SILP CGIL POLIZIA : QUESTO RIORDINO DELLE CARRIERE NON VA BENE. Presidio a Montecitorio il 15 Marzo.

Può farci un esempio?
“Prendiamo la qualifica degli assistenti capo. Parliamo di 42.000/43.000 persone, i più ‘anziani’ del ruolo base, quelli che da anni mangiano polvere in strada, in volante, nei servizi di ordine pubblico. I loro parigrado delle altre forze dell’ordine sono diventati brigadieri già negli anni passati con una procedura concorsuale interna che valorizza le professionalità e i titoli. In polizia questo non è avvenuto soprattutto per l’inerzia della nostra Amministrazione che non ha bandito per anni i concorsi. La nostra richiesta unitaria era quella di farli accedere, col riordino, al ruolo superiore di sovrintendenti. Invece nei prossimi 5 anni meno di 20.000 avranno questa garanzia e una buona metà non diventerà mai sovrintendente perché andrà in pensione. Noi questa scelta non l’abbiamo condivisa, altri hanno deciso di tenerla per buona”.

Altri esempi ?
“Ce ne sono tantissimi. Penso ai sovrintendenti che non avranno la possibilità di una carriera aperta, come in altre forze dell’ordine, per accedere alla qualifica superiore. Penso ai tanti ispettori e alle loro varie qualifiche, alle frustrazioni di quelli con più di anni di servizio fino alla rabbia dei più giovani che sono laureati. Penso anche all’irrilevanza che hanno sempre avuto i titoli di studio da noi, abbiamo gente laureata in tutti i ruoli – dall’agente all’ispettore Sups – che rischia di non essere mai valorizzata. Per anni è stata addirittura disattesa una legge, quella dell’attuazione del ruolo direttivo speciale. Il riordino ad oggi non risolve nessuno di questi problemi”.

Quali miglioramenti sperate di ottenere?
“Soprattutto per quel che concerne la cosiddetta ‘fase transitoria’, destinata a durare alcuni anni, ci possono essere aggiustamenti importanti sugli assistenti capo e sui sovrintendenti. Bisogna fare giustizia anche per quel che riguarda gli ispettori: alcune qualifiche rischiano di essere tra le più penalizzate. La nostra Amministrazione non ha avuto la forza di battere i pugni al tavolo interforze, quello dove si dovevano confrontare gli effetti del riordino anche con gli altri corpi dello Stato”.

Che cosa succederà dopo il 15 marzo ?
“Come Silp Cgil cerchiamo e cercheremo di lavorare a livello politico e istituzionale, oltreché con la nostra Amministrazione, per cercare di far apportare in Parlamento alcune migliorie. La nostra azione di pressione e di mobilitazione tenderà a crescere o meno alla luce delle novità che verranno fuori”.

Sullo sfondo c’è anche la partita del contratto di lavoro.
“Assieme alla Fp Cgil e alla Cgil siamo stati i primi a chiedere la riapertura dei tavoli, visto che siamo in attesa di un contratto da 8 anni. Recentemente si sono ‘svegliate’ anche altre organizzazioni sindacali, unendosi a noi in questa richiesta. Meglio tardi che mai. Il ministro Madia, rispondendo alla Cgil, ha annunciato il prossimo avvio dei tavoli di rinnovo contrattuale. Staremo a vedere. Una cosa è sicura: dal riordino al contratto, noi non molliamo!”

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