“Riordiniamo le forze dell’ordine”

Le incertezze e le insicurezze che si sono prodotte con il processo di ristrutturazione capitalistica (particolarmente pesante a partire dalla metà degli anni 80) hanno alimentato la richiesta di ordine attraverso il modello classico della destra: repressione ed emarginazione.

Molte cose sono cambiate nel nostro Paese, ma l’ordinamento di pubblica sicurezza è rimasto quello di prima. Anzi, sono aumentate le deleghe ai privati nell’esercizio di forme di vigilanza che hanno anticipato e accompagnato la pratica della sussidiarietà.

L’Italia rimane il Paese in Europa con il più alto numero di corpi di polizia e con il più alto numero di addetti a questi compiti.Cinque Polizie con dimensione nazionale (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Penitenziaria) e numerosi corpi di carattere locale (Polizia Municipale e Polizia Provinciale) ai quali si aggiungono l’Enpa (Ente nazionale protezione animali), le Guardie Giurate (con un ruolo sempre più grande di alcune aziende con carattere nazionale) e le Capitanerie di Porto (alle dipendenze del Ministro dei Trasporti e Marina mercantile).

In totale oltre 600.000 uomini (e donne) regolarmente autorizzati al porto d’armi, dotati di navi, aerei, elicotteri, mezzi blindati, camion e autovetture e sofisticatissime dotazioni tecnologicamente avanzate, per una popolazione che raggiunge a mala pena i 60 milioni.

Gran parte di questo personale svolge però attività che potrebbero essere svolte da normali dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Contemporaneamente si sono aggiunte alle tradizionali forme di criminalità, nuove forme di criminalità.

L’Italia rimane il Paese in Europa che ha più alto il livello di morti e infortunati sul lavoro, ha il più alto livello di evasione fiscale, l’utilizzo delle moderne tecnologie garantisce meno la riservatezza personale, esiste un elevatissimo numero di minori addetti alle attività lavorative, periodicamente si scoprono (sempre più spesso) forme e fenomeni di schiavismo. Forme inquietanti di controllo a distanza dei rapporti sociali e dell’attività individuale possono essere (sono) realizzate con le nuove tecnologie.

Le note che seguono sono un parziale compendio della situazione sino ad ora conosciute.

In Italia esistono forze di polizia private, di polizia locale, statale, a ordinamento civile e a ordinamento militare, dipendenti da amministrazioni diverse, militari,

Iniziamo con le polizie private.

Anche se il termine è inusuale ,oggi-a diversità del passato- siamo di fronte a corpi di vigilanza privata con migliaia di addetti dipendenti da società private e para-pubbliche che offrono ai privati e agli enti pubblici e para-pubblici (banche, supermercati, stadi, condomini, edifici pubblici, industrie pubbliche e private, ecc.) i loro servizi a pagamento.

Polizie Locali o Municipali (denominazione che varia da Regione a Regione)

Sono gli storici Vigili Urbani a cui vanno oggi aggiunte le Polizie Provinciali, dipendenti pubblici a ordinamento civile. Dipendono da Comuni singoli o associati e dalle Provincie. Sono circa 110.000 la maggior parte dei quali collocati nelle grandi Città.

Polizie Statali a ordinamento civile

In questo capitolo vanno collocate la Polizia di Stato (circa 120.000 addetti) dipendenti dal Ministero degli Interni, la Polizia Penitenziaria (circa 40.000 addetti) dipendenti dal Ministero di Grazie e Giustizia, il Corpo Forestale dello Stato (circa 20.000 addetti) dipendenti dal Ministero delle Risorse agro-alimentari (ex Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste) da non confondere con i forestali, operai dipendenti dalle Regioni (la maggior parte in Calabria) addetti ad opere di ri-forestazione e di manutenzione delle foreste pubbliche.

