Sindacato Militari. Lettera aperta Delegato Coir ai Presidenti e Membri Commissioni Difesa

Signori Onorevoli,

Presidenti e Membri delle Commissioni Difesa Camera e Senato,

chi vi scrive è il delegato Coir Aniello VOLO dell’Aeronautica Militare, un organismo di carattere nazionale che rappresenta oltre 10.000 militari. Ho visionato e preso atto dell’audizione dei delegati Cocer in tema di sindacato militare, ascoltando con attenzione tutti gli interventi e gli argomenti esposti.
Non ritengo opportuno entrare nel merito delle dichiarazioni e dei contenuti dei miei colleghi, ho l’impressione che si tratta di dichiarazioni personali con poco confronto con la base, basti pensare che dal giorno delle elezioni fino ad oggi non ci sono  state occasioni con il Cocer per confrontarsi in una assise plenaria con la base, eppure le materie del contendere di primaria importanza non mancano.  Siccome penso sia un momento storico significativo, e che il parlamento abbia una occasione unica di rimediare agli errori fatti nel passato, ho deciso di rompere gli schemi e scrivere nero su bianco. La legge n. 382/1978, il Regolamento Attuativo (RARM) e il Regolamento Interno (RIRM) hanno condizionato in modo negativo il mondo militare per oltre quarant’anni. Una sottile volontà di isolare il mondo militare lasciando in mano tutto alle gerarchie. Isolamento che non ha fatto bene a nessuno, soprattutto alla società civile.

Ebbene, Signori Onorevoli, ciò premesso è opinione condivisa da numerosi colleghi che in questo momento storico il Parlamento debba necessariamente ascoltare non solo i delegati nazionali, ma, altresì, tutti i delegati dei Consigli Intermedi, giacché sono questi ultimi ad avere un rapporto diretto e quotidiano con i Cobar, con la base effettivamente rappresentata. Siamo l’anello di congiunzione tra l’attività nazionale e quella locale. Siamo i Delegati presenti sul territorio che continuiamo a fare il nostro lavoro primario, non ci siamo dimenticati di essere militari, non siamo in forfettaria, non alloggiamo in albergo e non andiamo al ristorante, siamo aggregati nelle basi e pur continuiamo ad essere Rappresentanti, spesso inascoltati proprio dai nostri colleghi Cocer presi dalla “grande politica”, dalle “grandi manovre”.

Questo primario limite  dei Rappresentanti nazionali è stato ben compreso nella scorsa legislatura proprio dalle Commissioni e proprio in occasione delle proposte di legge per la riforma della rappresentanza. Da allora ad oggi è sopraggiunta la sentenza della Corte Costituzionale, il parere del Consiglio di Stato, la Circolare del Ministro, l’autorizzazione di alcune sigle sindacali, il dibattito è più complesso, delicato ed acceso. Si sta creando molta confusione e qualcuno ne potrebbe approfittare.

Egregi Onorevoli, per tale ragione vi chiedo di porre in essere ogni iniziativa utile affinché abbia luogo una audizione in parlamento anche dei Consigli Intermedi, così come è avvenuto anche nella scorsa legislatura, per garantire la più larga partecipazione al processo storico di riforma sindacale del sistema di rappresentanza.

Roma, 15 Febbraio 2018

Volo Aniello Delegato Coir Comando Logistico AM

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