Carabinieri : La Rappresentanza, che chiede di essere riformata a modello sindacale per migliorare, chiede tutela per poter svolgere il suo ruolo.

Michele Fornicola : ” Capita che taluni delegati, che si sono candidati promettendo il loro impegno e sostenendo alcune idee a vantaggio dei colleghi, successivamente si trovano a sostenere esattamente il contrario di quello che hanno promesso ! una pacca sulle spalle dall’Ufficiale di turno,una promessa effimera e tutto sfuma.  Se il delegato non è “allineato”, se è poco incline alla “remissione”; alla “solidarietà”; alla “condivisione delle scelte della scala gerarchica” allora può capitare che proprio i colleghi delegati cerchino di “escluderlo” che, di fatto, cerchino di condizionare la sua attività ! Perché accade tutto questo ? Al Presidente, ma soprattutto ai Comandanti affiancati questa situazione fa spesso comodo anche se è vietata. Dovrebbero intervenire come “garanti” del “libero ed incondizionato esercizio” dell’attività di ciascun delegato ma….Lo fanno ? Non sempre !Nel CoIR Palidoro vi sono delegati eletti (e non scelti dai Vertici Istituzionali) che NON vogliono “essere” e nemmeno “apparire delegati di comodo” per i Vertici Militari. Delegati che si preoccupano dei colleghi elettori ma anche del fatto che tutti i delegati siano “liberi” di pensare  e di “lavorare” senza “condizionamenti”. I nostri Vertici Militari sono affezionati e convinti che questo sistema della Rappresentanza Militare sia efficace. Rimango dell’opinione che debba essere “riformato radicalmente” ma cerco di “lavorare” nel rispetto delle “regole” sostenendo le “istanze dei colleghi che rappresento”. Il gioco è bello se ciascuno rispetta le regole. Ma se l’interlocutore non rispetta le regole non ci può essere alcuna “partita”. “Il coraggio, fondamentale virtù militare, scompare ove la dignità umana è oltraggiata e compressa”.

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