Polizie Statali a ordinamento Militare

Qui si collocano l’Arma dei Carabinieri (4° corpo militare) con circa 120.000 addetti, dipendente dal Ministero della Difesa , il Corpo della Guardia di Finanza (circa 70.000 addetti) dipendente dal Ministero delle Finanze , le Capitanerie di Porto ( circa 3000 addetti) dipendenti dalla Marina Militare e dal Ministero dei Trasporti

Militari

Oltre a Carabinieri, Guardia di Finanza e Capitanerie di Porto , l’articolazione militare ricomprende

l’Esercito (in via di riduzione) composto da circa 190.000 addetti (la maggioranza sono Sottufficiali e Ufficiali), la Marina Militare e l’Aeronautica Militare dipendenti dal Ministero della Difesa.

In ognuno dei Corpi di Polizia e dei Corpi Militari sono occupati civili sia con stato giuridico operaio che impiegatizio.

Polizie private

Sono le guardie giurate (semplici e particolari) che vengono addetti alla vigilanza del patrimoni nei grandi complessi industriali (vedi FIAT, Telecom, Enel, ecc. ) cui viene applicato il CCNL di riferimento della categoria dell’azienda presso cui sono assunti. I loro compiti sono regolati sia dal CCNL che dalla Legge 300 del 20-5-1970.

Davanti alle Banche, per il trasporto di valori, negli stadi e in molte altre situazioni vengono impiegate guardie giurate di società private che con un Contratto eseguono le prestazioni richieste dal committente.

L’autorizzazione all’esercizio di vigilanza privata viene rilasciato dalla Prefettura, così come la funzione di guardia giurata è rilasciata dalla Prefettura. Nella maggioranza dei casi la loro attività si svolge con l’ausilio di un armamento leggero e corto (pistola).

Difficile una quantificazione esatta. Sono poco sindacalizzati. In alcuni casi viene applicato il CCNL del Commercio, in altri casi vengono retribuiti con un tariffario stabilito dalle Prefetture.

Gran parte di loro proviene dai corpi di Polizia.

Non hanno uno stato giuridico preciso

Polizie Locali

Così sono denominati in Lombardia attraverso una Legge regionale che ne stabilisce ,funzioni, limiti, addestramento, vestiario, nonché loghi delle autovetture, mentre la Legge nazionale nel stabilisce lo stato giuridico e l’armamento, mentre spetta ai Comuni il regolamento di Polizia e le varie specialità (annonaria, pronto intervento, vigilanza al patrimonio Comunale ,ecc.)

Fra di loro vi sono agenti e ufficiali di Polizia Giudiziaria, autorizzati dalla Prefettura , e quindi con la possibilità di essere anche a disposizione della Magistratura per le indagini.

Il Sindaco è il responsabile del loro operato. Normalmente-ma non perché previsto dalla legislazione-mantiene rapporti con la locale stazione dei Carabinieri e, ove esiste, con il Commissariato.

Il CCNL di riferimento è quello deli Enti Locali anche se vi è una tendenza espressa da sindacati autonomi per essere sottoposti al CCNL della Polizia di Stato (dipendenti statali del comparto sicurezza e difesa).

Possono accedere alle banche dati della Motorizzazione civile ma non a quelli specifici delle singole forze di polizia nazionale.

Il loro stato giuridico vale solo nell’ambito del territorio comunale da cui dipendono.

A Milano le cose sono peggiorate con la gestione De Corato in qualità di Assessore alla Sicurezza e da cui dipendeva la Scuola di addestramento per le Polizie Locali di tutta la Regione.

Sono dotati di arma leggera corta.

Una quota di assunzioni è riservata agli ex volontari in ferma breve provenienti dai corpi militari.

I Consiglieri Comunali possono chiedere di visitare i luoghi di lavoro delle Polizia Locale e parlare con gli stessi operatori della Polizia Locale

Polizie Statali a ordinamento civile

Sono quelle che hanno ottenuto all’inizio degli anni ’80 la smilitarizzazione grazie ad un azione politica e sindacale che CGIL-CISL e UIL di allora fecero sia sui Partiti, sul Governo e sul Parlamento (fù proclamato anche uno sciopero generale di 1 ora dei lavoratori per convincere le autorità della necessità della loro smilitarizzazione).

