Parà cantano inno fascista, inchiesta a Siena-Il video girato nel piazzale della caserma Bandini di Siena arriva allo Stato Maggiore:“In arrivo provvedimenti“. Chiari riferimenti al ventennio.

Tratto da redazione del  fattoquotidiano.it : “ Lo Stato Maggiore dell’Esercito apre un’inchiesta sui Parà che cantano l’inno fascista “Se non ci conoscete“. Quello che era cominciato come un gioco si è trasformato in un problema serio, perlomeno per lo Stato Maggiore che ha aperto un’indagine interna, i cui risultati saranno poi passati alla Procura militare o civile e, a quanto riporta La Repubblica, alcune teste potrebbero presto saltareSarebbero infatti numerose le proteste per il video, finito su YouTube, sui social network e pubblicato dal nostro sito, di una ventina di ragazzi in divisa fuori dalla caserma della Folgore, assieme anche ad alcuni civili (ci sono anche un anziano con il basco e una ragazza), che messi in cerchio intonano il canto mussoliniano. Bandiere rosse “per pulirsi il culo”, “botte in quantità”, “bombe a man e carezze col pugnal” e sul finale il saluto “A noi!”. Tutti chiari riferimenti al Ventennio che non sono sfuggiti ai vertici militari e sui quali quest’ultimo non appare disposto a passare sopra. E la punizione andrà ben oltre la ramanzina, pare infatti che,  potrebbe esserci la rimozione del comandante responsabile. 
Clicca qui per vedere il video di cantanti ” stonati” rispetto alla STORIA ed alla COSTITUZIONE che ha salde radici ANTI-FASCISTE

tratto da articolo di Giulio Corsi per il tirreno.it : “Una ventina di parà che cantano un inno fascista, “Se non ci conoscete”, molto gettonato anche dagli ultrà della Lazio. Lo fanno in circolo, dentro al piazzale della caserma Bandini di Siena, in un momento di relax, sicuramente fuori dall'orario di servizio. Una bravata finita male, perchè sull’episodio – filmato e pubblicato su You Tube – lo Stato Maggiore dell’Esercito ha aperto un’inchiesta, i cui risultati saranno poi passati alla Procura militare o civile (a secondo di quello che emergerà). A dirigere il coro, come si vede dal filmato ripreso con uno smartphone, è un anziano col basco amaranto e la divisa bianca. L'uomo è sempre ripreso di spalle ma si tratta di Santo Pelliccia, classe 1923, reduce della battaglia di El Alamein. Per individuare i protagonisti è stata immediatamente aperta un'indagine interna della forza armata. Lo confermano dalla sede del comando di brigata di Livorno, da cui arriva una condanna durissima verso l'episodio: “Un gesto stupido, che ci amareggia e ci mortifica, dando vita ad un'immagine che non ci appartiene e che col lavoro serio che portiamo avanti tutti i giorni, in Italia e all'estero, pensavamo cancellata – è il commento ufficiale affidato al maggiore Marco Amoriello, capo ufficio stampa della Folgore -. I primi ad essere danneggiati siamo noi, semplicemente perché non siamo quelli rappresentati in quel video. E' in corso un'indagine interna per individuare i responsabili e capire se tra questi ci sono eventualmente appartenenti alla forza armata. Se ci fossero saranno presi i provvedimenti del caso“. L'inno potrebbe essere stato filmato durante il 4° raduno nazionale della compagnia paracadutisti Condor, che si è svolto domenica 15 giugno a Siena, all'interno e all'esterno della caserma Bandini, con la partecipazione di oltre trecento ex paracadutisti provenienti da tutta Italia. Nel coro, oltre a strofe del tipo “Bombe a mano e carezze col pugnal”, anche un riferimento alla bandiera rossa, di cui si auspica l’utilizzo a fini di igiene intima, riprendendo e riadattando tra le innumerevoli versioni dell'inno quella che veniva utilizzata durante il ventennio dalle squadre di ritorno dalle spedizioni punitive.  

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