Assodipro a Roma, una grande manifestazione, per dire che la riduzione di diritti e tutele non fa bene al paese. Una battaglia lunga, non facile, ma il cammino è iniziato.

Assodipro Roma 
Che non sarebbe stata un’ordinaria giornata di mobilitazione, lo si era capito fin dalle prime ore del mattino, quando anche noi di Assodipro siamo arrivati a piazza Esedra, uno dei punti di partenza dei 2 cortei,  intorno alle ore 8 . 
A colpo d’occhio, quei coloratissimi cortei improvvisati diretti dai più diversi angoli della città nei luoghi stabiliti per i concentramenti, avevano fatto pensare già di buon mattino a una cifra imponente di partecipazione.  
Già dalle 09.30 , ora in cui il corteo cominciava a muoversi , si capiva che  moltissimi  avrebbero fatto fatica o non sarebbero arrivati nella stracolma piazza San Giovanni piena già alle 11 e dove ci aspettavano altri amici. Una manifestazione imponente come non la si vedeva da anni. Operai, Studenti, Impiegati di tutto il comparto pubblico, i lavoratori delle aziende in crisi, i “nonni per il lavoro”. TUTTI INSIEME a dire NO all’ attacco ai diritti, NO al tagli dei diritti del governo Renzi
Sotto il sole di una splendida giornata romana, in quella che è stata una splendida giornata di festa all’insegna della protesta, e della proposta . Non ci possiamo nutrire di sola Leopolda, evidentemente, la piazza mandava il suo messaggio forte e chiaro: il mondo del lavoro, i pensionati, le nuove generazioni, gli atipici e le partite Iva – insomma, il paese vero e reale , vogliono cambiare , hanno uno straordinario bisogno di voltare pagina certamente non perdendo diritti. 
Non ci arrenderemo alla deriva di un’Italia dove la disuguaglianza è aumentata negli ultimi 20-30 anni molto di più che in altre economie occidentali e dove la linea di confine tra chi è povero e chi non lo è appare sempre più sottile. E non ci  rassegniamo nemmeno all’idea che la riduzione dei diritti e delle tutele possa far bene al paese. 
la Cgil ha inserito un pacchetto di proposte “semplici, ma efficaci, in grado di restituire – ha scandito dal palco di piazza San Giovanni Susanna Camusso – dignità a chi lavora e ripristinare il principio indispensabile dell’uguaglianza”: un piano straordinario per l’occupazione finanziato da uno spostamento della tassazione sulle grandi ricchezze, la riforma per ammortizzatori sociali universali, l’estensione a tutti dei diritti e delle tutele garantiti dallo Statuto dei lavoratori, un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti ”. 
Nei provvedimenti del Governo Renzi nulla di tutto questo è presente  e c’è poco da stupirsene, in quanto , è noto che il confronto con il mondo del lavoro e con le sue rappresentanze non ha mai rappresentato una priorità per Matteo Renzi, impegnato  in modo ossessivo , praticamente fin dal giorno del suo insediamento a Palazzo Chigi , nella messa in archivio di ogni forma di dialogo sociale ed a tratti, anche di dialogo parlamentare. Renzi si candidi ad elezioni POLITICHE con il programma e le riforme che sta cercando di attuare e misuri davvero il suo consenso
Un milione di persone, il 25 Ottobre 2014, ha detto NO all’attacco ai diritti ed ai provvedimenti del Governo.  E’ l’inzio di un percorso difficile , comunque di un percorso di svolta per tutto  il mondo del lavoro, che continuerà con rinforzata e rinnovata passione e partecipazione democratica. 

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