RAPPRESENTANZA MILITARE RIFORMA E PROROGHE

A cura di Vincenzo Moccia ( membro comitato esecutivo Assodipro )

E’ sotto gli occhi di tutti “l’ingiustizia” che, governo e Parlamento, ha perpetrato nei confronti dei militari che “aspiravano” a subentrare agli attuali Coceristi “prorogati”.

La polemica, all’interno del mondo militare, divampa e gli epiteti, nei confronti dei militari rappresentanti, si sprecano: “prorogati, asserviti, venduti ecc.”- Premesso che ritengo ingiusto e inutile la proroga, addirittura per il secondo anno consecutivo, del mandato di un organismo elettivo; per quanto svuotato e sterile.

Ha ragione Alberto Tuzzi, primo socio fondatore di Assodipro, quando dice che se non si conosce la genesi o la storia delle cose, non si va da nessuna parte. Molti non sanno, infatti, che in questi trentasei anni di rappresentanza miliare molta acqua è passata sotto i ponti. L’acqua, come molti sanno erode, scava, si disperde in molti rivoli. Così è stato per la R.M. Essa, quando è nata, prevedeva un mandato di due anni e non immediatamente rieleggibili.

Con il settimo mandato è cominciata l’era delle proroghe, sia pure per pochi mesi e se non ricordo male, con l’abile maestria di un certo Albino Amodio. La motivazione fù di portare a termine il contratto, o qualcosa del genere. La cosa si è ripetuta con il nono mandato; nelle more, è stato avviato il discorso della rieleggibilità. Quindi, si è passato ad un mandato di quattro con la rieleggibilità per evitare, appunto, le proroghe. Il principio, o la ratio della rieleggibilità era quella di sottoporre, in primis, i delegati al “giudizio” degli elettori e poi la continuità dell’esercizio del mandato sulle cose in itinere. Purtroppo, questa ratio è stata resa nulla dai provvedimenti di proroga.

Detto questo, mi domando: “se non ci fosse stata la proroga i nuovi eletti cosa avrebbero fatto di diverso dai predecessori”? La risposta, almeno la mia, è: Niente, non avrebbero fatto niente di diverso. Si badi bene, non per incapacità, non per poca intelligenza, non per mancanza di obiettivi e proposte. Non avrebbero e non faranno niente di diverso per il semplice fatto che la rappresentanza militare non consente di fare niente. Oggi, con le proroghe, ha dimostrato di essere una “appendice” del ministero e degli Stati Maggiori. Non ha mezzi e, peggio ancora, non ha indipendenza. Pertanto, non mi straccio le vesti per questa proroga; anzi, la utilizzerei come “memoria” giuridica da portare alla corte di Strasburgo per dimostrare con l’ennesimo atto dell’inutilità della rappresentanza militare.

Sotto l’aspetto politico, invece, la utilizzerei con quelle forze politiche (se ci sono), per la riforma di questo Organismo abrogando l’art. 1475 del codice dell’ordinamento militare sostituendolo con il seguente: “ art. 1475 gli appartenenti alle forze armate hanno il diritto di associarsi in sindacati. Essi non possono iscriversi a sindacati diversi da quelli del personale delle forze armate né assumere la rappresentanza di altri lavoratori. Gli appartenenti alle Forze Armate, fuori dell’orario di servizio, possono tenere riunioni anche in divisa: a) in locali di pertinenza dell’amministrazione, messi a disposizione dalla stessa, che fissa le modalità d’uso; b) in luoghi aperti al pubblico. Possono tenersi riunioni durante l’orario di servizio nei limiti di dieci ore annue. Come si può notare, è la copia, opportunamente modificata, dell’art. 82 della legge 1° aprile 1981 n. 121 che, per motivi di opportunità, si riporta qui sotto. “Articolo 82. Diritti sindacali Gli appartenenti alla Polizia di Stato hanno diritto di associarsi in sindacati. Essi non possono iscriversi a sindacati diversi da quelli del personale di polizia né assumere la rappresentanza di altri lavoratori. Gli appartenenti alla Polizia di Stato, fuori dell’orario di servizio, possono tenere riunioni anche in divisa: a) in locali di pertinenza dell’amministrazione, messi a disposizione dalla stessa, che fissa le modalità d’uso; b) in luoghi aperti al pubblico. Possono tenersi riunioni durante l’orario di servizio nei limiti di dieci ore annue. I dirigenti della Polizia di Stato hanno facoltà di fissare speciali modalità di tempo e di luogo per il loro svolgimento. Come si evince, non c’è bisogno di strane alchimie all’esame delle commissioni. Un caro saluto.

Vincenzo Moccia

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.

Militariassodipro.org
Vuoi le nostre news nella tua casella di posta?

Iscriviti alla nostra mailing list per ottenere informazioni interessanti e aggiornamenti.

Grazie per la sottoscrizione.

Qualcosa è andato storto.