Non sono inquadrati quindi nel Codice Penale Militare anche se alcune di queste forze mantengono il vecchio Regolamento di Disciplina Militare.

Polizia di Stato

L’Autorità di Pubblica Sicurezza è il Questore, nominato dal Governo su proposta del Ministero degli Interni dopo che il Capo della Polizia ha passato il parere del nulla osta.

Il Questore ,in quanto APS, può chiedere al Prefetto l’utilizzo di altre forze di polizia (Penitenziaria, Corpo Forestale, Guardia di Finanza Carabinieri e dove esistono, Capitanerie di Porto) per compiti di ordine pubblico (Reparti Mobili di PS ,Battaglioni dei Carabinieri, Gruppi speciali della GdF e CFS, nonché della Penitenziaria). Li abbiamo visti tutti all’opera a Genova nel 2001.

Agenti, Appuntati e Ispettori della Polizia di Stato sono quasi tutti agenti o ufficiali di Polizia Giudiziaria. Svolgono tutti le funzioni di Polizia generale.

Sono strutturati in territorialità (Questure, Commissariati ,ma anche alcune funzioni centrali quali DIA, Interpol, ecc.) e specialità (ferroviaria, stradale, postale e comunicazioni ,aereoportuale, di frontiera, scientifica) e specializzazioni (anti-rapina, anti-droga, cinofili, elicotteristi, investigativa, passaporti, stranieri, ecc.)

Presso ogni Provincia è istituito il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico convocato e coordinato dal Prefetto ,cui partecipano, oltre ai comandanti provinciali delle forze di polizia ed il Questore, anche il sindaco della città capoluogo.

Ogni Provincia ha una Questura, con il Questore e diversi Vice-Questori, nonché il Capo di Gabinetto, autisti e attendenti.

A loro volta sono suddivise in Commissariati di quartiere e nelle medie città vi è il Commissariato .

La smilitarizzazione ha aperto la strada della sindacalizzazione ma senza il diritto di sciopero. Negli anni il SIULP, unico sindacato riconosciuto, si è andato frantumando per l’opera delle forze di destra (che hanno sempre inviso sia la smilitarizzazione che la sindacalizzazione).Oggi la sindacalizzazione (quasi l’80% degli agenti e ispettori è iscritta ad uno dei circa 10 sindacati presenti nella Polizia di Stato) più che essere indirizzata ad una vera contrattazione (termine non usato nel settore) rivendicando anche il diritto di sciopero (come esiste in molti Paesi dell’ UE) viene usata per operazioni “lobbistiche” e di “cordata” al servizio di quella frangia di poliziotti o al servizio di quel candidato ad un incarico superiore.

Continuano ad esistere i Cappellani e sempre più si assiste ad una strisciante tendenza alla rimilitarizzazione.

Con diverse battaglie civili volute dai parlamentari progressisti, da anni sono reclutate in Polizia le donne, che hanno raggiunto anche incarichi ragguardevoli.

Le Forze della Polizia di Stato sono utilizzate anche per missioni all’estero e per i servizi segreti.

Preferiscono il rapporto con i parlamentari attraverso i quali cercano di avere rapporti con il ministro competente e per fare interrogazioni parlamentari.

In Lombardia sono collocati circa 11-12.000 addetti.

I Parlamentari non hanno necessità di comunicare al Ministero degli Interni la decisione di far visita ai reparti della Polizia di Stato, ma serve solo un preavviso al Questore.

Polizia Penitenziaria

Addetta in prevalenza alle carceri civili ed alla traduzione dei detenuti civili, prestano servizio anche presso le sedi dei Tribunali, ove sono presenti anche i Carabinieri.

Nelle carceri vivono a diretto contato con i detenuti.

In Provincia di Milano sono addetti a tre carceri (San Vittore in Città, Opera e Bollate)

Anche fra di loro è forte la presenza di sindacati autonomi. Sono sotto-organico.

Non hanno compiti di polizia generale, ma sono tenuti, in caso di violazione della Legge ad intervenire.

