiusura o l’accorpamento di Uffici sul territorio.
Un provvedimento che inoltre non andrà a colpire i veri sprechi: né le esternalizzazioni e le privatizzazioni di servizi e di funzioni, con la sola conseguenza di aumento di costi e riduzione di efficienza; né le consulenze strapagate, che vanno a sommarsi agli altissimi stipendi dei cosiddetti manager pubblici.
La USB Pubblico Impiego settore Ministeri dice no alla spending review ed allo smantellamento della Pubblica Amministrazione e del Welfare e lancia la propria piattaforma rivendicativa per lo sblocco immediato dei contratti e il pieno recupero del potere di acquisto dei salari; l’ abolizione della legge Brunetta; l’abolizione della legge Fornero; e per un piano di assunzioni, ad iniziare dalla stabilizzazione di tutti i precari; il taglio significativo di consulenze ed incarichi esterni e degli stipendi dei manager pubblici; la reinternalizzazione di tutti i servizi e funzioni gestiti da società private.
I lavoratori dei ministeri aderiscono allo sciopero generale ed alla manifestazione nazionale a Roma del 18 ottobre prossimo.
USB Unione Sindacale di Base Sette buoni motivi per scioperare il 18 ottobre : E' bene che lavoratori, disoccupati e pensionati non si lascino ingannare dal clima di consenso intorno al governo Letta e ai provvedimenti che intende adottare. Nei prossimi giorni il governo presenterà la Legge di Stabilità – dopo che verrà vagliata dai tecnocrati dell'Unione Europea. In questo provvedimento ci saranno misure ancora una volta penalizzanti per lavoratori e settori popolari e vantaggiose per le banche e i “prenditori”. 1) Il cuneo fiscale è un vero inganno. Dei miliardi stanziati per ridurre imposte e contributi sul lavoro, la gran parte andranno ai padroni e solo le briciole ai lavoratori. Se va bene si parla di duecento euro l'anno (praticamente 16,6 euro al mese, 55 centesimi al giorno) di riduzione delle tasse sugli stipendi! Mentre l'Istat comunica i dati sull’ulteriore diminuzione del potere d'acquisto di salari e pensioni si regalano soldi alle imprese e si lasciano i salari fermi di fronte all'aumento dei prezzi incattiviti anche dall'aumento dell'Iva.
2) Gli stipendi dei lavoratori pubblici continuano a rimanere bloccati dal 2009 e lo saranno sino al 2017…
 
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2) Gli stipendi dei lavoratori pubblici continuano a rimanere bloccati dal 2009 e lo saranno sino al 2017, mentre nel settore privato assistiamo ad un abbassamento reale delle retribuzioni con paghe che in molti casi sono scese a 5 euro l'ora per i giovani e i precari. 3) Il balletto sull'Imu fa prevedere una sua possibile reintroduzione – non solo per le abitazioni di lusso – perché frutta quei miliardi che non vengono sottratti agli evasori, alle spese militari, alle società che gestiscono il gioco d'azzardo e le slot machine. Possiamo scommettere che torneranno alla carica con il pretesto che “ce lo chiede l'Unione Europea”. 4) Da dicembre sarà maggiorata la Tares, imposta sulla gestione rifiuti. Da gennaio dovrebbe poi entrare in vigore la Service Tax, una supertassa comunale che incorporerà Imu e Tares. 5) La disoccupazione giovanile sfiora ormai il 50% e due giovani su dieci hanno rinunciato sia a studiare che lavorare. Non ci sono idee né progetti per ridurre una piaga sociale che rischia di diventare devastante per il futuro del paese. 6) Gli sfratti stanno dilagando, anche nelle città dove non è mai esistita l'emergenza abitativa. In moltissimi casi si tratta di “morosità involontaria” dovuta al licenziamento o alla perdita del lavoro in moltissime famiglie. 7) Stanno svendendo alle multinazionali straniere e per un piatto di lenticchie aziende strategiche come Telecom e Alitalia che dovrebbero essere servizi pubblici e beni collettivi e non società privatizzate in mano a speculatori. C'è qualcuno che ha il coraggio di dire che di fronte a tutto questo occorre rimanere zitti, fermi e buoni? Si! Sono i sindacati amici del governo come Cgil Cisl Uil, la Confindustria, le banche e l'Unione Europea che vogliono avere mano libera per rastrellare soldi da lavoratori e pensionati e destinarli ai grandi gruppi bancari, alle spese militari, alle multinazionali, ai “prenditori”.Ci sono quindi ottimi motivi per scioperare, scendere in piazza e farsi sentire, indicare altre priorità per i lavoratori, i disoccupati e i pensionati nel nostro paese.Venerdì 18 ottobre è SCIOPERO GENERALE. Fermiamoci per fermarli!

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