Assodipro per e con i diritti dei Militari. Commissione Inchiesta Uranio. In attesa di urgenti risposte politiche il caso Attianese, il caso delle acque cancerogene usate dai militari Italiani in Bosnia e il caso del Generale Covato, avranno risposte dal tribunale militare di Roma e dalla procura della Repubblica ?

A cura di Assodipro Nazionale

In attesa che la politica, il prossimo Parlamento, Commissioni Difesa e prossimo Ministro Difesa , diano risposte politico legislative / normative  inerenti i DIRITTI su SALUTE e LAVORO dei MILITARI ( nel senso complessivo del termine )  con profondo rinnovamento su leggi, norme, e direttive militari,  partendo dai Lavori della Commissione inchiesta e da veri strumenti di rappresentanza sindacale  per i militari italiani , ci preme informare nel dettaglio analizzando e “scavando” su importanti aspetti esaminati dalla Commissione inchiesta  sui militari malati e morti che ha evidenziato,  nel suo lavoro conclusivo : “ sconvolgenti criticità che hanno contribuito a seminare morti e malattia tra i militari  “.  In attesa di urgenti e non più differibili risposte politiche, attendiamo le risposte e valutazioni del Tribunale Militare di Roma e Procura Repubblica Roma .

Come Assodipro , oggi vi proponiamo i tre casi specifici, emersi nel corso dell’inchiesta, dove la Commissione Scanu  ha convenuto di trasmettere gli atti acquisiti nelle rispettive audizioni presso le procure della Repubblica competenti e, in due circostanze, per conoscenza anche alla Procura generale militare.

Tratto da pag. 19 e 20 della Relazione Finale Commissione inchiesta : “Si tratta nel primo caso della vicenda relativa al militare Antonio Attianese, vittima di una grave patologia insorta a seguito della sua permanenza in territori contaminati dalla presenza di uranio impoverito in Afghanistan, nell’ambito di due diverse missioni militari all’inizio degli anni 2000, successivamente deceduto, in conseguenza della stessa patologia, nei mesi seguenti all’audizione resa davanti alla Commissione il 15 marzo 2017. Il Caporale Maggiore Scelto Attianese fu invitato dalla Commissione ad esporre il suo caso personale in audizione a seguito di una sua intervista avvenuta nel corso di una nota trasmissione televisiva, in cui denunciava l’atteggiamento ostruzionistico di alcuni superiori e le gravi minacce da lui subite nel corso del trattamento delle pratiche assistenziali e previdenziali relative alla sua richiesta di causa di servizio.

Gli atti relativi all’audizione del Caporale Maggiore Scelto Attianese, inclusivi della documentazione depositata dal militare, sono stati inviati per le opportune iniziative al Procuratore Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di Roma in data 23 marzo 2017.

In una seconda circostanza la Commissione ha deliberato la trasmissione di atti all’autorità giudiziaria e segnatamente nel caso rappresentato dal Tenente Colonello Medico Ennio Lettieri, nel corso dell’esame testimoniale svolto davanti alla Commissione il 5 luglio del 2017. In tale occasione il Tenente Colonnello Lettieri affermava di essere stato direttamente testimone, nel corso della sua ultima missione in Kossovo in qualità di direttore dell’infermeria del Comando KFOR, della presenza di una fornitura idrica altamente cancerogena di cui era destinatario il contingente italiano, in un contesto di scarsa o inefficiente sorveglianza sanitaria sui militari italiani ivi impiegati e di grave pericolosità ambientale, del tutto sottovalutato o ignorato dai comandi in carica.

Infine, la Commissione ha provveduto a trasmettere alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma gli atti relativi all’esame testimoniale svolto davanti alla Commissione il 16 novembre 2017 dal Generale Carmelo Covato, della Direzione per il Coordinamento Centrale del Servizio di Vigilanza, Prevenzione e Protezione dello Stato Maggiore dell’Esercito. Nel caso di specie il Generale Covato aveva affermato, nel corso di un’intervista televisiva andata in onda pochi giorni prima della convocazione davanti alla Commissione, che i militari italiani impiegati nei Balcani erano al corrente della presenza di uranio impoverito nei munizionamenti utilizzati ed erano conseguentemente attrezzati, affermazioni che apparivano in contrasto con le risultanze dei lavori della Commissione e con gli elementi conoscitivi acquisiti nel corso dell’intera inchiesta.

Si segnala infine che la Relazione intermedia sull’attività d’inchiesta in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate, approvata dalla Commissione il 19 luglio 2017, è stata inviata al Procuratore generale della Corte dei conti per le valutazioni di competenza”.

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.