Hanno il medesimo CCNL della Polizia di Stato.

Sono armati con armamento leggero corto e lungo.

I Consiglieri Regionali possono entrare nelle Carceri per parlare sia con i detenuti che con gli addetti alla loro custodia.

Corpo Forestale dello Stato

Operano prevalentemente in zone Agricole e Forestali, e sono specializzati in reati contro l’ambiente.

Pur dipendendo dal ministero delle risorse agro-alimentari non hanno funzioni di vigilanza sugli alimenti.

Nel recente passato vi è stato più di un tentativo di sciogliere il Corpo in quanto corpo nazionale e farlo diventare Polizia Regionale, con la scusa che agricoltura e foreste sono ormai di competenza regionale, in realtà anche alcuni Presidenti di Regione volevano diventare “sceriffi” con a disposizione una loro forza di polizia. Fino ad ora il tentativo è stato respinto.

Viene applicato il CCNL del settore sicurezza dei dipendenti statali.

Polizie Statali a ordinamento militare

Come già detto in precedenza l’Italia è uno dei pochi Paesi dell’UE ad avere corpi di polizia a ordinamento Militare. Oltretutto non c’è ne è uno solo ma ben tre di cui uno con compiti di polizia generale (i Carabinieri) e due di polizia specialistica (Guardia di Finanza e Capitanerie di Porto).

In quanto militari sono sottoposti al Codice Penale Militare oltre che al Codice Penale Civile.

L’Arma dei Carabinieri è il corpo di polizia più antico in Italia. Svolgevano e svolgono anche compiti di polizia militare presso tutti i corpi militari e presso i tribunali militari e le carceri militari.

Sono sottoposti al Comando del Generale Comandante dei Carabinieri che mentre prima era un alto ufficiale proveniente dall’Esercito ora la Legge ne stabilisce l’esclusività dall’Arma stessa.

Sono il corpo di polizia più diffuso territorialmente (4.800 stazioni dei Carabinieri) ed hanno compiti in tutti i settori, là dove anche la Polizia di Stato ne è esclusa (ad esempio la sicurezza dei consolati e ambasciate italiane all’estero è affidata ai Carabinieri, i Nuclei Antisofisticazione quelli dei Beni Culturali ed altri settori ancora).L’unico compito dal quale per ora sono esclusi è la sicurezza sulle Autostrade, affidata unicamente alla Polizia di Stato, specialità stradale.

Ma per il resto sono ovunque ,in Italia come nelle missioni all’estero .Sono in prevalenza nei Servizi Segreti e prima di essere poliziotti sono militari, educati a morir tacendo.

Hanno banche dati che neppure la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza messe assieme si sognano. Le migliori tecnologie sono a loro disposizione.

Hanno armamenti di ogni tipo.

Sono organizzati in Stazioni e Compagnie, Comandi Provinciali(da cui dipendono le Stazioni e le Compagnie),Comandi regionale e Inter-regionali, hanno unità navali, elicotteri ed areoplani, mezzi pesanti.

Sono presenti con compiti di vigilanza e “intelligence” nelle industrie che forniscono armi e mezzi militari.

Viene applicato il CCNL comparto sicurezza, perché migliore di quello del comparto militare.

In Lombardia sono presenti con circa 12-13.000 unità

In quanto militari non hanno diritto ad avere un loro sindacato, ma solo rappresentanze militari (COBAR,COIR e COCER) che non hanno poteri solo consultivi, e solo se il comandante cui fa riferimento la struttura di rappresentanza militare decide di passare ai livelli superiori l’istanza.

Possono, come tutti i militari, iscriversi ai Partiti politici. Ogni tanto qualche Generale manda in giro circolari che tendono ad intimidire quei carabinieri che vorrebbero approcciarsi alla politica militante, ma su questo, per la verità, gli organi di Rappresentanza Militare sanno ribattere con precisione.

