“ Piuttosto che tassare potremmo vendere la portaerei Cavour “ – “ I militari americani in Italia non pagano tasse per milioni di Euro “, le paghiamo noi.

Proprio  domani pomeriggio l’ Ammiraglio De Giorgi, vertice della Marina Militare , dopo Il Ministro  Difesa  Il  CSMD ed il capo di SME, proseguirà il ciclo di audizioni alle Commissioni Difesa Camera e Senato e sarà ascoltato. Visto che pochi giorni fa lo stesso ammiraglio chiedeva l’aggiornamento della flotta con ulteriori spese di 300-400 milioni a nave, chissà cosa penserà leggendo la rassegna stampa di oggi dove si trova, su Il Giornale,  un articolo di Paolo Granzotto dal titolo – Piuttosto che tassare e meglio vendere la portaerei Cavour – rispondendo ad un lettore che chiedeva come reperire risorse per evitare nuove tasse Granzotto, tra l’altro, scrive : “ Basterebbe vendere qualche pezzo d’ argenteria. Io comincerei a vendere la portaerei Cavour che ci è costata un Miliardo e 300 milioni e ci costa 200 mila euro al giorno quando naviga e 100 mila al giorno quando sta ferma in porto. A parte il fatto che imbarca aerei a decollo verticale vecchi come il cucco. L’unica missione operativa della Cavour è stata quella di portare aiuto ai terremotati  Haitiani , incombenza per la quale, anche un bambino lo capisce, non è esattamente quel che serve. Ora come ora la Cavour rischia di essere annoverata tra costosi natanti da parata”.  
Lo sapevate che “ paghiamo noi le tasse per le migliaia di militari americani ?” . 129 basi sparse sul territorio Italiano, da Aviano ai droni di Sigonella, basi inventate 60 anni fa per lo spauracchio della cortina di ferro. Maurizio Chierici su il Fatto Quotidiano, in un articolo titolato – Portaerei  Italia: quanto ci costano i marines – tra l’altro scrive : “ Militari e civili Usa, mogli , figli, godono di un regime fiscale privilegiato e comprano ogni ben di Dio senza pagare IVA . Non la pagano su servizi, bollette elettriche, dazi, sbarco e imbarco merci, circolazione veicoli, imposte di registro, bolli e soprattutto carburanti.  Sul pieno risparmiano il 60 per cento e la differenza esce dalle nostre tasche. Numeri imprecisi e segreti invalicabili custoditi dal Ministro delle Difesa. Nell’analisi degli esperti il calcolo sfiora i 2 miliardi di dollari mentre a vicenza il personale raddoppia. Negli Usa si diventa militari per vocazione e anche per soldi . Soldato arruolato da 6 anni prende 2.300 dollari al mese, un capitano 5.511 e sono stipendi per chi vive in America, all’estero raddoppiano. L’accordo con l’ Italia prevede contributi tra il 30 e il 40 % e buona parte del gruzzolo la paghiamo noi”.

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