Aderisci al RICORSO contro IL BLOCCO DELLE RETRIBUZIONI Comparto DIFESA E SICUREZZA al TAR LAZIO – Ancora pochi giorni per aderire.

Ricordiamo ai NUOVI ISCRITTI, dando il BENVENUTO a TUTTI, che ASSODIPRO è un Associazione di Promozione Sociale (leggi tutto), senza scopo di lucro. Riconosciuta dal Ministero del Lavoro con decreto ministeriale 94 /II/ 2005; 
Alla quale possono aderire  TUTTI i cittadini indipendentemente dalla tipologia di lavoro o categoria.
BENVENUTI IN ASSODIPRO.   
RICORSO AL TAR DEL LAZIO CONTRO LE PENALIZZAZIONI DEL D.L. N° 78/2010 E PROVVEDIMENTI SUCCESSIVI (BLOCCHI RETRIBUTIVI) CHE SUBISCONO I  MILITARI DELLE FF.AA E GLI APPARTENENTI ALLE  FF.PP.                                                                        
DOCUMENTAZIONE DA INVIARE
 


 Legge 7 dicembre 2000, n. 383 “Disciplina delle associazioni di promozione sociale” (Pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 2000, n. 300)   
Capo I DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1.
(Finalità e oggetto della legge) 1. La Repubblica riconosce il valore sociale dell'associazionismo liberamente costituito e delle sue molteplici attività come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo; ne promuove lo sviluppo in tutte le sue articolazioni territoriali, nella salvaguardia della sua autonomia; favorisce il suo apporto originale al conseguimento di finalità di carattere sociale, civile, culturale e di ricerca etica e spirituale. 2. La presente legge, in attuazione degli articoli 2, 3, secondo comma, 4, secondo comma, 9 e 18 della Costituzione, detta princìpi fondamentali e norme per la valorizzazione dell'associazionismo di promozione sociale e stabilisce i princìpi cui le regioni e le province autonome devono attenersi nel disciplinare i rapporti fra le istituzioni pubbliche e le associazioni di promozione sociale nonché i criteri cui debbono uniformarsi le amministrazioni statali e gli enti locali nei medesimi rapporti. 3. La presente legge ha, altresì, lo scopo di favorire il formarsi di nuove realtà associative e di consolidare e rafforzare quelle già esistenti che rispondono agli obiettivi di cui al presente articolo. 
Art. 2.
(Associazioni di promozione sociale) 1. Sono considerate associazioni di promozione sociale le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati. 2. Non sono considerate associazioni di promozione sociale, ai fini e per gli effetti della presente legge, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi economici degli associati. 3. Non costituiscono altresì associazioni di promozione sociale i circoli privati e le associazioni comunque denominate che dispongono limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all'ammissione degli associati o prevedono il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa o che, infine, collegano, in qualsiasi forma, la partecipazione sociale alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale

NOTA INFORMATIVA RICORSO 
Come noto, l’art.9 del D.L. 31.05.2010, n.78 (“Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito con modificazioni dalla legge 30.07.2010, n.122, ha stabilito:
 
