La conferma per il quinto anno del blocco degli stipendi fa aumentare gli effetti negativi in busta paga . Non si può definire una sorpresa, perché le premesse erano già scritte nella prima manovra estiva 2011 (DI 98/2011) che con inedita proiezione al futuro si occupava dell`indennità di “vacanza contrattuale” fino al 2017. La conferma per il 2014 del blocco dei rinnovi contrattuali e i trattamenti economici individuali dei dipendenti pubblici, che ancora una volta guarda però fino al 2017 con il congelamento dell`indennità di vacanza contrattuale, agita il mondo del pubblico impiego, alza la temperatura dei rapporti fra sindacati e Governo e promette di occupare stabilmente il dibattito che accompagnerà l`iter parlamentare della legge di stabilità. Problemi inevitabili, del resto, perché il prossimo sarà il quinto anno di stasi delle buste paga per i dipendenti pubblici, con un blocco che tra statali e famiglie riguarda milioni di persone. In termini di mancati aumenti, mette sul piatto cifre importanti: cifre che non saranno più recuperate, per espressa previsione di legge.
Nei fatti, quindi, la legge di stabilità conferma per un altro anno la fotografìa delle retribuzioni ormai ingiallita dagli anni, e non esclude il suo mantenimento fino al 2017.
. Il sacrificio è naturalmente proporzionale al peso dello stipendio di ogni dipendente pubblico: un impiegato ministeriale,per esempio,guadagna in media (dati della Corte dei conti, come specificato nel grafico) qualcosa meno di 27.500 euro lordi, e ha già visto sfumare per mancati aumenti 2mila euro nel 2010-2012, ne ha persi altri 411 nel 2013 e deve rinunciare ad altrettanti nel 2014 (l`indice Ipca su cui si calcolerebbero gli aumenti contrattuali, è analogo per quest`anno e il prossimo). In tutto fanno 2.879 euro all`anno a regime, che diventano 4.003 se lo stop ai contratti fosse confermato per 2015 e 2016. ( n.d.r. il calcolo si basa SOLO su aumenti che sarebbero derivati dai contratti bloccati e Non tiene conto delle somme perse considerando i blocchi sugli scatti stipendiali, la Pensione ed il TFR !)
Morale della favola: il blocco fino al 2014 impone ai dipendenti pubblici un sacrificio pari al 10,5% dell`attuale stipendio di riferimento, e il costo salirà al 14,6% se la macchina dei contratti non dovesse ripartire fino al 2017.
Buonuscita a rate sempre più lunghe –
Tfr e Tfs. Dal 2014 corresponsione in unica franche solo fino a 50mila euro Buonuscita a rate sempre più lunghe.
Per tutti i soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dal 1°gennaio 2014, la legge di stabilità riduce il primo scaglione a 50.000 euro e il secondo a 100.000 euro. in pratica, dunque, solo per i trattamenti fino a 50.000 euro sarà possibile la corresponsione in un`unica volta. Tra 150.000 e i 100.000, le rate saranno due, la prima di 50.000 euro e la seconda per la rimanenza. Se poi si oltrepassano il 1oo.ooo euro, il pagamento avverrà in due rate da 50.000 euro ciascuna e la terza per la differenza. Resta ferma la scansione temporale. La norma, come detto, si applica, dal 2014 a tutti i dipendenti che maturano un diritto a pensione.
Facciamo l`esempio di un dirigente ( n.d.r ma l’esempio, nelle modalità e tempi è calzante per tutti ) che, maturati i requisiti per la pensione anticipata, si dimette nel 2014 e la sua liquidazione ammonti a 160.000 euro (ipotesi del tutto normale se la maggior parte del servizio sia stato prestato presso una Pa). Questo si vedrà corrisposti i primi 50.000 euro di trattamento o indennità entro i 27 mesi; i secondi 50.000 euro entro un ulteriore anno, e si arriva a 39 mesi; i rimanenti 60.000 euro dopo un altro anno, e si totalizza 51 mesi. Il tutto, ovviamente, senza la corresponsione di interessi. Nell`esempio sopra riportato, la perdita, calcolata facendo riferimento al rendimento dei titoli di stato a medio termine, si aggira tra i 16.000 e i 22.000 euro. In altre parole, tré/quattro anni di liquidazione.
* tratto da articoli di gianni trovati ( statali, senza contratto tagli del 10,5 % ) tiziano grandelli e mirco zamberlan ( Buonuscita a rate sempre più lunghe ) per il sole 24 ore . n.d.r. a cura della redazione assodipro.