Non avendo un sindacato, come se pur debolmente l’hanno le Polizie a ordinamento civile, devono solo subire le angherie dei superiori ed avere trattamenti peggiorativi dei loro colleghi della Polizia di Stato che svolgono il medesimo servizio( ad esempio i servizi di Commissariato alla sera e nei festivi sono chiusi, mentre i servizi delle Stazioni e delle compagnie dei Carabinieri no, oppure dopo un certo numero di ore di servizio in ordine pubblico i Reparti Mobili della Polizia di Stato hanno la rotazione mentre i Battaglioni dei Carabinieri iniziano e finiscono il servizio senza rotazione di personale).

Attualmente sono in corso un paio di processi presso i Tribunali Militari (esiste un CSM militare che ha sede presso il Ministero della Difesa ,i Tribunali Militari-dopo anni che è stata sospesa la leva-sono stati ridotti nel 2007 a tre per tutto il territorio nazionale e i magistrati militari-che provengono però tutti dalla Magistratura ordinaria e sono in quella collocazione temporaneamente-sono stati ridotti da 151 a meno di 50,anche se i processi che si svolgono nei tribunali militari non sono che una decina all’anno) contro Sott’ufficiali dei Carabinieri accusati di aver messo in piedi delle associazioni (che possono essere autorizzate solo dal Comando Generale) con lo scopo di fare attività sindacale, nonostante esista una direttiva europea che consente ad ogni cittadino europeo di organizzare una qualsiasi associazione in qualsiasi Paese dell ‘UE e questa deve essere riconosciuta da tutti gli Stati Membri. Ma per gli alti comandi dei militari italiani i siti militari sono extra-territorialità e i militari italiani sono degli extra-comunitari senza diritti.

Per far visita ai militari e parlare con loro nelle caserme e nei siti militari(Carabinieri e tutti gli altri) occorre essere Parlamentare e preavvisare almeno 48 ore prima ,tramite il Ministero della Difesa, il luogo che si intende visitare e le modalità di rapporto con i militari (con o senza il comandante).

Corpo della Guardia di Finanza ,nato come corpo civile addetto al controllo doganale, diviene militare con l’avvento del regime fascista e solo negli anni’80 nasce un movimento d’opinione (i radicali tentarono anche un referendum) per la smilitarizzazione del Corpo.

Il problema viene posto tutt’ora da diverse associazioni di Finanzieri (FICIESSE venne riconosciuta dal Ministero delle Finanze grazie ad un istanza presentata dall’allora capo-gruppo del PRC Giordano) e dai settori più progressisti della politica.

L’attuale forza organica del Corpo è di 3.221 Ufficiali., 23.602 Ispettori., 13.500 Sovraintendenti. e 28.607 Appuntati e Militari.

Le loro funzioni sono andate via via cambiando con l’abolizione delle frontiere fra i diversi Paesi dell’UE .Attualmente la guardia di frontiere viene svolta al confine della Svizzera (dove troviamo nel medesimo posto di frontiera sia il Finanziere, sia il Carabiniere sia l’Agente di Polizia dello Stato) nei porti all’attracco dei navigli provenienti da Paesi extra UE (ed anche qui lo scenario è uguale alla Svizzera) e negli aeroporti ( idem come prima).

Sono organizzati in Brigate, Compagnie, Comandi Provinciali e Regionali, oltre che ad un Comando Generale a Roma.

Svolgono operazioni di pattugliamento e soccorso in mare, di soccorso alpino, sono dotati di mezzi navali, aerei, elicotteri ed armamento semi pesante. Possono essere adibiti a servizi di ordine pubblico ma le loro attività prevalenti sono rivolte al contrasto verso la violazione dei Tributi e al controllo delle importazioni (normativa CE) provenienti dai Paesi extra UE.Come gli altri addetti ai corpi di Polizia sono anche agenti e ufficiali di Polizia Giudiziaria.

Viene applicato il CCNL comparto sicurezza

Sono i più combattivi nel chiedere il diritto alla sindacalizzazione e partecipano alle manifestazioni organizzate dai sindacati delle polizie a ordinamento civile .

