Amianto: ministero Interni condannato per morte vigile del fuoco

(AGI) – Genova 16 apr. – Il tribunale civile di Genova, seconda sezione, ha condannato il ministero degli Interni a risarcirela famiglia di un vigile del fuoco deceduto per esposizione ad amianto. La vittima, un vigile del fuoco spezzino, aveva 72 anni quando mori' di mesotelioma nel 2010 a causa della lunga esposizione all'amianto. Il ministero dovra' risarcire 600mila euro. Le tute protettive che aveva utilizzato il pompiere durante il lavoro avrebbero determinato, a causa dell'usura, la grave intossicazione e il conseguente tumore. Per la prima volta il ministero degli Interni e' stato condannato a risarcire un vigile del fuoco Il risarcimento e' di 600.000 euro. Nel promuovere la causa, la parte civile aveva spiegato che “l'uomo era stato esposto all'amianto anche a causa
di tute, guanti, teli ignifughi in amianto usurati, con evidente spolverio”. Per il giudice non vennero prese cautele
(ANSA) – GENOVA, 16 APR – Il giudice del tribunale civile di Genova nella sentenza spiega che “non sarebbero state adottate quelle minime cautele quali la sostituzione periodica e la dotazione di maschere specifiche in occasione degli interventi di emergenza pur essendo nota da tempo la nocivita' del materiale”. L'avvocato Pietro Frisani che insieme a Elena Moretti del foro di Firenze assiste la parte civile ha spiegato che “Il giudice ha riconosciuto una particolare rilevanza probatoria alle “chiare e precise dichiarazioni” rese dai colleghi della vittima che hanno riferito della quotidiana esposizione all'amianto“.
Amianto che “costituiva le protezioni di servizio in uso negli occasionali interventi di estrema urgenza e gravita' e
nelle frequenti attivita' di addestramento sia perche' sovente a copertura di strutture ed edifici nei quali venivano eseguiti gli interventi di emergenza“. Il tribunale ha anche valutato come “ampiamente dimostrata anche la colpa del Ministero risultando l'omissione di qualsiasi misura, anche minima, prevista dalla legge idonea a prevenire il danno alla salute provocato dall'esposizione all'amianto“. Il legale riferisce che questo risarcimento riguarda solo i danni subiti dai familiari mentre per quanto riguarda la sola posizione della vittima, “risulta tutt'ora pendente davanti al Tar una richiesta risarcitoria nei confronti del ministero dell'Interno, questa volta in qualita' di datore di lavoro, per 900.000 euro“. 

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