PENSIONI e ESUBERI NELLA P.A. e nella DIFESA. La pressione delle critiche mediatiche e quella dei Sindacati sul Ministro Mauro e sulla F.P. I Sindacati dei civili:"Senza riscontri, Mobilitazione.

DIFESA: MAURO INCONTRA CGIL, CISL E UIL SU RAZIONALIZZAZIONE  (AGI) – Roma, 30 lug. – “Sui testi dei decreti di razionalizzazione dello strumento militare registriamo i primi passi in avanti”.  Questo il commento di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa che fa seguito all`incontro di oggi con il titolare della Difesa Mauro Mauro.   “Dopo dieci giorni di pressing e di proposte ai tavoli tecnici  e politici, il ministro ha dato la disponibilità` a rimettere  mano agli schemi di provvedimento e si e` impegnato a portare  le modifiche alla verifica del Mef. I sindacati che nei giorni scorsi si erano mobilitati con forza per chiedere garanzie contro i posti di lavoro a rischio e per chiedere una riorganizzazione organica dopo anni di riforme mancate, esprimono parere positivo su tré punti fondamentali che verranno inseriti nei nuovi schemi  di decreto. In primo luogo, “le tutele finalizzate alla salvaguardia dei livelli occupazionali, al ricorso ai prepensionamenti, alla mobilita` verso altre pubbliche amministrazioni gestita  insieme al Ministero della Funzione pubblica“. Altro punto – sottolineano le federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil – riguarda la destinazione dei risparmi ricavati dalla razionalizzazione, che non finiranno solo al risanamento dei bilanci: “Una parte sarà` investita nelle strutture produttive dell`area tecnico industriale e in particolare nelle eccellenze come i poli di mantenimento, gli arsenali, le officine specializzate. Un`altra parte andrà` ai piani per la formazione e agli incentivi  per la produttività`”.  Terzo risultato, “le relazioni sindacali e il confronto con i lavoratori sarà` rafforzato in tutte le fasi di applicazione della riforma
“Si tratta di modifiche importanti sulle quali il ministro ha preso impegni precisi”, concludono i sindacati. “Verificheremo nei fatti. Se non ci sarà` coerenza siamo pronti a far crescere la mobilitazione”  ….  I COCER, NELL’INCONTRO CON IL MINISTRO, in caso di mancati , importanti ed indispensabili miglioramenti, “ prenderanno atto” o, cosa diranno per non apparire ancora come dei Sindacati Gialli ?  
Dipendenti pubblici in pensione con le regole pre-riforma Fornero
C’è un precedente a cui agganciarsi  parliamo dei circa 7000 pubblici dipendenti che grazie al decreto del governo Monti sulla spending review e alla circolare dell`allora ministro della Funzione Pubblica (e ora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) Filippo Patroni Griffi potranno scampare alla tagliola della legge Fornero in quanto considerati esuberi .  In altre parole, questi settemila «travet» considerati ufficialmente in soprannumero potranno andare in pensione con le vecchie regole più convenienti; sempre purché il diritto all`assegno, determinato da 40 anni di servizio o dalle quote di età e anzianità, scatti entro il 2014 (e quindi i requisiti siano centrati entro il 2013 )  In pratica, la spending review ha definito questo personale in esubero: se possono andare in pensione con le regole pre-Fornero, non solo smetteranno di lavorare, ma eviteranno pure il destino dei loro colleghi esuberi «non pensionabili». Che invece perderanno il posto, e per due anni avranno soltanto una indennità di mobilità che varrà più o meno la metà dell`ultimo stipendio. Una scappatoia davvero provvidenziale. A utilizzare questa scappatoia per liberarsi di personale che non serve più, di età più matura, e comunque di stipendi più elevati ci si sta appunto pensando. 
 