Come per i Carabinieri, le prerogative per i rapporti politici sono dei Parlamentari.

Capitanerie di Porto

Di loro abbiamo poche informazioni poiché poche sono state le occasioni di incontro.

Sono militari della Marina che però hanno una dipendenza funzionale dal Ministero dei Trasporti.

Il loro COCER, a differenza di quello della Marina Militare ,di quello dell’Esercito e dei Carabinieri, è sempre stato per la sindacalizzazione.

Questa posizione, condivisa con quella della Guardia di Finanza, deriva dal fatto che sono più a contatto con le forze di polizia a ordinamento civile che hanno appunto una parvenza di sindacato, ma a differenza dei COCER, hanno molta più autonomia di giudizio, di organizzazione e di iniziative di protesta.

Gli unici refrattari ad un discorso di sindacalizzazione è il COCER de i Carabinieri . Per loro , uomini e donne d’ordine, il sindacato è disordine e quindi all’opposto della loro formazione ed addestramento.

Ma andando nelle caserme dei Carabinieri, dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare (altra arma favorevole alla sindacalizzazione) la “base” è di orientamento diverso.

Per tornare alle Capitanerie di Porto, la loro situazione è la più disordinata, in quanto sono militari (Ministero della Difesa), svolgono solo compiti di polizia marittima e prendono le direttive dal Ministero dei Trasporti e dal Questore della Provincia (Ministero degli Interni).

MILITARI ESERCITO,MARINA E AERONAUTICA

Probabilmente non basterebbe una enciclopedia per descrivere la situazione dei Militari (comprese quelle delle polizie a ordinamento militare)

La nostra Costituzione dedica poche righe ,ma importanti e significative al tema:

Art 11 “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

Art. 52. “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici. L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.”

Quindi si informa allo spirito ordinamento democratico :Ma è proprio così? Se andassimo a vedere nel dettaglio le cose ,in molti aspetti, sono esattamente inversi.

Prendiamo la questione sindacale. La Legge istitutiva delle Rappresentanze Militari della fine anni ’70 (costata a molti militari prigione ed espulsione dalle Forze Armate) vieta la costituzione di organismi sindacali “Art. 39. L’organizzazione sindacale è libera…” Art. 29.” Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare. “ ma se il comando stabilisce il trasferimento ad altra sede del militare (cosa che avviene molto di frequente) non c’è più il diritto del codice civile che per stabilire il domicilio occorre la decisione comune dei coniugi. Tant’è vero che fra i militari le separazioni e i divorzi hanno un indice di frequenza molto più elevato rispetto ad altri gruppi sociali.

Anche altri aspetti sono regolarmente messi in discussione.

Le Forze Armate saranno sottoposte, dopo la loro riorganizzazione effettuata all’inizio degli anni ’90 (sospensione della leva con riduzione del 70% delle forze di truppa semplice nell’Esercito, spostamento delle forze strategiche dai territori dell’est d’Italia-frontiera jugoslava- con la dismissione di decine e decine di caserme ora in decadenza o passate-poche-agli enti locali -,cambiamento dei sistemi d’arma, maggiore integrazione nel dispositivo NATO ) ad un ulteriore razionalizzazione (l’attuale Ministro della Difesa-per la prima volta nella storia della Repubblica- è un militare, l’Ammiraglio Di Paola, che ha lasciato l’incarico di Capo del Comitato militare della NATO).

Le Forze Armate italiane sono sempre state isolate dal contesto sociale nazionale (il che ha anche favorito i tentativi ”golpisti” di alcune gerarchie militari),con una situazione giuridica e sociale completamente autarchica (case riservate ai militari di professione, alberghi riservati agli alti ufficiali e loro famiglie-le cosiddette “basi logistiche”- stazioni termali, ospedali, sistema di trasporto da casa alle caserme effettuato solo con mezzi militari, anche spiagge marine, sistema giudiziario, sistema previdenziale, ecc).

