PROPOSTA DI LEGGE d’iniziativa dei deputati: DURANTI,COSTANTINO,MELILLA,NICCHI,PIRAS,SCOTTO,ZAN. Disciplina della RAPPRESENTANZA SINDACALE personale delle FORZE ARMATE e corpi di polizia militare

ASSODIPRO APPOGGIA e CONDIVIDE la Proposta di Legge, presentata dai Deputati del Gruppo Sinistra Ecologia e  Libertà: DURANTI, COSTANTINO, MELILLA, NICCHI, PIRAS, SCOTTO, ZAN; che prevede la RAPPRESENTANZA SINDACALE per i Militari Italiani.   
Anno 2014 – Tratto dalla Proposta di legge n° 1993 : “ Nel 1999, la Corte costituzionale, investita del problema della legittimità costituzionale dell’articolo 8 della legge n. 382 del 1978, aveva dichiarato « non incostituzionale » il divieto per i militari di costituire associazioni professionali o sindacali. La stessa Corte, tuttavia, ribadiva nella sua sentenza come dovesse essere il legislatore a definire la disciplina associativa per i militari. La legittimità del divieto imposto ai militari di costituire associazioni professionali, almeno giuridicamente, è storia passata, in quanto superata dalla normativa europea. Alle fonti europee, infatti, è stata riconosciuta un’efficacia tale da prevalere non solo sulle leggi interne, ma anche sulle norme nazionali di rango costituzionale, mediante la diretta applicazione da parte dei giudici comuni
La svolta è avvenuta il 10 dicembre 2009, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Esso ha recato importanti modifiche all’articolo 6 del Trattato dell’Unione europea (TUE) sul rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini europei. Il paragrafo 1 del Trattato riguarda la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (Carta di Nizza). In particolare, al paragrafo 1 si afferma che: « L’Unione riconosce i diritti, le libertà e i princìpi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea del 7 dicembre 2000, adottata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati ». 
È a tutti evidente il diverso valore giuridico che viene ad assumere la Carta di Nizza a seguito dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il quale ha rafforzato la tutela all’interno dei singoli Paesi dei diritti fondamentali, attribuendo alla Carta di Nizza il medesimo valore giuridico dei trattati. La Carta di Nizza, acquisendo « lo stesso valore giuridico dei trattati », diviene diritto europeo e comporta tutte le conseguenze, in termini di prevalenza sugli ordinamenti nazionali
LA LIMITAZIONE ATTULMENTE IMPOSTA AI MILITARI ITALIANI DI “ non poter costituire associazioni a carattere sindacali o aderire  ad altre associazioni sindacali “ è in NETTO CONTRASTO con l’articolo 12 della CARTA DI NIZZA ( libertà di riunione e associazione ) dove è scritto : “Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà di associazione a tutti i livelli, segnatamente in campo politico, sindacale e civico, il che implica il diritto di ogni individuo di fondare sindacati insieme con altri e di aderirvi per la difesa dei propri interessi. LA PRESENTE PROPOSTA DI LEGGE SI PONE COME OBIETTIVO PRINCIPALE IL RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI SECONDO IL DIRITTO EUROPEO ANCHE PER IL PERSONALE MILITARE ALLA STESSA STREGUA DI QUANTO GIÀ AVVIENE IN ALCUNI PAESI DELL’UNIONE EUROPEA e, non ultimo, anche la Repubblica serba che, nonostante sia ancora alle prese con enormi difficoltà economiche per il recupero dell’apparato industriale distrutto dai bombardamenti della NATO del 1999, attua le riforme statali che chiede l’Europa per accedere alla candidatura per il suo ingresso nell’Unione, concedendo il sindacato autonomo all’esercito.
I proponenti vogliono partire dal citato quadro normativo, ormai giurisprudenza in Europa, per garantire anche in Italia che le istituzioni deputate alla difesa del sistema democratico, le Forze armate, siano parte integrante della stessa democrazia che difendono ai sensi della Costituzione .  
ARTICOLO 1 DELLA PROPOSTA DI LEGGE : Diritti Sindacali . In attuazione degli articoli 39 e 52 della Costituzione gli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare hanno il diritto di associarsi in sindacati. 2. Gli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare non possono iscriversi a sindacati diversi da quelli istituiti specificamente per il personale militare, né assumere la rappresentanza di altri lavoratori. 

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