Giachetti PD:mezzo miliardo di tagli alla Difesa, Cancellazione dell'ausiliaria, stop ai richiami in servizio, via i cappellani militari. Eliminazione delle spese relative alla missione dei CoCeR

Una serie di proposte per tagliare alcune voci nel settore delle spese militari: le ha presentate oggi il vicepresidente della camera Roberto Giachetti (Pd), assieme a Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti dei militari e forze di polizia. «Interventi che possono portare a un risparmio di circa 500 milioni strutturali l’anno», ha spiegato Giachetti. Ecco le misure: -Incentivi a piloti e controllori, eliminazione delle disposizioni che nel 2000 e nel 2003 avevano introdotto i premi di rafferma per evitare l’esodo dei piloti militari e dei controllori militari del traffico aereo verso le compagnie aeree e l’Enav che garantivano trattamenti economici più elevati. –Eliminazione delle spese relative alle indennità di missione dei membri dei consigli della rappresentanza militare. I membri dei consigli fruiscono del trattamento di missione intero o forfettario nella misura di 110 euro/giorno a differenza del restante personale che per disposizioni per il contenimento della spesa è obbligato a fruire di vitto e alloggio a carico dell’amministrazione. –Eliminazione dell’attribuzione agli ufficiali delle Forze armate e gradi equiparati e forze di polizia del trattamento economico previsto per i colonnelli/primo dirigente al compimento di 13/15 anni di servizio e di brigadiere generale/dirigente superiore con 23/25 anni di servizio, pur non rivestendo il relativo grado o funzione detta anche “omogenizzazione stipendiale”. Contestuale attribuzione dell’assegno funzionale previsto per gli ufficiali provenienti dai ruoli inferiori. –Eliminazione delle promozioni al grado superiore alla vigilia del collocamento in congedo. Le cosiddette “promozioni alla vigilia” attribuiscono benefici economici al personale in servizio per un solo giorno con effetti di natura pensionistici. -Eliminazione del trattamento di ausiliaria riservato al personale militare. La posizione di ausiliaria è una particolare posizione giuridica afferente lo status militare alla quale accede il personale militare che abbia raggiunto il limite di età previsto per il pensionamento in ciascuna arma, ciascun ruolo e ciascun grado e può essere chiamato a prestare servizi che non siano riservati, da disposizioni di legge o di regolamento. Al personale transitato nella posizione di “ausiliaria” è corrisposta una indennità economica. Al militare in ausiliaria compete, in aggiunta al trattamento di quiescenza, una indennità annua lorda, pari al 70 per cento della differenza tra il trattamento di quiescenza percepito e il trattamento economico spettante nel tempo al pari grado in servizio dello stesso ruolo, e con anzianità di servizio corrispondente a quella effettivamente posseduta dal militare all’atto del collocamento in ausiliaria. –Eliminazione delle norme che permettono i richiami in servizio del personale militare. Dallo stato di previsione per la Difesa per l’anno 2011 risultano essere stati richiamati in servizio 187 ufficiali, 4 marescialli, 1 sergente. Il personale richiamato gode del trattamento previsto per il grado/livello di quello in servizio permanente effettivo. –Eliminazione del trattamento economico a carico dello Stato per il personale religioso operante nell’ambito delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinariato militare. Con l’intesa fra il Ministro dell’Interno e il Presidente della Conferenza episcopale italiana, firmata il 9 settembre 1999 e resa esecutiva con D.P.R. n.° 421 del 27/10/1999, si stabiliscono le modalità per assicurare l’assistenza spirituale al Personale della Polizia di Stato di religione cattolica. In particolare gli articoli 12 e 13 stabiliscono che il trattamento economico riconosciuto ai “Cappellani” sia corrisposto dal ministero dell’Interno. La Polizia di stato ha in organico circa 124 Cappellani. Secondo  Giachetti e Comellini quanto fino a qui illustrato se realizzato permetterebbe di ottenere immediati risparmi strutturali per oltre 500 milioni all’anno, circa un miliardo se consideriamo anche la proposta riguardante gli immobili della difesa da utilizzare per il ricollocamento degli uffici e caserme delle Forze di polizia e vigili del fuoco, fino ad arrivare a circa 5 miliardi complessivi nell’ipotesi di una completa unificazione delle Forze di polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, polizia penitenziaria, Corpo forestale dello Stato).
Tratto da europaquotidiano.it

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