Siamo l’unico Paese dell’UE dove la meteorologia è riservata alle strutture militari (aeronautica)

Ora però scoppiano contraddizioni:

I militari volontari in ferma breve (sia di truppa che ufficiali) vivono la precarietà della loro condizione-dopo pochi anni, a seconda se ferma breve o ferma prolungata, vengono mandati a casa a riprendere la condizione di disoccupati-la maggioranza di loro proviene dalle Regioni del Mezzogiorno d’Italia- mentre gli alti ufficiali, diciamo dai Colonnelli in su, continuano a godere di privilegi assurdi.

Quelli che vengono trasferiti da un territorio all’altro, se non vivono in caserma, devono trovarsi una casa in affitto, dopo che sono state vendute per fare cassa le case del Ministero della Difesa, con costi, nelle grandi città, insostenibili per i loro redditi-come per tutti i lavoratori dipendenti, mentre le alte gerarchie continuano ad avere alloggi principeschi, pagati dalla Amministrazione e quando vengono trasferiti hanno il trasloco e l’ammodernamento e risanamento dell’alloggio a carico dell’Amministrazione .Attendenti ed autisti si sprecano. Anche i loro stipendi sono elevatissimi (anche più dei Parlamentari ,con automatismi che non hanno pari).

A fine carriera Generali e Ammiragli trovano collocazione o nei Consigli di Amministrazioni di società che hanno rapporti con la fornitura di beni e servizi alle Forze Armate o nelle strutture pubbliche (Consiglio di Stato).

In Parlamento siedono Generali ed Ammiragli.

Milano e la Lombardia, un tempo sedi di importanti unità operative che vedevano la presenza di molte specialità ,qui collocate per via dell’importanza economica, sociale e politica del territorio, sono ora “presidiate da poche unità dell’Esercito, mentre rimane forte la presenza dell’aeronautica Militare (Ghedi in primis) con alcuni aeroporti civili che rimangono però sotto la gestione militare (Montichiari e una parte della Malpensa dove trova collocazione l’Augusta, fabbrica di elicotteri e aerei leggeri militari).

A Milano, in centro, ha sede l’ufficio tecnico della Marina Militare.

La Rappresentanza Militare è in via di ri-elezione dopo ben due proroghe decise dal Governo Berlusconi (si svolgeranno le votazioni-obbligatorie per tutti i militari) fra maggio (per i COBAR, acronimo di Comitati di Base di Rappresentanza-molto diversificati da arma ad arma, se si pensa che per i Carabinieri è la dimensione Regionale mentre per la Marina Militare è il singolo naviglio) e giugno (per i COIR, acronimo di Comitati Interregionali di Rappresentanza ) ed in fine a Luglio per i COCER( acronimo di CO Centrali di Rappresentanza)

I militari votano solo per i COBAR, i cui eletti votano per i COIR, i cui eletti votano per i COCER.

Compiti e funzioni,(poteri nulli) sono diversificati da struttura a struttura.

La problematica è in sé complessa non solo perché riguarda centinaia di migliaia di persone in carne ed ossa (forse più di 600.000 direttamente interessate tralasciando i loro congiunti diretti-mogli e mariti, figli e figlie)ma anche per l’estrema articolazione di forze (l’unico Paese al mondo ad avere una miriade di forze di polizia ed unico Paese in Europa ad avere forze di Polizia ad ordinamento anche militare) che hanno ruoli, funzioni, stato giuridico, strutture di comando, dipendenze funzionali ed operative intrecciate, formazione ed addestramento del personale, tendenze corporative e familistiche, forme di rappresentanza, organizzative, orientamenti politici e culturali, origini territoriali, modalità di arruolamento, ricollocazioni, forme retributive, privilegi, doveri le più disparate e contraddittorie che possano esistere.

Proprio queste articolazioni pongono problemi di orientamento e priorità politiche programmatiche da affrontare.

Non sono un corpo omogeneo e quindi l’analisi della situazione reale và esaminata con attenzione e anche con competenza, augurandoci che ciò sia fatto anche fra le forze della sinistra d’alternativa.

A cura di Enzo Jorfida

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