Pensioni. Tavoli separati Comparto Difesa e Sicurezza

Roma, domenica 18 Marzo 2012
L’altro Ieri doppio incontro, prima con i Rappresentanti di SMD ed a seguire con i Sindacati di Polizia, argomento all’ordine del giorno “Decreto di armonizzazione pensioni Comparto Difesa e Sicurezza” da emanarsi entro Giugno 2012.
Oramai siamo nel vivo della trattativa, i rimandi di questi anni sembrano giungere al capolinea.
L’Amministrazione Difesa (Generale Marsiglia) ha reso noto alle Rappresentanze CoCeR Interforze gli esiti degli incontri con i funzionari governativi del Ministero del Lavoro ed Economia. Nulla di nuovo per i più attenti lettori, i Sindacati di Polizia attraverso propri comu-nicati hanno già illustrato le proposte e le preoccupazioni in merito. Giusto per non farci mancare niente, riprendo le proposte del MEF:
– Limite di età 63 anni fino a fino al 2018 e successivo adeguamento in base alla speranza di vita;
– 42 anni Contributivo (Quota 96);
– Allineamento tra ARQ e Mobili-tà nel Pubblico Impiego;
– Riduzione delle “Supervaluta-zioni”, da 5 a 2 anni;
– Entrata in vigore del Decreto con decorrenza dal 1.1.2012;
– Sulle Penalizzazioni non è stato detto niente;
Inoltre, sembrerebbe che la volontà del Ministero del Lavoro sia di procedere nelle trattative in modo separato, Comparto Sicurezza da una parte e Difesa dall’altra. A seguire, Amministrazioni e Sindacati hanno tavoli divisi. Per il COCER non è previsto nulla, prende le notizie che gli passa SMD. Si tratta di una procedura insolita, però in perfetta linea con il gioco delle parti e con la norma.
Il “Governo Tecnico” ha nella sua natura di rispettare le prerogative di tutti, ascoltare le parti sociali, le amministrazioni ed in ultima analisi prendersi le responsabilità delle scelte. Non hanno un problema politico di elettorato. Fino ad oggi in tutti i provvedimenti contrattuali si è proceduto in modo anomalo, una sorta di Concertazione allargata al fine di evitare incongruenze e dare adito a spinte di separazioni del Comparto Sicurezza. La proposta dei ministeri rimette in discussione tante cose. Ad esempio, Carabinieri e Finanzieri in quali tavoli parte-ciperanno, restano nel carrozzone interforze?
E poi, il COCER INTERFORZE resterà escluso dal prosieguo dei lavori oppure SMD continuerà a fare da filtro riportando volta, volta gli esiti degli incontri con la componente governativa?
Il Comparto Difesa (amministrazioni/cocer EI, MM, AM) ha il problema della rivisitazione del Modello di Difesa, è possibile rivedere l’accesso al pensionamento senza tenere conto dell’allungamento dell’attività lavorativa? Accrescendo l’attività di servizio utile al pensionamento, c’è il rischio che gli esuberi diventino azzardati e non gestibili con l’esodo naturale.
Un “bel pacchetto” di proposte di cui ho già fatto una breve considerazio-ne nell’articolo precedente.
Dopo l’illustrazione di SMD sono seguiti vari interventi dei Delegati, compreso il mio. Questo episodio sarà la prova provata se l’Interforze (SMD) è qualcosa di concreto oppure un organi-smo tipo l’ONU, lento, inadeguato, in-gessato nei meccanismi e non in linea con i tempi. Teniamo conto che le spinte centrifughe di finanzieri e carabinieri sono antiche. Parzialmente superate nell’Arma nel momento che il Comandante Generale non proviene più dalle file dell’Esercito. Nella Finanza recen-temente è stato in parte mutuato il principio, il Comandante della GDF è designato a rotazione tra i Generali dell’EI e GDF. Con una differenza rispetto ai CC, la base dei Finanzieri non si sente rap-presentata all’interno di SMD.

Anche i poliziotti hanno le idee chiare, rivendicano una separazione netta del Comparto Sicurezza da quello Difesa. D’altra parte, hanno le loro ragioni, ci sono troppe differenze. Hanno visto sfiorire il Riordino delle Carriere a causa di una differente e inconciliabile struttura con le FF.AA., il Reclutamento che avviene attraverso il Comparto Difesa anziché direttamente, continue interferenze nella gestione della sicurezza sul territorio (strade sicure, operazione rifiuti..), persino la recente questione del blocco degli automatismi stipendiali, risolta con l’assegno “unatantum”, ha assorbito per grossa parte le risorse complessive a causa degli Uff.li delle FF.AA 7 volte in numero maggiore dei dirigenti poliziotti.
Di fronte a questa nuova prospettiva di separare i tavoli delle trattative, come si comporteranno Sindacati e le Ammi-nistrazioni del Comparto Sicurezza? Non c’è l’incognita di una deriva della specificità, di un’esigenza di autonomia e distinguo delle ragioni della propria attività?
Viceversa, il Comparto Difesa – Amministrazioni e CoCeR – avranno la capacità di affrontare in solitaria le ragioni della propria specificità? Soprattutto, quale Ruolo di parte sociale potrà giocare il CoCeR?
In questa occasione le ragioni poste in gioco sono di vitale importanza. Stiamo parlando di armonizzazione del modello pensionistico e di una Revisione totale del Modello di Difesa. E’ tempo di sciogliere questi dubbi. Per troppo tempo il Comparto Difesa ha vissuto di rendita, beneficiando delle trattative dei Sindacati di Polizia che a cascata si accodavano i carabinieri ed in ultimo si portavano le correzioni nelle FF.AA., l’elenco è lungo a proposito.
Nel frattempo ed in anticipo su tutti, i Sindacati (Siap, Coisp, Silp) hanno organizzato una manifestazione in risposta alle scandalose proposte del Governo. E il cocer?
Ferdinando Chinè

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