–  comma 1: per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico dei singoli dipendenti pubblici (dirigenti compresi), incluso il trattamento accessorio, non può superare in ogni caso il trattamento in godimento nell’anno 2010, salvo quanto previsto dal comma 17;- 
 comma 4, primo periodo: i rinnovi contrattuali del personale dipendente delle P.A. per il biennio 2008-2009 ed i miglioramenti economici del rimanente personale in regime di diritto pubblico, ad esclusione di quello del Comparto Sicurezza e Difesa, per il medesimo biennio non possono in ogni caso determinare aumenti retributivi superiori al 3,2%;-
 comma 4, secondo periodo, la disposizione di cui sopra si applica anche ai contratti ed accordi stipulati prima della data di entrata in vigore del presente decreto e le clausole difformi contenute nei predetti contratti ed accordi sono inefficaci a decorrere dalla mensilità successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto;- 
 comma 17: non si dà luogo, senza possibilità di recupero, alle procedure contrattuali e negoziali relative al triennio 2010-2012 del personale di cui all’art.2, comma 2, e art.3 del D.Lgs. n.165/2001. È fatta salva l’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale nelle misure previste a decorrere dall’anno 2010;- 
comma 21, primo periodo: i meccanismi di adeguamento retributivo per il personale non contrattualizzato di cui all’art.3 del D.Lgs. n.165/2001, come previsti dall’art.24 della legge n.448/1998, non si applicano per gli anni 2011, 2012 e 2013 e non danno luogo a successivi recuperi;-  
comma 21, secondo periodo: per le categorie di personale di cui all’art.3 del D.Lgs. n.165/2001 che fruiscono di un meccanismo di progressione automatica degli stipendi, gli anni 2011, 2012 e 2013 non sono utili ai fini della maturazione delle classi e degli scatti di stipendio previsti dai rispettivi ordinamenti;- 
 comma 21, terzo periodo: per il personale di cui all’art.3 del D.Lgs. n.165/2001, le progressioni di carriera comunque denominate eventualmente disposte negli anni 2011, 2012 e 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridiciIn sintesi:-   2011, 2012, 2013: trattamento in godimento non superiore a quello 2010;-   rinnovi contrattuali 2008-2009 non superiori al 3,2%, escluso Comparto Sicurezza-Difesa;-  limite del 3,2% applicabile anche agli accordi stipulati anteriormente;-  2010, 2011, 2012: niente rinnovi contrattuali e negoziali, senza possibilità di successivo recupero, salva solo l’indennità di vacanza nella misura 2010;-   2011, 2012, 2013: niente meccanismi di adeguamento retributivo per il personale dirigente di cui all’art.3 D.Lgs. n.165/2001, senza possibilità di successivo recupero;-  2011, 2012, 2013: non sono utili per maturare classi e scatti di stipendio;-  2011, 2012, 2013: le progressioni in carriera hanno effetto solo a fini giuridici;   Le disposizioni sopra richiamate e, per quanto qui in particolare interessa, quelle di cui al comma 21 dell’art.9 (per il triennio 2011-2013: niente maturazione di classi e scatti di stipendio e progressione in carriera unicamente a fini giuridici), risultano all’evidenza illegittime, in quanto in contrasto con svariati principi costituzionali, nell’applicazione ripetutamente chiaritane e datane dal Giudice delle leggi.   La Corte Costituzionale, con la decisione n.223/2012, è già intervenuta a dichiarare l’illegittimità costituzionale delle disposizioni di blocco previste dal comma 21 e da altri commi del citato art.9, ma con effetto limitatamente alla categoria dei magistrati, che avevano sollevato di fronte al Giudice amministrativo la relativa questione, in relazione, innanzitutto, al particolare status di autonomia ed indipendenza che gli è proprio.   A loro volta, altre categorie di pubblici dipendenti (cc.dd. non privatizzati) hanno già intentato ricorsi, proponendo, con riguardo alle norme anzidette, plurime questioni di legittimità costituzionale, che i TT.AA.RR. hanno ritenuto fondate e rimesso all’esame della Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi su di esse.   Non risulta, invece, ad oggi, che personale del Comparto Sicurezza e Difesa abbia promosso azioni finalizzate a contrastare le norme di cui sopra, con riferimento specifico alle ricadute applicative delle stesse per il Comparto.   Il rischio è che, come già accaduto per i magistrati, anche le nuove pronunzie della Corte Costituzionale che interverranno dispieghino favorevoli effetti limitati al solo personale pubblico che ha avviato azioni giudiziali, per così dire, di settore, lasciando che le disposizioni di cui sopra continuino a dispiegare i loro effetti per il Comparto Sicurezza e Difesa. 
Al fine di prevenire questo rischio, As.So.Di.Pro. ed Il Nuovo Giornale dei Militari, sollecitati da numerosi associati/abbonati, acquisito idoneo parere legale dallo Studio investito dell’esame della questione, intendono farsi promotori di un’azione giudiziale da proporre di fronte al T.A.R. del Lazio, al fine di investire la Corte Costituzionale della questione di illegittimità dell’art.9, comma 21, del D.L. n.78/2010 con riguardo al personale del Comparto Sicurezza e Difesa.     Potranno partecipare al ricorso gli appartenenti alle Forze Armate (Esercito, Marina ed Aeronautica) ed alle Forze di Polizia, ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e Corpo della Guardia di finanza) e ad ordinamento civile (Polizia di Stato), anche con qualifica dirigenziale, che siano stati penalizzati:–  
dalla mancata percezione del trattamento economico dovuto in relazione al grado superiore acquisito o al passaggio di ruolo intervenuto nel triennio 2011-2013;-  
dalla mancata percezione del trattamento economico dovuto in relazione alla maturazione del superiore parametro collegato all’anzianità di grado conseguita nel triennio 2011-2013;- 
dalla mancata percezione dell’incremento del trattamento economico dovuto per “omogeneizzazione” maturata nel triennio 2011-2013;-          dalla mancata percezione dell’assegno funzionale dovuto in relazione agli (a tal fine idonei) anni di servizio maturati nel triennio 2011-2013;- 
dalla mancata percezione dell’incremento dell’indennità d’impiego operativo dovuto in relazione all’anzianità di servizio maturata nel triennio 2011-2013. 
L’adesione si perfezionerà mediante l’invio, a mezzo racc.ta a.r., ad As.So.Di.Pro. / NGDM (Via Palestro n.78, 00185 Roma) della documentazione  indicata , :   L’importo richiesto, a titolo definitivo per spese ed onorari del giudizio da promuoversi di fronte al T.A.R. del Lazio è stabilito: per i soci Assodipro in regola con l’iscrizione annuale al sodalizio (2013), in €.10,00; per i rimanenti interessati, in €.30,00, comprendenti la quota di iscrizione annuale al sodalizio (€.20,00) e le spese di partecipazione all’iniziativa in questione (€.10,00). Nella nota operativa di cui sopra, saranno specificate anche le modalità per la corresponsione del suddetto importo         
Per ASSODIPRO   Il Presidente Emilio Ammiraglia   –  Per il NGDM    Il Direttore D.ssa Antonella Manotti  

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