PADOVA, PROCESSO MARINA MILITARE: Importanti dichiarazioni dei consulenti tecnici del pubblico ministero dott. P.COMBA E M.SOFFRITTI: TUTTI I MILITARI DECEDUTI E/O AMMALATI presi in esame nel processo sono stati esposti ad AMIANTO, indipendentemente dalle mansioni svolte nelle navi e/o negli arsenali

Esclusivo Assodipro.  A cura di Patrizia SADOCCO,   Assodipro Padova

Si è celebrata, in data 2 ottobre 2017, un’ulteriore udienza del processo Marina 2 in cui è proseguito l’esame dei consulenti tecnici del P.M.

Gli esperti hanno affermato, senza alcun’ombra di dubbio, che tutto il personale imbarcato e in servizio presso le strutture arsenalizie  è stato esposto ad amianto.

Negli alloggi vi erano tubature coibentate in amianto che attraversavano anche la cuccetta dove i militari passavano la notte e i periodi di non attività di bordo, quando non erano in servizio; alle tubolature si sommavano le altre innumerevoli superfici e parti meccaniche ed elettromeccaniche che necessariamente presentavano coperture, rivestimenti, spessori, guarnizioni ecc. di/in amianto o in materiali contenenti amianto anche negli altri luoghi di vita all’interno della nave.

Nelle Unità Navali della Marina Militare Italiana, praticamente in ogni ambiente interno alle stesse, vi era una continua e massiva presenza di fibre di amianto aerodisperse.

I CONSULENTI HANNO RIFERITO CHE “…. per quanto attiene il personale imbarcato, l’esposizione ad amianto riguarda ambiente di lavoro e ambiente di vita, e si sommano i contributi derivanti da specifiche attività lavorative con quelli dovuti ad es. alla presenza di materiali contenenti amianto negli spazi adibiti ad alloggio del personale o comunque dove il personale trascorre importanti periodi di tempo” .

Ricordiamo che per i consulente tecnici le patologie ritenute causate da esposizione professionale ad amianto sono: 41 mesoteliomi e in 14 casi la durata dell’esposizione variava tra 1 e 6 anni e si trattava di marinai di leva, 10 casi di tumore al polmone e 19 casi di asbestosi; inoltre, ricordiamo che è in fase di indagine un nuovo procedimento penale c.d.Marina 3, che vede oltre cinquecento vittime dell’amianto nelle navi e negli arsenali della Marina Militare Italiana.

Al termine dell’udienza le difese degli imputati hanno chiesto al Tribunale di emettere una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato e per non certezza sul nesso di causa per una ventina di ammalati: il trascorrere del tempo potrebbe frustrare, ancora una volta, le aspettative di giustizia di decine di marinai.

Il processo è stato rinviato al 16 ottobre 2017 per la decisione del Tribunale sulla richiesta di dichiarazione di prescrizione dei reati e per l’esame dei consulente tecnici delle Parti Civili.

Riproduzione riservata.

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