A cura di Assodipro.
Di promesse dalla politica ne abbiamo ascoltate tantissime e prendiamo con molta cautela quella fatta dal Ministro D’Alia sul rinnovo dei Contratti dal 2015. Per ora, agli atti e di ufficiale, c’è un pesantissimo blocco delle retribuzioni fino al 31. 12. 2014 ( con l’ultimo rinnovo contrattuale che risale al biennio 2008/2009) con gravissime penalizzazioni economiche avute dai lavoratori pubblici, Comparto Sicurezza e Difesa in Primis. AL DI LA’ DELLE PROMESSE, Per ora, agli atti e di ufficiale c’è solo la “ vacanza contrattuale” per il periodo 2015-2017 . Migliaia di euro sottratti a lavoratori e famiglie che non saranno mai più recuperati con dolorose conseguenze anche a livello pensionistico. Blocchi di retribuzioni, anzianità, indennità congelate dal gennaio 2011 senza nessuna possibilità di recupero sono un prezzo pesantissimo che la politica ha fatto, e sta facendo pagare, a milioni di lavoratori pubblici. Leggere che l’IMU è stata una “ priorità “ rispetto ai rinnovi dei contratti fa accapponare la pelle anche considerando che la tassazione che la sostituisce è equivalente. Leggiamo anche che la Spending Review continuerà……(!)
Tratto da articolo del messaggero- D`Alia rassicura gli statali: «Finiti i sacrifici economici» – : ” Promessa: basta blocchi della contrattazione, nel 2015 i dipendenti pubblici avranno il tanto sospirato rinnovo. Intanto all`inizio del 2014 saranno avviati i tavoli per la parte giuridico-normativa. Tra introduzione del ruolo unico, flessibilità, mobilità interna, innesto di nuove forze, eliminazione degli enti inutili, lotta agli sprechi, l`universo del pubblico impiego in Italia cambierà volto: sarà più snello, efficiente, trasparente. Parola del ministro della Pubblica amministrazione Gianpiero D`Alia. La legge di stabilità è ormai in dirittura d`arrivo anche nel secondo ramo del Parlamento e per i dipendenti pubblici è rimasta “lacrime e sangue”. «Il blocco del contratto era stato già previsto e contabilizzato dal governo Monti. Non lo abbiamo deciso noi. Anche il blocco del turnover è una scelta ereditata» ( n.d.ass. contabilizzato da Monti ma legiferato dal Governo Berlusconi ) Chi vi impediva di modificare le norme ? «La scarsità di risorse: finanziare il contratto triennale del pubblico impiego significa mettere in bilancio 7 miliardi di euro. Noi siamo arrivati con il primo semestre già maturato. E servivano i soldi per la cig in deroga, abolire l`Ìmu, risolvere il problema degli esodati. Dovevamo scegliere le priorità. Ma è chiaro che questa situazione non può proseguire: nel 2015 vogliamo arrivare al nuovo contratto economico». Ne è sicuro? Perché allora prevedere nella legge di stabilità l`indennità di vacanza contrattuale per gli anni 2015-2017 ? «Abbiamo voluto semplicemente riconfermare il principio che l`indennità è sostitutiva del mancato rinnovo. È una maggiore garanzia. una tutela. Ma noi lavoriamo per fare il contratto. Sono d`accordo con chi pensa che il settore pubblico abbia già pagato abbastanza. E in ogni caso i risultati si stanno vedendo: il numero dei dipendenti, ad esempio, sta ampiamente nella media Uè. A fine anno saranno meno di tré milioni. Ormai resta poco da tagliare. Molto invece potrà fare la spending review. C`è ancora tanta strada da percorrere per innovare, migliorare la produttività, eliminare gli sprechi. Sarà molto importante il rinnovo della parte giuridico-normativa del contratto che vorremmo chiudere nel 2014. All`inizio del nuovo anno partiranno i tavoli con i sindacati. I quali però dovranno accettare la discussione per sole 4 aree e comparti, come prevede la legge Brunetta. È una condizione essenziale». Noi dobbiamo introdurre elementi di maggiore flessibilità nell`ambito dell`organizzazione del pubblico impiego». Ministeri affollati e sportelli al cittadino a corto di personale: da anni si parla di mobilità interna, senza risultati. Stavolta ce la farete? «La pubblica amministrazione è divisa in compartimenti stagni, con differenziazioni retributive e normative. Il passaggio da un`amministrazione a un`altra è considerato dal punto di vista giuridico come una nuova assunzione a tutti gli effetti. Un enorme ostacolo alla mobilità interna. È un sistema da cambiare. Dobbiamo andare verso il ruolo unico. Il problema è da risolvere al più presto. Entro fine dicembre sarà pronta la mappa delle nuove dotazioni organiche dei ministeri. Il personale in esubero sarà gestito con prepensionamenti e spostamenti presso altre amministrazioni. Nei primi mesi del 2014, tra febbraio e marzo, partirà il percorso di riorganizzazione. Per chi non accetta scatta il licenziamento. Confidiamo in soluzioni non traumatiche».