A cominciare dal ministro della  Funzione Pubblica Giampiero D`Alia, che ha iniziato a ragionare su ipotesi concrete. Anche perché come ovvio l`uscita verso la pensione e con età e trattamenti più favorevoli degli altri lavoratori colpiti dalla riforma del governo Monti – sarebbe un sistema di «licenziare» assai popolare. E comunque decisamente preferibile per i diretti interessati rispetto al dimezzamento dello stipendio. Due piccioni con una fava. Non è un caso che alla prima occasione utile si sia subito pensato di ricorrere alla scappatoia della circolare Patroni Griffi. È il caso della riforma della difesa, pudicamente definita «razionalizzazione dello strumento militare»Come noto, di fronte alla esagerata  dimensione delle FF.AA. sia il governo Monti che quello Letta hanno deciso di calare la mannaia. Varando un piano che prevede l`eliminazione di 1Omila  posti di lavoro per il personale civile della difesa e di ben 30mila posti di lavoro tra il personale militare, oltre l`eliminazione di oltre cento siti militari. Un processo che per la verità sarà molto graduale, visto che dovrà svolgersi di qui al 2024.
I sindacati, ufficialmente, non conoscono il piano. In realtà, qualche esponente di quel mondo ne ha scoperto l`esistenza solo al termine di una serata su una terrazza romana. Da un ministro si è sentito chiedere: «Ma che ne penseresti,se…».La risposta è stata secca: «È tema troppo serio per farci sopra un sondaggio. Fate una proposta e la esamineremo». Ma Enrico Letta non ne ha parlato durante l`incontro formale con Cgil, Cisl e Uil a Palazzo Chigi. L`argomento in questione è il pre-pensionamento degli statali.   Lo schema è stato messo a punto dalla Funzione pubblica e lo sta condividendo conia Ragioneria generale dello Stato. La strategia prevista è quella di usare come battistrada la circolare diffusa tré giorni fa ( PUBBLICATA SU ASSODIPRO ) sull`applicazione della spending review ai dipendenti pubblici. Che altro non è una reinterpretazione della legge Brunetta sul pubblico impiego. Prevede che i dipendenti «eccedenti» le piante organiche dei ministeri possano essere messi, in un primo momento, in mobilità e poi prepensionati. Con un particolare. Peri7mila statali che rientrano in questa fattispecie verranno  applicate le norme previdenziali precedenti alla riforma Fornero.  A cadere nella rete della circolare e della spending review saranno per primi i dipendenti civili del ministero della Difesa; che è stato uno tra i pochi dicasteri a segnalare un` eccedenza di personale ( nota di Assodipro : Grazie alla solerzia del Ministro tecnico ammiraglio Di Paola che sarà ricordato a vita per i pesantissimi tagli di personale ) . Con la previsione di ridurre del 20% le posizioni dirigenziali e del 10% quelle del personale. Ma a partire dal 2014. Questa circolare, però, ha l`obbiettivo di diventare una specie di cavallo di Troia della più ampia riforma che dovrebbe trovare spazio nella legge di Stabilità o in uno dei provvedimenti che la anticiperanno. Seguendo lo schema della circolare che introduce il principio del prepensionamento per i dipendenti pubblici, FUNZIONE PUBBLICA E MINISTERO DELL’ECONOMIA  stanno elaborando una proposta che – in stato embrionale – dovrebbe prevedere la possibilità di andare in pensione anticipata per chi ha compiuto almeno 58/60 anni d`età (la circolare per il personale in eccedenza prevede 65 anni e 40 anni di contributi). Mentre sarebbe ancora da definire il requisito minimo di contributi versati. In cambio, chi va a riposo anticipato si vedrebbe ridotto del 10% l`assegno. Secondo il conto annuale della Ragioneria generale dello Stato, i dipendenti pubblici con un`età compresa trai 55 e i 64 anni sono complessivamente 766.580: il 60 per cento sono donneLa soluzione, fortemente sostenuta dalla Funzione pubblica, trova resistenze dap arte dell`Economia: il ministero di Saccomanni non è certo dell`efficacia dei risparmi di spesa. Al contrario, Palazzo Vidoni ne è convinto; anche perché già diverse amministrazioni locali (come i comuni di Torino e Napoli)hanno chiesto misure in tal senso e in Parlamento una parte del Pd non vedrebbe male soluzioni di questo tipo. Che permetterebbe di sbloccare il turn over nella pubblica amministrazione e assumere giovani. Uno svecchiamento che, nelle intenzioni, dovrebbe anche favorire la produttività del comparto.

( Sintesi tratta da articolo “ di La Stampa – Dipendenti pubblici in pensione con le regole pre riforma Fornero – di Roberto Giovannini;  e Il Giornale – Statali da prepensionare, ecco il piano – di Fabrizio Ravoni) 


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