Vice presidente antimafia Fava,Pinotti reintegri capitano Ciancarella ex leader del Movimento Militari Democratici radiato con firma falsa di Pertini.

Assodipro Roma : MARIO CIANCARELLA al momento della strage di Ustica era capitano pilota dell'Aeronautica Militare e leader del Movimento Democratico dei militari (che nasceva dalla contaminazione delle forze armate con la cultura sociale e democratica).
Fu lui a raccontare, durante le prime indagini sull'episodio quanto gli ebbe a riferire il maresciallo Mario Alberto Dettori, radarista a Poggio Ballone la notte di Ustica. Parole come: Capitano siamo stati noi… e Capitano dopo questa puttanata del mig libico… ( lo dichiara ancora Mario Ciancarella nella conferenza stampa ) come evidenziato anche dagli atti della vicenda che a tutt'oggi non ha trovato un responsabile. Mario Alberto Dettori verrà trovato impiccato nel 1987 e il caso fu chiuso come suicidio.
Per questo suo ruolo di esponente di punta il capitano Ciancarella divenne talmente scomodo da indurre“qualcuno molto in alto” a falsificare, nell'ottobre 1983, la firma del presidente Pertini nel decreto presidenziale di radiazione. Un vero e proprio colpo di Stato. La copia del decreto di radiazione gli verrà consegnata, su sua richiesta, solo 9 anni più tardi e dopo la morte di Pertini.
Il vicepresidente della Commissione Antimafia Claudio Fava (Si) e il deputato del Pd Davide Mattiello, delle commissioni Giustizia e Antimafia in una conferenza stampa a Montecitorio hanno dichiarato: “Chiederemo al ministro se ci sia l'intenzione di saldare quel debito nei confronti di Ciancarella ha spiegato Fava perché c'è stata una manipolazione della verità e il reintegro è un debito di verità e di restituzione di dignità che la Repubblica ha nei confronti del militare. 
Ma chiederemo anche al ministro, a 36 anni dalla strage di Ustica, di riferire in aula su questi anni di depistaggi. La verità non può essere prescritta”. “La radiazione, che mi fu comunicata l'11 ottobre di 33 anni fa – ha raccontato Ciancarella – mi sembrò in quel momento la fine di un calvario iniziato nel 1980 con la mia incarcerazione e una notte di violenze. 
Mi fu subito chiara la falsità della firma del presidente della Repubblica nel decreto di radiazione, ma ho impiegato 17 anni a trovare un avvocato che volesse difendermi. Sono qui a ribadire la speranza di vedermi restituita
la dignità e i dovuti riconoscimenti amministrativi”.
Alla conferenza stampa hanno preso parte Nadia FURNARI, vice presidente dell'Associazione antimafia “Rita Adria”, che in questi anni ha sostenuto la ricerca della verità, la famiglia di Mario Alberto Dettori, radarista a Poggio Ballone ritrovato impiccato a Grosseto nel 1987 e gli avvocati Mauro Casella e Goffredo D'Antona.

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